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Mantova, gioiello rinascimentale

Barbara Pedroni 3 A classico

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09 Maggio 2017 - 11:46

Mantova, gioiello rinascimentale

Panorama di Mantova

Secondo Baudelaire è “Un mondo addormentato in una calda luce”; lo scrittore Aldous Huxley, invece, la descrive come “la città più romantica del mondo”. Fatto sta che Mantova, con i suoi celebri monumenti (e non solo), è uno dei comuni più noti e culturalmente vivi di tutt’Italia.

Nata come insediamento etrusco, la città dapprima passò ai Galli Cenomani, poi ai Romani.

Divenne possedimento dei Canossa intorno all'anno Mille e poi libero comune, prendendo parte alle Leghe Lombarde nel XII e XIII secolo.

Con Luigi Gonzaga, signore di Mantova dal 1328, ebbe inizio un periodo di fioritura culturale e artistica. I suoi successori governarono Mantova come signori, a partire dal 1328, poi come marchesi e duchi sino al 1707.

Dopo essere stata annessa al Regno lombardo-veneto, la città lottò a lungo per l'indipendenza e l'unità nazionale, come racconta la sua storia risorgimentale, segnata dal tragico episodio dei “Martiri di Belfiore”, un gruppo di patrioti italiani che furono condannati a morte per impiccagione per volontà del feldmaresciallo Josef Radetzky, governatore del Lombardo-Veneto.

Chi visita Mantova non può non fermarsi ad ammirare lo splendido Palazzo Ducale, parte della Reggia dei Gonzaga e uno dei monumenti più rappresentativi della città. Riconoscibile per le sue quattro torri, ospita la celebre Camera degli Sposi, affrescata da Andrea Mantegna. Questa presenta un ciclo di affreschi che ne ricoprono le pareti, realizzato dal noto pittore e incisore padovano, che celebrò la famiglia dei Gonzaga, sfondando illusionisticamente le pareti con la pittura.

Costeggiando il fianco destro del Castello si giunge poi in Piazza Sordello, vero e proprio cuore della Mantova Rinascimentale. Sul lato sinistro si trova il Palazzo Ducale, con le sue cinquecento stanze affrescate da artisti come Raffaello, Andrea Mantegna e Giulio Romano.

Sul lato destro sorge invece il Duomo di Mantova (o Cattedrale di San Pietro), con il campanile romanico, la fiancata destra gotica e la facciata neoclassica, edificato nel XIII secolo e ristrutturato da Giulio Romano.

Vicino a Piazza delle Erbe sorgono altri due splendidi edifici: il Palazzo della Ragione e il Palazzo del Podestà. Sulla facciata di quest’ultimo è possibile ammirare l’Edicola di Virgilio, statua di marmo raffigurante il sommo poeta.

Altri monumenti da non perdere sono la Torre dell’Orologio, con un esemplare di orologio astronomico, la Rotonda di san Lorenzo, la chiesa più antica di Mantova, che fu costruita sul modello del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e, indubbiamente, la Basilica di Sant’Andrea. Quest’ultima fu realizzata da Leon Battista Alberti, è un capolavoro di architettura rinascimentale ed ospita opere di Mantegna, del Correggio e di Giulio Romano.

Indimenticabile poi il palazzo Te: scelto da Francesco II Gonzaga come luogo di addestramento dei suoi pregiati e amati cavalli, divenne, con Federico II Gonzaga, suo figlio - data la posizione, un poco lontana dal centro della città, del mirabile complesso - un'isoletta di svago e di riposo, sede di festosi ricevimenti con gli ospiti più illustri; ancora oggi, dopo tanti anni, restiamo affascinati dalla meravigliosa e celeberrima sala dei Giganti.


La città di Mantova è sorprendente anche dal punto di vista culinario: la cucina è vincolata alla terra dalle tradizioni contadine, ma risulta molto ricca e variegata. Tra i piatti tipici si ricordano la torta sbrisolona (a base di mandorle), i tortelli di zucca e il salame mantovano.

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