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Vanoli, McNeace conta i giorni: "Non vedo l’ora di giocare a Cremona"

Il nuovo pivot biancoblu ha le idee chiare e dimostra già di avere tanto entusiasmo

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

26 Luglio 2021 - 10:11

Vanoli, McNeace conta i giorni: "Non vedo l’ora di giocare a Cremona"

Jamuni McNeace, nuovo centro americano della Vanoli Cremona

CREMONA - Jamuni McNeace, di Decatur, contea di Macon, Illinois, è il nuovo pivot della Vanoli, ma non tutti sanno che Jamuni, non ha sempre pensato di giocare a pallacanestro. Primo di tre figli, aveva infatti iniziato a giocare a basket dal secondo anno di High School alla Allen High School, Texas. Lì però, faceva parte, contemporaneamente, anche della squadra di football come outside linebacker e tight end. Fu la grande crescita in altezza da 155 a 204 centimetri, tra il primo e secondo anno di liceo, ad indirizzarlo definitivamente al basket. Ora, a 25 anni, 208 centimetri di altezza e 101 chilogrammi, approda per la prima volta nel campionato italiano ed ha voglia di conoscere la sua nuova casa.

Come va?
«Sono felicissimo. Adoro l’Italia. Sono stato a Roma, Firenze, Arezzo. Tutte città bellissime. È un paese che mi affascina tantissimo, anche dal punto di vista cestistico e non vedo l’ora di conoscere Cremona e la mia nuova squadra. Mi sono informato e so che è una città piccola, ma a misura d’uomo. Perfetta per poter vivere bene e anche concentrarsi sul lavoro. Mi sento già un cremonese» ride.

In Italia non aveva mai giocato, ma in Europa sì. La prima stagione da professionista in Finlandia e poi, storia recente, stagione 2020/2021 in Germania. Con la maglia dei Crailsheim Merlins, ha giocato 30 gare di Bbl centrando il 5° posto in campionato e maturando un’eliminazione nei quarti di finale dei playoff per colpa del Bayern Monaco.
Proprio contro Monaco, ha incrociato coach Trinchieri, ex Vanoli. Vi siete parlati dell’Italia?
«No in realtà. Ci siamo scambiati qualche parola, ma solo sul campo. Lui mi ha fatto i complimenti per la prestazione contro la sua squadra, ma niente di più. Ancora non c’era Cremona all’orizzonte. A saperlo ne avrei approfittato».

All’High school lei giocava anche a football... Cosa le ha fatto scegliere il basket. Solo il fatto di essere cresciuto improvvisamente troppo?
«Anche quello» e scoppia a ridere di nuovo. «Ma non solo. In realtà non ho mai avuto una grande passione per il football. Sì, ci giocavo perchè a scuola ci giocavano un po’ tutti, ma la passione vera era quella per il basket. Poi certo, essere cresciuto nel giro di poco di oltre mezzo metro, credo sarebbe stato interpretato da chiunque come un chiaro segnale di quale direzione prendere, non credete anche voi? A parte gli scherzi. Ho capito presto che la palla a spicchi sarebbe stata la mia vita».

E dei suoi prossimi compagni di squadra conosce già qualcuno o lo ha incrociato su qualche campo?
«No, ne ho solo sentito parlare. Come del coach, che stimo molto. Ci sarà modo presto di incontrarci e iniziare a costruire insieme una bella stagione. Io sono un’entusiasta di natura. Uno che si impegna molto, che in campo dà il massimo. Voglio migliorare ancora, voglio regalare a Cremona una grande stagione».

Giocherà con Peppe Poeta, uno dei migliori play del nostro campionato. La scorsa stagione tanti dei canestri di Marcus Lee sono passati dai suoi assist. Pensa contribuirà a farne fare molti anche a lei?
«Ne sono convinto. Conosco di fama Poeta e so che straordinario giocatore sia. Sono convinto che mi metterà nelle condizioni migliori per fare tanti canestri, ma non solo. Non vedo l’ora di imparare da lui tante cose, di farmi guidare dalla sua grande esperienza e talento indiscusso. Sono davvero felice che il play sia lui. Per me è un’ulteriore opportunità di fare bene. Ho 25 anni, lui è più grande, ha tanti anni di gioco sulle spalle. È fondamentale potersi confrontare con giocatori come lui. So che è anche un grande trascinatore a livello umano. Un vero capitano. Fuori e dentro il campo. Sarà bello giocare insieme, già lo so».

La pandemia di Covid sta condizionando ormai da quasi due anni le nostre vite e i campionati. Ora negli Usa com’è la situazione?
«Qui le cose stanno andando bene e anche la gestione della situazione è molto diversa rispetto a quella che sento lì in Italia. È più semplice qui. Hanno riaperto praticamente tutto e anche l’accesso ai vaccini è molto più facile. A tutte le età. Sono ottimista. Credo che ne usciremo presto. Qui comunque ormai la percezione è che si sia verso la soluzione finale. Almeno lo spero perchè è davvero stato un periodo tremendo e giocare senza pubblico è bruttissimo. Come mancasse un uomo in campo. Abbiamo bisogno del nostro pubblico e di tornare presto alla normalità. Con palazzetti pieni e festanti».

Lei è vaccinato?
«Assolutamente sì. L’ho fatto immediatamente. Sono un professionista e volevo poter giocare in sicurezza e vivere anche la mia vita serenamente e senza altri impedimenti. È giusto farlo. Credo sia una scelta responsabile».

Quando arriverà a Cremona?
«Ho visto i voli... Credo ci vedremo tra un paio di settimane. Sono davvero eccitato all’idea di partire».

Vuole mandare un messaggio ai tifosi della Vanoli?
«Certo, volentieri. In attesa di conoscerli di persona, mando a tutti i supporter della Vanoli un grande abbraccio. Avranno modo di conoscermi e di vedere sul campo il mio impegno e la mia dedizione verso questo sport. Da parte mia prometto di dare il massimo. Tutto quello che ho e anche di più per regalare gioie alla squadra e a tutti i suoi sostenitori. Sarà un anno di ripartenza credo per tutti. Per noi e il pubblico che tornerà al completo con un po’ di fortuna, sugli spalti. Ci sarà energia da vendere. Ci riprenderemo quello che la pandemia ci ha tolto. Il gusto di conquistare insieme le vittorie. A presto Cremona! Ci vediamo sul parquet».

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