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Spaccio di hashish, in carcere Andrea Prefumo

Il 36enne in un anno ha avuto 42.000 contatti telefonici e tramite social-network con i suoi 'clienti'

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29 Aprile 2014 - 10:20

Spaccio di hashish, in carcere Andrea Prefumo

Il carcere di Cremona

CASALMAGGIORE - Nella serata di lunedì, il personale della stazione carabinieri di Casalmaggiore ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di  Andrea Prefumo, nato a Cagliari, classe ’78, residente a Casalmaggiore, pregiudicato. Il provvedimento restrittivo, emesso dal Gip di Cremona Salvini, su richiesta del P.M. Saponara, scaturisce dalle indagini svolte nell’ultimo anno dai militari dell'Arma di Casalmaggiore, in cui sono stati raccolti numerosi elementi probatori relativi all’attività di spaccio di stupefacenti  svolta dal Prefumo nel Casalasco ed in particolare in Casalmaggiore, nonché nelle province limitrofe. 

Da una attenta analisi del traffico telefonico delle utenze riconducibili all’indagato, nonché dalle testimonianze raccolte da alcuni dei numerosi assuntori/clienti del Prefumo, si è potuto accertare come il 36enne (è nato il 25 aprile 1978) negli ultimi anni abbia svolto con continuità l’attività di spaccio di hashish in danno di almeno un centinaio di giovani locali - di cui una quarantina segnalati anche alla prefettura di Cremona quali abituali assuntori di stupefacente – creandosi un’ampia rete di collaboratori/clienti che ne hanno favorito la copertura e lo smercio. 

La gravità della condotta posta in essere dal Prefumo, oltre che palesarsi per la tendenza del soggetto a delinquere in quanto già nel recente passato era stato denunciato per danneggiamento, spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale, si è evidenziata per la scaltrezza del medesimo nel promuovere la sua attività illecita nei confronti dei più giovani, anche studenti, e nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici della città. 

Il giro d’affari così creato, gli ha permesso di  rifornire, dietro il corrispettivo di circa 15 euro per dose, la clientela con cui ha intrattenuto, nel corso di un solo anno, circa 42.000 contatti telefonici e/o tramite social-network, consentendogli di svolgere con abitualità e professionalità l'attività delittuosa.

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