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CASALMAGGIORE

Caso Zani, la parola alla difesa

Il 53enne casalese è accusato di aver appiccato l’incendio che ha causato la morte del figlio di 11 anni. Secondo il consulente tecnico di parte l’imputato era esasperato dal contrastato rapporto con la moglie

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

21 Novembre 2019 - 07:33

Zani: "Non volevo uccidere mio figlio"

Gianfranco Zani e il figlio Marco: aveva 11 anni

CASALMAGGIORE (21 novembre 2019) - Gianfranco Zani non voleva certamente uccidere Marco, che era il suo figlio prediletto». A dirlo è Dante Davalli, consulente tecnico della difesa nel processo a carico dell’artigiano 53enne di Vicobellignano di Casalmaggiore accusato di avere appiccato l’incendio alla casa di via Torquato Tasso a Ponteterra nel quale, il 22 novembre 2018, aveva trovato la morte il figlio di 11 anni. I capi di imputazione sono incendio aggravato e omicidio aggravato. A un anno da quella tragedia, il Ctu che affianca l’avvocato difensore Laura Ferraboschi di Parma illustra il suo punto di vista sulla vicenda. Con una premessa: «Quando mi è stato prospettato l’incarico, mi sono riservato di leggere le carte, perché non posso accettare di difendere qualcuno che ha compiuto un atto efferato. E mi sono convinto, sia per quel che ho letto negli atti che dopo aver parlato più volte con Zani, che l’ultima cosa che voleva fare era quella di uccidere suo figlio».

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