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CASALMAGGIORE

Padre Vittorio alla Diotti: ho salvato 225 bimbi -soldato

Le sue parole sui profughi: «Coloro che scappano sono poveri di testa e di motivazioni. Io dico loro che devono rimanere per far progredire la loro nazione, e non scappare alla ricerca di qualcosa che non avranno mai»

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

30 Settembre 2016 - 08:24

Padre Vittorio alla Diotti: ho salvato 225 bimbi -soldato

Padre Vittorio con gli alunni della Diotti

CASALMAGGIORE — Il dramma dell’Ebola, ma anche la tragedia dei bambini soldato e i racconti ‘col cuore in mano’ di una guerra civile durata 11 anni. Per tutta la mattinata ha tenuto alta l'attenzione di circa 140 studenti delle classi terze (tutte e sette le sezioni) della scuola media ‘Diotti’, il missionario saveriano padre Vittorio Bongiovanni che mercoledì 28 settembre ha portato nell’istituto la sua storia. Per il religioso bozzolese si tratta di un appuntamento che ripete ogni tre anni, ossia ogni volta che lascia la Sierra Leone per tornare a casa per alcuni mesi di riposo.

L’uomo, che gestisce 43 scuole elementari nei villaggi della sua zona, ha portato ai bambini alcuni oggetti tipici del luogo come un tamburo e una lunga pelle di serpente. La sua ‘lezione’ ha avuto come fulcro i diritti umani, via via spiegati con esempi legati alla vita quotidiana dei ragazzi che si trovava davanti, confrontata con quella dei pari età dei villaggi dove lui vive. «Non tutti — ha spiegato — hanno la vostra fortuna e così il diritto al gioco, al cibo, alla salute, all’istruzione scolastica, alla famiglia e alla religione non sempre possono essere attuati. Molte cose che ho visto durante la guerra civile, me le porterò nella tomba perché sono troppo tragiche». Tra i passaggi più significativi quelli relativi alla gestione del virus Ebola. Bongiovanni ha mostrato delle semplici magliette bianche che indossava chi non era infetto, le tute di plastica che proteggevano dal contagio («la paura c'era tutti i giorni») e le buste di cloro che dovevano essere sciolte nell’acqua. Ha ricordato anche di aver riportato alle rispettive famiglie 225 bambini soldato su 250.

Infine, sul dramma dei profughi, parole che potranno anche far discutere: «Coloro che scappano sono poveri di testa e di motivazioni. Io dico loro che devono rimanere per far progredire la loro nazione, e non scappare alla ricerca di qualcosa che non avranno mai».

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