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TOKYO 2020

Remi amari: Gentili e Montesano giù dal podio

Grande delusione per l'equipaggio maschile: era in testa, un errore ha compromesso la gara

Ivan Ghigi

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ighigi@laprovinciacr.it

28 Luglio 2021 - 05:57

Remi amari: Gentili e Montesano giù dal podio

Raineri e Farina tifano Montesano all'Eridanea

CREMONA - Con un quinto e un quarto posto i quattro di coppia maschile e femminile azzurri di Giacomo Gentili e Alessandra Montesano sono fuori dal podio. Le gare sono condizionate pesantemente dal campo gara su cui soffia un vento impetuoso che alza onde traditrici, specialmente per la barca di Gentili che paga un pegno pesantissimo.

Alla Canottieri Bissolati una ventina di persone fa le ore piccole per tifare Giacomo, il beniamino di casa. C’è il presidente Maurilio Segalini, c’è mamma Franca che non riesce a restare seduta e passeggia nervosamente, c’è anche Andrea Cattaneo altro astro nascente della società che fino a poco tempo fa era nel giro azzurro. Nelle file più avanti anche Elena Sali che ha da poco vinto il mondiale Under 23 sul quattro di coppia pesi leggeri. E poi ci sono gli amici in fervida attesa. Allo start l’Italia parte bene, Gentili detta il ritmo e la barca azzurra fila che è un piacere. Le telecamere indugiano sulla barca australiana, mentre l’Olanda, uno degli avversari più temibili, resta di colpo fuori dalla corsa. È un segno del destino, è l’imprevisto che spiana la strada agli azzurri, ma non c’è nemmeno il tempo di incrociare le dita che la prua azzurra sparisce all’improvviso dall'inquadratura. Cala il gelo, mani sul volto. Si è capito tutto, ma non si visto nulla. "È successo qualcosa, deve essere successo qualcosa", commenta allarmato il presidente Segalini. La telecamera allarga sul campo gara e non lascia dubbi: l’Italia, non si sa bene come e perché, è rimasta dietro. Inchiodata. Non è possibile, non è mai successo in tante finali europee e mondiali. Il resto della gara è un crescendo di incredulità mista a delusione, avvolte nel mistero: il ritardo è eccessivo, abissale per una finale olimpica e arriva a oltre due secondi nella seconda metà di gara. Luca Broggini e Rossano Galtarossa, commentatori del canale Eurosport, non possono spegnere la speranza. "L’Italia negli ultimi mille metri può cambiare ritmo". Ci si aggrappa a queste parole ma la realtà è un’altra. L’Italia è una locomotiva, viaggia a 42 colpi, ma è sempre lì. Mamma Franca ha già capito ma non si dà una spiegazione. L’Italia è quinta in un silenzio glaciale e tutti aspettano di capire perché. Il replay impietoso svela l’arcano: ai mille metri il remo di Luca Rambaldi scava nell’acqua e alza un muro di spruzzi. Come un tuffatore che sbaglia completamente l’entrata in acqua. La mano di Rambaldi perde il remo che resta attaccato allo scalmo, lo riprende subito, ma la barca perde quei metri necessari per stare al passo. Come un ciclista che perde il pedale in volata e il podio atteso da 21 anni dopo l’impresa del casalasco Raineri dovrà attendere altri tre anni.


Poco dopo tocca al quattro femminile di Alessandra Montesano. Essere in finale dopo 37 anni per le azzurre è già un traguardo. Ci sono minori aspettative ma il tifo è vivo. Alla Bissolati e, soprattutto, all'Eridanea di Casalmaggiore, dove a seguire la gara in diretta ci sono anche le glori olimpiche del canottaggio Simone Raineri e Gianluca Farina. Le azzurre sono dietro, la Cina non ha rivali e conduce dall’inizio alla fine senza sbavature. Lo si sapeva. Però le azzurre potrebbero contendere almeno un terzo posto. Dopo i primi mille metri ultime, Montesano e compagne alzano il ritmo, l’Olanda imbarda e apre la porta all’Italia che va a chiudere in crescendo fino al quarto posto. Applausi, perché le ragazze hanno onorato al meglio una finale meritata ma molto dura.

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