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Comunicato Stampa: CRV - Scintille sul Disegno Legge Zan, respinta Mozione VcV a sostegno approvazione

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06 Luglio 2021 - 17:31

Comunicato Stampa: CRV - Scintille sul Disegno Legge Zan, respinta Mozione VcV a sostegno approvazione

(Arv) Venezia 6 lug. 2021 – Il ddl Zan infiamma il Consiglio regionale del Veneto. In una seduta, interamente dedicata alla discussione di mozioni e risoluzioni, l’invito rivolto da Elena Ostanel (Veneto che Vogliamo) alle forze politiche presenti in Parlamento “ad attivarsi presso il Governo per sostenere in tempi brevi l’approvazione del ddl Zan” ha surriscaldato gli animi, tanto da costringere il presidente dell’assemblea Ciambetti a richiamare più volte all’ordine i colleghi e a sospendere temporaneamente la seduta. Alla fine la mozione Ostanel, presentata il 9 aprile, è stata respinta dalla maggioranza dei presenti, dopo un acceso dibattito, incassando 8 voti a favore (Pd, Il Veneto che Vogliamo, Europa Verde)

Nel presentare la mozione Ostanel ha puntato sull’”inamissibilità” del blocco dell’iter in Parlamento di una norma pensata per punire i ‘crimini d’odio’ e le discriminazioni nei confronti di persone con diverso orientamento sessuale o portatori di disabilità. “Il livello del dibattito nazionale sta ignorando i diritti e i bisogni delle persone - ha sostenuto Ostanel - e sta ruotando, in modo strumentale, attorno a tre fake news: che la legge introduca un ‘reato di opinione’; che imponga alla scuola l’obbligo di una Giornata contro il bullismo e l’omotransfobia; che penalizzi le coppie eterosessuali. Al Consiglio regionale del Veneto chiedo una scelta di vicinanza nei confronti della società civile e delle giovani generazioni sollecitando l’approvazione di una legge di civiltà”. In difesa della mozione presentata da Ostanel sono intervenute anche Cristina Guarda di Europa Verde (“Serve una legge che metta al bando ogni violazione della dignità umana e  che tuteli le vittime di discriminazioni, oggi vittime anche di sottoinformazione, dato che il più delle volte preferiscono non denunciare per paura o senso di mortificazione”) e Vanessa Camani del Pd, secondo cui “la società civile è più avanti della classe politica rappresentata in Parlamento”, così come dimostrato nel 2015 con il riconoscimento le Unioni civili. “Dobbiamo ragionare sulla proposta di legge del deputato padovano Zan – ha invitato la vicepresidente del Pd in Consiglio, ricordando che si tratta di una legge nazionale e non regionale - non tanto come tentativo di tutelare una minoranza, quanto come intervento normativo per alzare l’asticella dei diritti delle persone, senza togliere nulla agli istituti della famiglia e del matrimonio che sono a fondamento del nostro Paese”.

“Nessuno mette in discussione la condanna di ogni atto violento e discriminatorio nei confronti delle persone, ma l’articolo 4 del ddl Zan mette in discussione la libertà di pensiero e il valore costituzionale della democrazia”, ha replicato dai banchi della maggioranza la presidente della commissione Cultura, Francesca Scatto (ZP). “Quell’articolo, con l’espressione ‘purchè non idonea a determinare il concreto pericolo di atti discriminatori o violenti’- ha osservato Scatto - significa che chi dice la propria opinione rischia il processo e il carcere. Ciò mette in pericolo la libertà di parola e di pensiero”

 

 

Un ‘no’ secco al ddl Zan “perché vuole portare l’ideologia gender nelle scuole e limitare la libertà degli individui” è arrivato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon. “La violenza è sempre un reato, ben vengano aggravanti nei confronti di chi compie atti violenti ispirati da odio e discriminazione nei confronti delle differenze fisiche, razziali, sessuali, di religione, ideologia o pensiero – ha argomentato - però basta ipocrisie: chi è contro l’omofobia, abbia il coraggio di interrompere relazioni e scambi commerciali con i paesi, come il Qatar e l’Arabia Saudita, dove l’omosessualità è un reato punito con la pena capitale”.

Per Enoch Soranzo, sempre di Fdi, le persone omosessuali sono già tutelate dal codice penale. ”Noi non siamo d’accordo con un ddl che non tutela il vero obiettivo, cioè le persone, ma è solo una bandiera di parte”.

Joe Formaggio (FdI) ha incalzato “perché accomunare disabili e lgbt? Il Veneto vuole essere libero di riconoscere la famiglia naturale, quella con un padre e una madre”. Dopo quanto visto al Gay Pride – ha aggiunto - Mi stupisco che in Parlamento qualcuno voglia approvare il ddl Zan

Giuseppe Pan, capogruppo della Liga veneta, ha riproposto il tema del rispetto della libertà di pensiero. “Un domani combattere con l’utero in affitto, le adozioni gay verrà considerato discriminante - ha sostenuto Pan - C’è il rischio che si arrivi a bollare come ‘sbagliate’ e dicriminatorie posizioni condivise da milioni di cittadini italiani”. “Siamo di fronte ad un disegno di legge scritto male, nessuno vuole affossarlo, ma va modificato, in commissione. Condividiamo l’invito della Santa Sede: sì pene per chi discrimina, ma evitando il coinvolgimento dei bambini e tutelando la libertà di pensiero e di espressione. Ognuno è libero di amare chi vuole, ma alt a distruggere il concetto di famiglia e a portare sui banchi di scuola un castello di ideologie, adozioni gay e utero in affitto. L’educazione dei bambini spetta solo ai loro genitori”.

“Non serve una legge speciale per garantire diritti a cittadini che sono ‘uguali’ di fronte alla legge. Tutti meritano lo spesso rispetto, non esistono categorie che meritano un rispetto maggiore, forte di un codice aggravato”, ha esordito Stefano Valdegamberi, del Gruppo Misto. Ma per Valdegamberi “siamo ormai oggetto di una invasione ideologica da parte del ‘pensiero arcobaleno’, addirittura sui campi di calcio e negli spot pubblicitari – ha scandito, bollando come “nazismo a parti invertite” l’eventuale ricorso all’utero in affitto -  La vera discriminazione, oggi, è nei confronti delle famiglie tradizionali, quelle con figli, che sono il perno della società”.

“Mozioni come queste rappresentano solo una perdita di tempo” ha detto Elisa Venturini di Forza Italia, motivando il voto contrario del proprio gruppo.

“Quando rileggeremo tra qualche anno questo dibattito  – ha replicato in chiusura Ostanel- risulterà che quest’aula non era pronta ad affrontare questi temi e non era in grado di rappresentare la complessità della società La politica dovrebbe stare accanto alle persone e non strumentalizzare temi così delicati”.

 

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

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