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Giovanna, la pioniera: una vita al volante dei tir

I 90 anni di Scaroni, la prima donna in Lombardia a ottenere la patente di guida per i camion con rimorchio

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

15 Aprile 2021 - 06:51

Giovanna, la pioniera: una vita al volante dei tir

GUSSOLA (15 aprile 2021) - È stata la prima donna in Lombardia a ottenere la patente di guida per i camion con rimorchio, quella di terzo grado, che oggi è identificata con la Categoria E. Era il 1961. Sono passati sessant’anni da quell’esame di guida, azzeccato al primo colpo da Giovanna Scaroni, che proprio oggi compie 90 anni. Una pioniera come imprenditrice nell’attività di autotrasporto.

Nata a Torricella del Pizzo il 15 aprile 1931, Giovanna, oggi bisnonna, nella prima parte della sua vita ha condotto una vita tranquilla come tutte le ragazze della sua età, ha imparato a fare la sarta, poi, giovanissima, ha conosciuto Antonio, 94 anni, classe 1927, il grande amore della sua vita, che ha sposato nel 1951 e quindi si è trasferita a Gussola, dove lui ha iniziato a svolgere la professione di autotrasportatore, il camionista insomma, come si diceva una volta. Ma ben presto la vita di Giovanna ha avuto una svolta: nel 1961 il marito, che aveva iniziato la professione nel 1949, si è trovato nella necessità, in ottemperanza delle norme del settore, di dover assumere un autista. Allora non c’erano i tachigrafi digitali di cui sono dotati oggi i mezzi pesanti, per condurre i camion con rimorchio era necessario essere in due sullo stesso abitacolo, entrambi con la patente E. Giovanna non ci ha pensato due volte. Ha deposto ago e filo e ha iniziato a studiare.

Giovanna ancora oggi, nonostante gli evidenti segni del tempo, ha un ricordo nitido di quel momento. «La mia patente l’ho fatta a Crema, perché a Cremona non c’erano scuole guida. L’ingegnere esaminatore mi disse: ‘Io la patente non la darò mai ad una donna’. Poi mi ha fatto fare tutta Crema e poi mi ha detto, ‘si fermi, mi dispiace, ma gliela devo proprio dare questa patente’». Giovanna quel giorno ha demolito con le sue capacità tutti i pregiudizi, superando brillantemente ogni ostacolo.

«Nel 1992 ho smesso di guidare. Lo vede quel camion rosso?», dice indicando una foto alla parete che ritrae un Iveco 190-35. «Quando l’ho lasciato ho pianto». Oggi festeggiano e la stringono in un grande abbraccio Antonio, la figlia Avia con Maurizio e, dalla lontana New York, la nipote Avia con Paolo e la piccola Bianca.

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