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Martedì 15 Ottobre 2019

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Ciclabile "Vento": per finanziarla una sottoscrizione popolare

Egregio direttore,
esiste un interessante progetto redatto dal Politecnico di Milano (visionabile su Internet, all’indirizzo www.progetto.vento. polimi.it) che riguarda la definizione di una ciclabile di 697 chilometri che corra lungo il Po, da Torino a Venezia, denominato VenTo. Usando le parole degli ideatori: «Viene proposta una diversa idea di turismo, più sostenibile e lento, capace di entrare in profondo nei luoghi che si visitano e non solo attraversarli. Può generare un indotto che rappresenterebbe una straordinaria occasione di sviluppo economico in green economy. Del tracciato delineato, 102 chilometri sono già ciclabili, altri 284 lo sarebbero con poca spesa, per i restanti è previsto un impegno finanziario più robusto, per un totale di 80 milioni di euro. Non si tratta di costruire nuove ciclabili, ma di utilizzare la viabilità esistente creando dei percorsi sicuri che siano interconnessi con gli altri mezzi di trasporto e abbiano una propensione all'accoglienza del cicloturista, sia in termini di offerta alberghiera per il ciclista sia in termini di opportunità di servizi come manutenzione, noleggio bici e guide turistiche».
Il progetto tocca 4 regioni e 12 province: la provincia di Cremona è al 5° posto per la spesa prevista (6,5 milioni di euro) ed al 4° per lo sviluppo dei chilometri ciclabili (73). L’idea è stimolante ma, ritengo, il fatto di fondarsi sulla disponibilità alla spesa di enti pubblici ne costituisce un limite, ragion per cui ho inviato una mail al Politecnico per valutare la fattibilità di una sottoscrizione popolare, non necessariamente a fondo perduto,marestituibile mediante alcune opzioni, ad esempio con l’utilizzo di strutture dedicate. Sotto quest’ultimo profilo potrebbe rappresentare oggetto di discussione la totale ristrutturazione dello stabile delle ex Colonie Padane, per le esigenze dei fruitori della ciclovia, struttura quanto mai opportuna data la posizione mediana di Cremona rispetto al tragitto. Mi sembra ovvio sottolineare che del recupero dell’edificio, comunque, ne potrebbe trarre beneficio l’intera cittadinanza.
Luciano Losi
(Cremona)

22 Febbraio 2013