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CASALMAGGIORE

Referendum, nato il comitato per fermare le trivelle

La serata, coordinata dagli ambientalisti storici del territorio Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, si è svolta con la partecipazione di una quarantina di persone da tutta la zona

foto: Osti

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dduchi@laprovinciacr.it

10 Marzo 2016 - 12:07

Referendum, nato il comitato per fermare le trivelle

Un momento della riunione del comitato

CASALMAGGIORE — E’ nato mercoledì 9, nella sala riunioni del centro sociale ‘Primavera’, il comitato casalasco-piadenese ‘Vota sì per fermare le trivelle’ in vista dell’appuntamento referendario del 17 aprile. La serata, coordinata dagli ambientalisti storici del territorio Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, si è svolta con la partecipazione di una quarantina di persone da tutta la zona: ecologisti, ma anche esponenti dei ‘5 Stelle’, di Rifondazione comunista, del Pd, del Listone di Casalmaggiore. «E’ vero — ha spiegato Vacchelli — che il quesito referendario riguarda le concessioni estrattive in mare entro le 12 miglia dalla costa, ma portare la gente a votare (il primo obiettivo è raggiungere il quorum, ndr) e far vincere il sì vuol dire mandare al governo il messaggio che deve cambiare la propria politica energetica, che contraddice gli impegni presi alla conferenza mondiale di Parigi». Bordate al governo Renzi anche per la scelta di una data così ravvicinata per il voto e per la rinuncia all’election-day con le amministrative di giugno, «buttando 400 milioni di euro dalla finestra». Ovviamente uno degli argomenti della campagna referendaria sarà l’opposizione alla concessione del permesso di ricerca di idrocarburi ‘Gussola’ presentato dalla Pengas Italia Srl, che si pensa nasconda in realtà l’intento di sfruttare vecchi giacimenti esausti per stoccare gas metano. Il comitato punterà a informare con banchetti sui mercati, volantinaggio porta a porta, flash mob, manifestazioni e/o cortei, comizi volanti, uso dei social-network, serate e tema (già in programma due sulla concessione ‘Gussola). «Sarebbe interessante conoscere la posizione dei partiti a livello locale, specialmente quella del Pd», ha maliziosamente chiosato Angelo Angiolini, che ha suggerito anche di puntare ai riflettori mediatici della ‘Settimana Rosa’ della Pomì.

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