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BASKET SERIE A. L'INTERVISTA

Vanoli, ecco De Vico: cuore per il Kenia grinta per Cremona

L'ala di Monza: "Che emozione vivere fianco a fianco con i bambini poveri. Non aspettatevi 30 punti da me, ma sarò un guerriero"

Fabrizio Barbieri

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dduchi@laprovinciacr.it

23 Luglio 2019 - 13:51

Vanoli, ecco De Vico: cuore per il Kenia grinta per Cremona

Niccolò De Vico con i bambini del Kenia

CREMONA (23 luglio 2019) - Il tiro, la lotta, ma anche il cuore, il sangue misto e i 25 anni appena compiuti. È un’estate da tour de force per Niccolò De Vico, nuova ala della Vanoli e un ragazzo tutto da scoprire. È arrivato da Reggio Emilia, la firma del contratto con Cremona è stata un’emozione ma non la più grande di questo periodo.

Ci parli del Kenia.
«È stata un’esperienza particolare e molto toccante. Ho partecipato con l’associazione Slums Dunk al progetto Kenia. L’associazione nata da Bruno Cerella e Tommy Marino si occupa di aiutare le popolazioni più povere dell’Africa attraverso la pallacanestro. Una settimana in cui si formano allenatori e si gioca con i bambini della zona. Si porta materiale e si sistemano i vari spazi per far giocare i ragazzi. Si creano borse di studio per dare un futuro a persone che non ne avrebbero».

Come è andata?
«Siamo stati nella baraccopoli Mathare a Nairobi e devo dire che è stato impressionante. Il campo da basket di fatto è l’unico spazio all’aperto a disposizione di questi ragazzi. Il resto è fatto di lamiere, vie strette piene di bambini. Vedere certe scene in tv segna, ma dal vivo è sconvolgente. Ci sono bimbi di due anni che camminano scalzi e da soli, anziani disperati in ogni angolo. Per muoversi serve sempre essere accompagnati, c’è tanta delinquenza e il turista bianco è una vittima quasi predestinata. Poi quando vedi l’amore e la passione dei bambini sul campo ti si apre il cuore. Arrivano giovani da ogni zona e tutti giocano e si divertono. È molto emozionante. Farne parte è stata un’esperienza bellissima. I più piccoli danno un affetto incredibile e sono tantissimi, davvero tantissimi».

È un’estate molto movimentata per lei.
«Ho lasciato Reggio, sono stato a Monza dai miei genitori. Sono un ‘sangue misto’ mia mamma è monzese e mio papà casertano. Il mio compleanno l’ho festeggiato con gli amici ad Ibiza. Due giorni di puro divertimento, non ho nemmeno visto il mare. Ora partirò per una vacanza in Marocco tra Marrakech e Agadir. Un po’ di relax prima di arrivare a Cremona pronto per la nuova stagione».

Come mai Reggio Emilia è uscita dal suo contratto in anticipo?
«Ci siamo lasciati bene, con grande serietà. Non rientravo nei programmi tecnici di Reggio. Siamo professionisti ci può stare».

Poi è arrivata la Vanoli.
«È stata una scelta semplice. Arrivo in una società competente che sta ottenendo risultati importanti. Sarò allenato da un mostro come Sacchetti che ho già conosciuto dai tempi della nazionale sperimentale. In questo momento credo non esista un italiano che non vorrebbe essere allenato da Meo».

Che giocatore è De Vico?
«Un guerriero, uno che gioca duro. Non aspettatevi 30 punti a partita da me, ma sempre il massimo dell’intensità. Poi sono ancora giovane e posso migliorare».

Quale ruolo sente suo?
«Mi sento un 3, ma nella pallacanestro di oggi un lungo deve sapere fare tutto. Lo scorso anno ho giocato moltissimo da ala grande. In un quintetto alto potrei anche fare la guardia. Insomma, sono pronto a giocare dove vorrà il coach senza problemi».

Conosce già qualche compagno?
«Molto bene Michele Ruzzier. Con Akele ho giocato nella sperimentale e nella Under 20. Diener e Gazzotti li ho incrociati da avversari. Sono un tipo molto solare, ci metterò poco a fare amicizia con tutti comunque».

Lo scorso anno è stato incredibile per la Vanoli. Difficile ripetersi.
«Speriamo di no... Inizieremo subito in modo tosto con la Supercoppa e l’obiettivo è quello di regalare un altro trofeo a Cremona. Non sarà facile, ma parliamo di due partite secche a settembre. Chi arriverà già in condizione potrebbe alzare la coppa, indipendentemente dalla forza del roster. Il campionato poi sarà lungo, più difficile del passato. Certo, qualche pressione in più ci sarà, ma sono certo che faremo bene. L’importante è lavorare molto, alla fine i risultati arriveranno».

Cremona è un punto di arrivato o una tappa per lei?
«A 25 anni la speranza è quella di migliorare sempre. La Vanoli è un passaggio fondamentale per la mia carriera. Una società importante».

Lo scorso anno ha avuto qualche infortunio. Come sta ora?
«Benissimo. A Reggio ho avuto due infortuni di contatto. Prima una botta alla schiena e poi una distorsione. Ora sono sano come un pesce».

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