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PIADENA DRIZZONA

Aiuti alimentari gettati nel cestino

Scatolette di legumi abbandonate, il consigliere Pagliari: "Questo accade quando l'ignoranza primeggia sul buonsenso"

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

08 Aprile 2021 - 06:59

Aiuti alimentari gettati nel cestino

PIADENA DRIZZONA (8 aprile 2021) - Sono un vero schiaffo alla fame gli aiuti alimentari abbandonati lungo le strade. Era già successo un paio di volte nel 2016 ed è accaduto ancora qualche giorno fa. A giugno di cinque anni fa in via Enrico Fermi, sul suolo pubblico, erano stati trovati e fotografati due pacchetti di biscotti secchi con la scritta «Aiuto Ue», con tanto di bandiera (il cerchio di 12 stelle dorate su uno sfondo blu) e altri alimenti come pasta. Poi la cosa si era ripetuta ad agosto dello stesso anno in via Borgo Fornace, dove erano state lasciate, appoggiate al muro esterno del cimitero, due borse contenenti varie tipologie di alimenti, alcuni anche scaduti.
Venendo al 2021, sabato scorso, in mattinata, ai giardini 8 Marzo, quelli dell’acquedotto, sono stati ritrovati in un cestino 12 barattoli integri e non scaduti di prodotti donati dalle associazioni umanitarie. In particolare, piselli reidratati da consumarsi preferibilmente entro il 31 dicembre di quest’anno.
A segnalarlo è stato il consigliere comunale Luigi Pagliari, delegato per la gestione del verde pubblico, che sulla base di questo incarico si imbatte abbastanza di frequente negli abbandoni indiscriminati di materiali di vario genere. «Dispiace vedere queste cose — ha commentato — perché ci sono persone che hanno veramente bisogno e altre che prima chiedono aiuto e poi buttano con disprezzo ciò che gli è stato donato».
Com’era avvenuto cinque anni fa, lo spreco di generi alimentari non è certo stato accolto positivamente. Alcuni commenti raccolti via social: «Non ci sono parole, fa proprio incavolare vedere queste cose... soprattutto perché mai come in questi tempi, ci sono persone che anche se non a questi livelli, fanno fatica ad andare avanti»; «Mi arrabbio il doppio, perché ci sono volontari che mettono a disposizione il loro tempo per andare a recuperare i beni nei magazzini, per metterlo a posto in sede, per preparare i pacchi e per distribuirli. E sottolineo volontari, non se lo meritano»; «Questo accade quando l'ignoranza primeggia sul buonsenso. Tempi bui ancora ci attendono»; «Incredibile, se non sono di tuo gusto, perché non donarle a qualcuno cui piacciono?»; «Incommentabile»; «Ci sono persone che non capiscono cosa vuol dire aver bisogno di aiuto».
E c’è pure chi suggerisce di adottare un nuovo metodo per la distribuzione degli alimenti, per evitare sprechi: «Dare una scatoletta piena a chi ne porta indietro una vuota e lavata».
Inevitabile, in un momento di aumento della povertà che tale abbandono di cibo abbia suscitato l'indignazione delle persone venute a conoscenza di quell’abbandono, pensando che quel cibo poteva finire a qualcun altro che ne aveva una reale necessità.

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