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CASALMAGGIORE

Processo Zani verso la sentenza, l'imputato parlerà

«Rannicchiato sul davanzale». Secondo il consulente tecnico della difesa è morto così Marco, il figlio 11enne dell’indagato. L’artigiano di 53 anni ha cambiato idea e ha deciso di rilasciare una dichiarazione spontanea

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

10 Dicembre 2019 - 07:12

Processo Zani verso la sentenza, l'imputato parlerà

CASALMAGGIORE (10 dicembre 2019) - Dopo essersi avvalso, il 25 novembre scorso, della facoltà di non rispondere, Gianfranco Zani giovedì 19 dicembre rilascerà una dichiarazione spontanea in Corte d’Assise a Mantova. È emerso ieri nel corso della nuova udienza che vede l’artigiano 53enne di Vicobellignano di Casalmaggiore accusato dal pm Carmela Sabatelli di incendio aggravato e omicidio aggravato nei confronti del figlio Marco, morto a 11 anni, in seguito al rogo avvenuto nella casa di via Torquato Tasso a Ponteterra di Sabbioneta il 22 novembre 2018.

Intanto, ieri, è stato ascoltato Dante Davalli di Reggio Emilia, consulente tecnico della difesa che affianca l’avvocato Laura Ferraboschi di Parma. Davalli, al giornale La Provincia, aveva precisato di essersi convinto del fatto che Zani non volesse uccidere il figlio prediletto. Marco, dopo aver sentito la voce del padre che chiamava per verificare se in casa ci fosse qualcuno, si era messo sul davanzale della finestra della sua camera e da lì non si era mai mosso. Il bambino, a detta della difesa, aveva seguito le indicazioni della madre che gli avrebbe chiesto di non dare mai occasione al marito di accusarla di abbandono di minore. Fatto sta che Marco (che era effettivamente da solo in casa perché la mamma era fuori con gli altri due figli) ha tirato la tenda, restando nascosto, rannicchiato, tra quella e la finestra. Zani è salito al primo piano, ha aperto un cassetto della stanza da letto, ha preso un capo di abbigliamento da lui regalato alla moglie e gli ha dato fuoco. Dopo una fiammata, si è sprigionato molto fumo che ha invaso gli ambienti e ha fatto perdere i sensi al bambino, che da quella posizione sul davanzale non si è mai spostato. 

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