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Sacchetti dopo il Mondiale: 'Fatto il minimo sindacale'

Il ct coach: 'Per l'Italia non è tutto da buttare. Ora la Vanoli ma per adesso non posso dare giudizi, lasciatemi tempo'

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

14 Settembre 2019 - 07:36

Sacchetti dopo il Mondiale: 'Fatto il minimo sindacale'

CREMONA (14 settembre 2019) - La Nazionale nel cuore, ma nella testa la voglia di lasciarsi tutto alle spalle e pensare alla sua Vanoli. Meo Sacchetti non ha il volto stanco nonostante un’estate piena di impegni («ma noi non andiamo in miniera» ama ripetere). Poche vacanze tra ritiri e Mondiale cinese con l’Italia, ma il giorno dopo il rientro Meo era già al suo posto sulla panchina di Cremona nell’amichevole di Pavia contro Varese. «In quel caso però ho fatto lo spettatore o poco più».

A mente fredda, come è andato il Mondiale dell’Italia?
«Abbiamo fatto il minimo sindacale, niente di più e niente di meno. È stata un’estate di tante parole e chiacchiere. Quando giochi una competizione così importante è normale, soprattutto quando vieni eliminato. Ho una certa esperienza e so come vanno le cose. Bisogna accettare tutto».

Deluso per come è andata?
«Un po’ di rammarico c’è per la sconfitta contro la Spagna, in una partita che ci siamo giocati fino in fondo. Parliamo di una squadra di livello, più forte di noi ma che potevamo battere. Nel finale ci siamo giocati una grande occasione. Loro sono stati più bravi e lo stanno dimostrando anche in questi giorni. Non si arriva in finale per caso. Alla fine siamo tornati dal mondiale con quello che ci serviva di più, ovvero la qualificazione al torneo preolimpico. Non ci sono state gioie particolari, ma nemmeno è tutto da buttare sia chiaro».

Ora tocca alla Vanoli. Che impressione le ha fatto contro Varese?
«Ho visto una partita e ho diretto un allenamento, non posso dire molto. Devo ancora scoprire quali sono le nostre caratteristiche. Non serve avere fretta. A Desio nel trofeo Lombardia e a poi a Varallo Sesia avremo tre gare impegnative e potrò avere un’idea più precisa della squadra. Vedrò di scoprire preghi e difetti di questo gruppo. Sappiamo di dover lavorare e che nessuno ci regalerà nulla. Quello fatto nella passata stagione è stato importante ma ora va dimenticato. Si ripartirà da zero».

Su La Provincia di oggi l'intervista integrale di Fabrizio Barbieri a Meo Sacchetti 

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