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Pomì Casalmaggiore - Linamar 3-0 (25-22; 25-18; 25-17)

Una Pomì poco brillante stacca subito il pass per i quarti di finale

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

07 Febbraio 2018 - 12:20

Pomi Casalmaggiore - Linamar ore 20.30

CREMONA - Due set andavano vinti e due set sono stati vinti subito ma non si può certo dire che la Pomì Casalmaggiore abbia esaltato i 1375 temerari accorsi ieri sera al PalaRadi. La formazione di coach Cristiano Lucchi, nei due parziali che rendevano ancora incerto l’esito della qualificazione, hanno alternato momenti di discreta pallavolo ad amnesie e giocate inconcepibili per una formazione di questo tenore. Certo contava vincere, la Pomì ha vinto, ed ora se la vedrà con Schwerin con andata al PalaRadi (forse il 21 febbraio) e ritorno in Germania (forse il 1 marzo) ma servirà di più sabato quando al PalaRadi arriverà l'Igor Gorgonzola Novara campione d'Italia reduce dal 3-0 ottenuto a Prostejov con una partita strepitosa dell'ex di turno Gibbemeyer (14 punti con il 73%).

Formazioni in campo con diverse variazioni rispetto all'andata: Lucchi inserisce l'inedita coppia di schiacciatrici Grothues-Guerra oltre a Zambelli per Stevanovic mentre Salomoni cambia Szedmak con Glemboczki.

1 set - il match si presenta subito di scarso interesse con il valore dell'avversario ad agevolare il compito della Pomì alla quale basta essere puntuale a muro e poco fallosa in attacco per forzare il 5-1 del time out Salomoni. Il servizio di Grothues allarga il margine (9-2) ma un paio di indecisioni rosa propiziano la replica delle ungheresi sino al time out Lucchi dell'11-8. Guerra non esce dal tunnel e solo un regalo ospite evita l'aggancio sull'11-11 ma non cambia la fisionomia di un set nel quale le rosa faticano ad imporre la propria superiorità, vera o presunta. Scomposte a muro, poco reattive in difesa, imprecise in generale e il Linamar è lì sul 21-19. Servono il muro e altri omaggi ospiti per chiudere il parziale sul 25-22.

COMMENTO - Parziale a tratti imbarazzante per Casalmaggiore che rischia più volte di essere messa sotto da una formazione che faticherebbe nella attuale A2. Guerra conferma il proprio stato di crisi salvandosi solo al servizio ma finendo preda del muro avversario (subiti) mentre Grothues non garantisce la stabilità che ci si aspetterebbe. Ottima la verve di Zambelli e l'attenzione di Lo Bianco, specie in difesa, ma è troppo poco per salvare una prestazione rimediata più per l'inconsistenza ospite che per l'efficacia delle padrone di casa.

2 set - le rosa ripartono con le stesse incertezze del primo set subendo due aces su battuta piedi a terra e mettendo in evidenza, ancora una volta la propria fragilità. lanciando il Linamar sul 3-5 ma sono brave a rivoltare l'inerzia del parziale con i break al servizio che valgono il 12-7 del time out Salomoni. Stavolta la spallata assestata dalle padrone di casa al set sembra risolutiva con Fresco e compagne incapaci di riorganizzarsi per il 18-11. I quarti di finale sembrano già in cassaforte ma figurarsi se la Pomì non ci mette del proprio ed ecco che il servizio di Fresco semina il panico sino al 19-15. Lucchi opera il cambio della diagonale di palleggio per tenere l'attacco a tre in prima linea e così Rondon, pur non senza difficoltà, traghetta la Pomì sino al 25-18 che vale la doppia sfida dei quarti di finale con Schwerin.

COMMENTO - basta un break ad inizio set per ribaltare un avvio traumatico. La Pomì, pur vincendo con margine, non convince. Soffre terribilmente la ricezione vittima di competenze apparentemente ignote e zone di conflitto che neanche la striscia di Gaza. Basta sistemare il servizio, limitare gli errori (1 solo in attacco) tenere a muro (4 vincenti) e trovare la vena di Drews per mascherare la mediocrità del resto del gioco (sconfortante il 29% con 14% in ricezione con 3 aces sanguinosi).

3 set - utile solo per la cronaca con Rondon che resta in campo per Lo Bianco e Napodano che sostituisce Sirressi vestendo la maglia da libero come già successo a Sneek. La Pomì gioca probabilmente la miglior pallavolo della serata prendendo da subito il largo e mantenendo il vantaggio sino alla fine.

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