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PIADENA DRIZZONA. IL CASO

Aree verdi e degrado, clamorosa protesta del cantoniere: lasciato solo

Il dipendente comunale chiede più rispetto: «Difficoltà a parlare con gli amministratori e carenza di mezzi per svolgere le mie mansioni»

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

02 Agosto 2019 - 07:37

Aree verdi e degrado, clamorosa protesta del cantoniere: lasciato solo

La piazza di Castelfranco in una fotografia pubblicata dalla minoranza consiliare di Piadena Drizzona

PIADENA DRIZZONA (2 agosto 2019) - Prima le polemiche durante la campagna elettorale, poi quelle successive, con al centro il degrado del paese per il proliferare delle erbacce. Critiche, lamentele, scambi di accuse tra le parti politiche, post dei cittadini sui social. Gabriele Busseti, l’unico cantoniere attualmente in servizio presso il Comune di Piadena Drizzona, ha letto tutto, ha sentito, ha assorbito e alla fine ha intepretato e sentito quelle lamentele come rivolte anche o soprattutto a lui, al suo lavoro. Una pressione troppo forte, tanto da portarlo all’esasperazione e indurlo ad uno sfogo, accorato quanto sincero.
«Il mio lavoro - dice Gabriele (vicino alle lacrime mentre parla, tanta è la sua reazione emotiva del momento) - cerco di svolgerlo sempre al meglio, ma sto facendo quello che posso. Non c’entro nulla con i problemi che vengono continuamente lamentati. Una volta eravamo in cinque, come cantonieri, e un certo lavoro veniva fatto, ora sono da solo e non riesco a fare tutto quello che servirebbe. E poi, purtroppo, non riesco nemmeno a parlare con gli amministratori. Succedeva prima di questa amministrazione e succede anche adesso».

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Commenti all'articolo

  • kappa.j

    02 Agosto 2019 - 11:27

    il problema si verifica in molti comuni in tutti i settori dell'amministrazione ed è stato creato dalla miopia dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni, che hanno bloccato le assunzioni in tutta Italia allo stesso modo senza considerare le differenze di organico e di efficienza fra i comuni delle varie parti del Paese. A quando una energica presa di posizione dei sindacati?

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