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CINGIA DE' BOTTI

'Paghi Cingia le rette del disabile'

Sentenza del tribunale di Cremona che condanna il Comune che si era defilato

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

09 Ottobre 2014 - 12:17

'Paghi Cingia  le rette del disabile'

Il municipio di Cingia de' Botti

CINGIA DE’ BOTTI — «Il Tribunale di Cremona condanna il Comune di Cingia de’ Botti al pagamento in favore della ricorrente della somma di 16.806,20 euro, oltre interessi legali dalla domanda al saldo. Condanna la resistente alla rifusione in favore della ricorrente delle spese di lite, che si liquidano in complessivi euro 4000, oltre rimborso forfettario iva e cpa come per legge».

Questa la decisione (in primo grado) del giudice Giulio Borella, nell’ambito della causa promossa dalla cooperativa sociale onlus Santa Federici di Casalmaggiore, con il patrocinio dell’avvocato Alessio Oldrini, nei confronti del Comune di Cingia, assistito dall’avvocato Paolo Achille Mirri. La questione legale è nata alcuni anni fa, durante la precedente amministrazione comunale cingese, nel momento in cui la Santa Federici ha chiesto al Comune di Cingia, ottenendo una risposta negativa, il pagamento della retta per un assistito. La querelle si è basata sull’interpretazione delle leggi. Il ragazzo in questione è originario di Calvatone e frequenta la cooperativa casalese con modalità semi-residenziali. Va avanti e indietro da casa, insomma. Il Comune calvatonese ha pagato regolarmente la retta, fintanto che il disabile non si è trasferito, con la residenza, a Cingia. E qui nascono i problemi, perché il Comune di Cingia si è opposto al pagamento. Di qui, dopo tentativi di accordo bonario andati a vuoto, l’azione legale intentata dalla Santa Federici.

Nella sentenza il magistrato fa presente che nel caso di ricovero «non stabile», come nel caso in questione, «l’onere rimane a carico del Comune ove si trovano i servizi sociali competenti, che sono quelli del luogo di residenza. E’ indifferente — osserva Borella — che il Comune di Cingia de’ Botti non sia stato coinvolto nella scelta del luogo e della struttura di residenza (sia pure con l’assistenza degli assistenti sociali del Comune di Calvatone), essendo la scelta della propria residenza un fatto prettamente personale, nel quale non può certo mettere parola, salvo casi del tutto eccezionali e soggetti a riserva assoluta di legge (non nella specie), la pubblica amministrazione».

Il giudice ha anche rigettato la richiesta di dichiarare la carenza di giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria in favore del giudice amministrativo (Tar).

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