Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CINGIA DE' BOTTI/CASALMAGGIORE

Operazione antibracconaggio, denunciate sei persone

I militari dell'Arma di Casalmaggiore hanno sequestrato oltre 870 chili di pesce e vario materiale per la pesca abusiva

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

08 Marzo 2017 - 09:44

Operazione antibracconaggio, denunciate sei persone

Il pesce e il materiale sequestrati ai pescatori di frodo

MOTTA BALUFFI/CASALMAGGIORE - Nel tardo pomeriggio di martedì 7 marzo, i carabinieri della Stazione di Scandolara Ravara, durante un servizio perlustrativo nell’area golenale del comune di Motta Baluffi, intercettavano un gruppo composto da sei pescatori di origini rumene impegnati in una vera e propria attività di bracconaggio ittico nelle acque del Po. I predetti, muniti di reti, gommoni, canne da pesca, cavi elettrici e batterie, erano riusciti a pescare illegalmente un numero impressionante tra carpe e pesci siluro, buona parte del quale era stato momentaneamente stoccato nei locali di una cascina nei pressi del comune di Cingia de’ Botti, utilizzata dai bracconieri anche come luogo di bivacco. Questi, alcuni dei quali già con precedenti specifici, erano in procinto di lasciare il territorio nazionale e trasferire certamente il prodotto ittico nel mercato rumeno, suffragando l’ipotesi di un vasto giro d’affari che sembra coinvolgere numerose e sempre più frequenti squadre operative di predoni fluviali su tutto l’asse padano. Numerose sono difatti le denunce e lamentele che negli ultimi anni giungono dagli esperti del settore secondo i quali l’indice di pescosità delle acque interne è in sensibile calo, tanto da far ipotizzare l’esistenza di una vera e propria organizzazione, perlopiù composta da rumeni, dedita a periodiche razzie fluviali con conseguente pianificazione di una rete di trasporto del pesce verso il loro Paese.

A conclusione dell’attività, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato complessivamente più di  870 chilogrammi di pescato, procedendo  alla denuncia a p.l. dei sei rumeni per le violazioni previste dall’art. 40 della legge 154 del 2016,  nonché al sequestro di tutto il materiale utilizzato dai bracconieri per lo svolgimento della pesca illegale. Il pesce pescato, trattandosi di materiale deperibile, veniva smaltito secondo le normative vigenti facendo ricorso a idonea azienda di smaltimento.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • davide sacchetti

    08 Marzo 2017 - 20:42

    Peccato che la recidiva sia di fatto scarsamente rilevante, con le attuali leggi. Tutti possiamo sbagliare una volta, magari due, ma la recidiva deve prevedere pene veramente severe.

    Report

    Rispondi

  • bvrtpt

    08 Marzo 2017 - 13:14

    Denunciati i rumeni a piede libero? Se la saranno fatta addosso dalla paura.... certamente assicureranno piena reperibilità fino all'irrogazione della giusta sanzione.... ma vah, facciamo davvero ridere i polli!!!

    Report

    Rispondi

  • Aletti.renzo

    08 Marzo 2017 - 09:54

    Verosimilmente?

    Report

    Rispondi