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SOLAROLO RAINERIO

Incendio al macello, ex proprietaria a processo: 'incastrata' da un'intercettazione in dialetto

Sul banco degli imputati una 90enne, l'avvocato contesta la traduzione

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

14 Ottobre 2019 - 17:35

Incendio al macello, proprietaria a processo: incastrata da un'intercettazione in dialetto

SOLAROLO RAINERIO (14 ottobre 2019) - La sera del 14 agosto 2016, un incendio distrusse il macello suinicolo Icam di Giuseppe Bosco, imprenditore che nel 2005 prese in affitto il capannone da Adele Anghinoni, classe 1929, che lì per anni macellò le anatre. Incendio doloso, secondo la procura.

All’età di 90 anni, l’anziana Adele è sul banco degli imputati, accusata di essere la mandante di quell’incendio. Le fiamme che distrussero quintali di carcasse, le avrebbe appiccate Jalil Samir, 53 anni, il suo tuttofare: in passato lavorò per lei.
Ad inchiodare l’anziana, sarebbero alcune intercettazioni ambientali. Storia di una cimice piazzata nella sua Mercedes, ed una nella sala del comando provinciale dell’Arma dei carabinieri, a Cremona. Qui venne anche installata una microtelecamera. Tra le frasi ascoltate dagli investigatori, ce n’è una in dialetto: «Dunque... quello lì non sapeva neanche che avessi bruciato il capannone». Ma l’avvocato Giovanni Bertoletti contesta la traduzione. E all’udienza del prossimo 14 febbraio, in aula sarà mandata in onda. 

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