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CASALMAGGIORE

Arriva la cimice asiatica

Avvistata per la prima volta nella nostra provincia la specie 'Halyomorpha halys'. Allarme per le culture

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

18 Novembre 2015 - 08:28

Arriva la cimice asiatica

Un esemplare di cimice asiatica

CASALMAGGIORE — «Ebbene sì: si tratta proprio di Halyomorpha halys». La conferma sull’avvistamento della ‘cimice asiatica’ a Casalmaggiore giunge dall’entomologa Lara Maistrello, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Modena e di Reggio Emilia. Non appena, martedì 17 novembre, la studiosa ha visto l’immagine dell’insetto, immortalato in zona Lido Po, ha confermato. «Queste cimici — precisa la studiosa — si nutrono pungendo e succhiando parti vegetali e non causano alcun danno all'uomo e agli animali, se non il fastidio della presenza nelle abitazioni o comunque negli edifici perché entrano in massa per svernare. E come tutte le cimici, se infastidite emettono sostanze sgradevoli. Grande però la loro pericolosità per le colture: sono insetti assai polifagi e possono danneggiare tanto le piante da frutto, che le ortive, legumi, cereali e le piante ornamentali». Secondo studi condotti dai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore in collaborazione con il Servizio Fitosanitario dell’Emilia Romagna, la cimice asiatica sta ormai colonizzando in maniera massiva le campagne non solo dell’Emilia. La consapevolezza della portata di questo flagello ha fatto sì che anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e le Cooperative ortofrutticole modenesi stiano intervenendo a sostegno di un progetto finalizzato alla individuazione di strumenti di contrasto alla sua diffusione. A febbraio 2016, a Modena, si farà il punto della situazione determinata dalla Halyomorpha halys in un convegno internazionale. «Dalle osservazioni raccolte finora — aggiunge la dottoressa Maistrello — è emerso che nel 2015 la cimice ha popolazioni in fortissima crescita in Emilia e con una rapida evoluzione in quasi tutto il Nord Italia. L’invito che rivolgiamo a tutti i cittadini è di continuare a collaborare segnalando tramite foto il rinvenimento di cimici ‘sospette’, indicando luogo, data e numero di individui avvistati. In particolare, è importante rilevare segnalazioni dalle aree in cui la presenza è solo puntiforme o ancora non è nota». Nel convegno di Modena saranno presentati i risultati delle diverse indagini in corso. È previsto anche l’intervento di uno tra i massimi esperti sulla biologia ed il controllo di Halyomorpha halys, che «porterà l’esperienza degli Stati Uniti, dove a seguito dell’introduzione accidentale, questa cimice ha provocato danni alle colture per oltre 37 milioni di dollari, ed è stata riconosciuta tra i più devastanti fitofagi degli ultimi anni». Per ulteriori informazioni e segnalazioni contattare: lara.maistrello@unimore.it oppure mbariselli@regione.emilia-romagna.it. «Un consiglio eventuale per le piante da giardino, orto o terrazzo, per l’anno prossimo, visto che ormai le cimici hanno smesso di nutrirsi e vanno in letargo. Quelle che sopravviveranno all'inverno da metà aprile ricominceranno a uscire per nutrirsi e riprodursi: preparare una miscela di acqua e sapone di marsiglia da spruzzare sulle piante colpite».

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