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Domenica 05 Aprile 2020

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ADDIO A UNO DEI GRANDI DEL CICLISMO

Morto Gimondi, sport in lutto

Il grande campione colpito da malore mentre faceva il bagno a Giardini Naxos. Il saluto del rivale-amico Eddy Merckx: «Stavolta perdo io»

E' morto Felice Gimondi

MESSINA (16 agosto 2019) - L’ex campione italiano di ciclismo Felice Gimondi è morto per un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos. Gimondi, che avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 26 settembre, si trovava nella zona di Recanati quando si è sentito male. La notizia è stata confermata dai carabinieri. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte di alcuni bagnanti e dei medici del 118.

Professionista dal 1965 al 1979, Felice Gimondi è stato uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri, cioè Giro d’Italia (per tre volte, nel 1967, 1969 e 1976), Tour de France (nel 1965) e Vuelta a Espana (nel 1968).

Originario di Sedrina, in Val Brembana, classe 1942, fu l’unico a resistere alla vena vorace del ‘Cannibale’ Merckx, secondo in assoluto - dopo Anquetil - a completare la Tripla Corona nei Grandi Giri, campione del Mondo nel 1973 a Barcellona, padrone del pavé di Roubaix e delle insidie della Sanremo.

Gianni Brera, che ne descrisse le imprese, per lui aveva coniato i soprannomi Felix de Mondi e Nuvola Rossa. La sua carriera cominciò nel decennio dopo la fine di quella di Magni.

L’ultimo giro d’Italia cui partecipò fu quello del 1978: si piazzò undicesimo, ma contribuì in maniera decisiva al successo finale di Johan De Muynck, che aveva battuto due anni prima, ora diventato suo compagno di squadra. Concluse la carriera su strada nell’ottobre 1978 partecipando al Giro dell’Emilia. Sotto contratto da professionista con la Bianchi-Faema anche nel 1979, ottenne come ultimo piazzamento, nel febbraio di quell’anno, il terzo posto nel campionato italiano di omnium indoor. 

Dopo il ritiro Gimondi fu direttore sportivo della Gewiss-Bianchi nel 1988, e successivamente, nel 2000, presidente della Mercatone Uno-Albacom, la squadra di Marco Pantani.

«Stavolta perdo io». Eddy Merckx ha ricordato il rivale-amico Felice Gimondi con parole di omaggio poetiche. «L’avevo sentito due settimane fa così come capitava ogni tanto. Che dire, sono distrutto».

«Una tristezza enorme. C'è rammarico, delusione, un pianto nel cuore», dichiara il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco. «L'oro al mondiale 1973 è il ricordo più bello. Felice era una persona che stava bene con tutti ed era apprezzato da tutti».

«Ho avuto un solo idolo nella mia vita: Felice Gimondi», le parole del ct azzurro, Davide Cassani, tra i tantissimi a reagire con dolore e stupore alla notizia.

«Oggi è un giorno triste», afferma Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, la sua terra d’origine, dove non era difficile incrociarlo, ancora in sella alla bici da corsa, e dove da anni organizzava la Gran Fondo Felice Gimondi, frequentata da migliaia di appassionati. Una minima parte di colore che lo hanno visto vincere tanto e lo ricordano con rispetto e nostalgia.

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17 Agosto 2019