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CASALMAGGIORE

Al Santuario la chiusura della porta santa

Nell’edificio sacro gremito di fedeli messa per la conclusione dell’anno giubilare. Il rettore: «Tante le persone che si sono avvicinate a Dio in questo periodo»

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

14 Novembre 2016 - 08:22

Al Santuario la chiusura della porta santa

CASALMAGGIORE - «Siamo qui per concludere il Giubileo straordinario». Ha esordito così, alle 10,30 di domenica 13 novembre, in un Santuario Madonna della Fontana particolarmente gremito di fedeli, il rettore padre Bruno Signori, aprendo la messa presieduta dal vicario episcopale don Massimo Calvi. Il corteo di religiosi, di cui faceva parte anche il guardiano del Santuario, padre Andrea Cassinelli, ha attraversato la porta santa), che è poi stata chiusa com’è avvenuto anche in Cattedrale a Cremona e negli altri due santuari mariani di Caravaggio e Castelleone. «Grazie per la sua presenza al delegato vescovile, a tutti voi, alla fraternità dei Cappuccini, al sindaco che oggi non poteva mancare ad un evento come questo». Il rettore ha continuato: «Siamo uno dei tanti santuari giubilari che hanno accolto tanti pellegrini giunti anche da lontano e siamo testimoni di una grazia ritrovata da parte di tante persone. Permettetemi una battuta: quest’anno la Madonna ha fatto gli straordinari».

Don Calvi ha espresso la sua gioia di essere per la prima volta alla ‘Fontana: «Grazie ai padri che mi hanno accolto con cordialità e fraternità. Oggi celebriamo il ringraziamento a Dio per i suoi doni. Ed è bello che sempre oggi la diocesi si trovi a celebrare la chiusura dell’anno giubilare come anche il patrono Sant’Omobono. Perché ricordiamo i santi? Perché in loro vediamo i frutti più belli dello spirito della grazia di Dio. Omobono, sposo, commerciante, ad un certo punto della sua vita, si innamorò del Vangelo e decise di cambiare il suo modo di vivere. Capì che la sua vita, il suo lavoro, la sua famiglia, la sua fortuna economica non gli bastavano più e diventò, così, operatore di misericordia di Dio verso i più deboli e i più bisognosi».

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