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Mercoledì 16 Ottobre 2019

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LA STORIA

E' super Plescan: difensore, portiere e rigorista

È successo in una gara Csi, il numero 1 si fa male e da terzino corre tra i pali a gara in corso. La partita finisce ai rigori, lui segna il penultimo e para quello decisivo per la vittoria della Sotel

E' super Plescan: difensore, portiere e rigorista

Liviu Plescan

CREMONA (11 ottobre 2019) - Essere decisivi. È il sogno di ogni calciatore che sia di movimento o portiere. Realizzarlo in entrambi i ruoli è già difficile di per sé, la cosa diventa unica o quasi quando succede nella stessa partita. Andate a dirlo a Liviu Plescan (44 anni e nella vita montatore di mobili), romeno e difensore della Sotel nel campionato Csi di Cremona. Il tutto durante una partita di Coppa, giocata tra la Sotel, appunto, e il Casalmoro. A metà primo tempo il portiere Mihai Mnatacanian si infortuna, in panchina mister Cristian Amighetti ha solo due giocatori di movimento visto che il secondo e il terzo portiere sono a casa malati. Nessuno dei due se la sente di entrare in porta. «A quel punto - dice Amighetti - ho chiesto al nostro numero uno se fosse in grado di reggere fino all’intervallo. Nello spogliatoio ho domandato chi si sentisse di passare tra i pali e Liviu ha alzato la mano. ‘Ci vado io, ci vado io, mister’. Gli ho chiesto se avesse mai fatto il portiere ma dalla sua espressione ho capito... Il resto lo ha fatto lui, incredibilmente».

«Ho messo la maglia del mio compagno infortunato, i suoi guanti e ho provato a stare in porta. Per fortuna la squadra avversaria ha tirato poco in porta. Ho subito un gol, ma su punizione, deviata per altro. Ho fatto anche un paio di uscite con i piedi e con le mani e non è andata male. Più o meno».

Poi è arrivato il gol del pareggio di Alfonso Ferrari e la partita si è trascinata ai calci di rigore. «Liviu di solito calcia dagli undici metri» prosegue Amighetti «gli ho chiesto se se la sentisse e mi ha dato la solita risposta: ‘ci penso io mister’».
In effetti è andata proprio così. Plescan ha realizzato l’ultimo rigore, senza nemmeno togliersi i guanti, dopodiché è tornato in porta e ha parato il penalty decisivo. «In effetti non era angolatissimo, ma sono riuscito ad intuire il tiro. Appena dopo mi sono sentito travolgere dai miei compagni. È stata festa grande nello spogliatoio. La prossima volta il mister sa che oltre al difensore può contare su di me anche tra i pali. I nostri portieri possono recuperare con calma...».

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11 Ottobre 2019