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DOSOLO

Per Marco ed Eric un parco e una festa

Venerdì 26 verrà inaugurato il campo giochi dedicato ai due bambini. Previsto il volo di ultraleggeri e lanterne

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

25 Agosto 2016 - 08:29

Per Marco ed Eric un parco e una festa

Marco Scaravelli e Eric Bale

DOSOLO — La comunità dosolese è pronta a riunirsi ancora una volta attorno alle famiglie di Marco Scaravelli ed Eric Bale, i due bambini di sei e nove anni deceduti lo scorso luglio in seguito a due differenti incidenti: il primo avvenuto alla pista di minimoto di Viadana, il secondo in una strada di Dosolo. Vneerdì 26, infatti, sarà inaugurato il nuovo campo giochi dell’oratorio a loro intitolato, così come voluto dal parroco don Alessandro Cappelletti e dal sindaco Vincenzo Madeo. «In questo breve lasso di tempo che ci ha separato dalla scomparsa, la vicinanza dei dosolesi alle famiglie di Marco ed Eric non è mai venuta meno», assicura il primo cittadino.

Alla cerimonia di venerdì, che inizierà alle 19 con la messa celebrata dal vescovo di Cremona Antonio Napolioni, Madeo interverrà a nome dell’amministrazione comunale: «Sarà l’occasione per lanciare un’idea: ogni anno, in una data da decidere, si potrebbe organizzare una giornata speciale al parco dell’oratorio, con giochi e animazioni, proprio per non dimenticare Marco ed Eric».

All’inaugurazione parteciperanno i compagni di scuola dei bambini scomparsi e i ragazzi dell’oratorio, che si raccoglieranno ancora una volta attorno a Loreta e Cristian, i genitori di Marco, e a Kiran e Paramjeet, mamma e papà di Eric, che dopo il decesso dei loro figli avevano deciso in entrambi i casi per la donazione degli organi.

Al momento del taglio del nastro del parco, messo a nuovo con la sostituzione di tutte le strutture, della pavimentazione e dell’impianto di illuminazione, sopra Dosolo è in programma il volo di alcuni arei ultraleggeri in partenza dal locale campo volo (erano la passione di Marco) e, in chiusura, anche il lancio in cielo delle lanterne luminose. Verrà anche esposto un crocifisso che Madeo ha portato da Lampedusa, realizzato da un artista locale con il legno recuperato dai barconi dei profughi.

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