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Torchio sui profughi: "Noi in trincea mentre altri sentenziano stando al fresco"

Il primo cittadino, respinto dopo un tentativo di sopralluogo, all'attacco: "‎Ritenevo il sindaco autorità sanitaria comunale. La struttura dovrebbe disporre di 300 metri quadrati contro il centinaio attuale"

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mbazzani@cremonaonline.it

16 Agosto 2015 - 17:09

Torchio sui profughi:

Il candidato sindaco Giuseppe Torchio

BOZZOLO - "Noi in trincea ad affrontare i problemi in loco mentre altri, al fresco di località amene, sentenziano. Destino del ferragosto, che ben conosco e mi impone di confrontarmi con furbizie, italiche o padane che siano".

Così inizia l'esternazione del sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, che torna a prendere posizione sulla vicenda dei profughi ospitati dall'associazione Pobic, dopo il suo tentativo, respinto, di effettuare un sopralluogo nella struttura che ospita i migranti. "Sulla questione profughi un conto sono sensibilità e appartenenze, un altro i doveri che derivano dal ruolo ricoperto e che devono essere rispettati per la legalità - continua il sindaco -. ‎Ritenevo il Sindaco autorità sanitaria comunale con dovere di accertare quello che un altro pubblico ufficiale, il dirigente del servizio dell'Asl di Mantova, su carta intestata con la rosa camuna, aveva dichiarato in data 6 agosto e comunicato solo al Prefetto ed al titolare della cooperativa assegnataria dell'appalto ma non al Sindaco di Bozzolo‎, a riguardo della piena agibilità dell'immobile posto in via Giuseppina, 14".
Continua il primo cittadino di Bozzolo: "Ho chiesto a Carabinieri e Polizia Locale di presidiare il posto per verificare la situazione lo stesso giorno dell'arrivo dei profughi ed il giorno successivo l'ho tentato direttamente , con tutti i crismi della legalità.
In entrambi i casi siamo stati respinti. Per sapere del collaudo della nostra Asl, a rischio omissione di atti d'ufficio per non avere dato comunicazione al Sindaco, il Comune ha dovuto fare accesso agli atti, al pari che con la Prefettura. Risulta che il Decreto Ministeriale 1975/ Sanità ‎imponga 28 metri quadri a persona e la Regione, con norma analoga ne aggiunga altri 10 per i ricongiungimenti. Quindi la struttura dovrebbe disporre di oltre 300 metri in luogo del centinaio accertato. La norma é stata cancellata?"

Continua il sindaco: "Qualcuno vuole tacere la linea ferma e legata alla applicazione della norma, contestata con dettagliato appunto tecnico/giuridico trasmesso anche alla minoranza, e la stessa richiesta di sopralluogo, respinta dal presidente della cooperativa assegnataria con l'avallo del Prefetto e ora reiterata. Se hanno qualcosa di concreto su cui fondarsi, facciano denuncia per omissione di atti d'ufficio ma, prima, si documentino, evitando di abbaiare alla luna".

"E soprattutto - prosegue Torchio - vadano a vedere cosa succede nei Comuni amministrati dalla Lega, come a Verona, dove Tosi accoglie i profughi e li destina a lavori socialmente utili, cosa che molti, dopo gli ordini subiti, vorrebbero, anche dalle nostre parti. I Sindaci non possono impedire la venuta dei profughi in virtù della firma degli accordi tra Stato e Regione, sottoscritti dal presidente Maroni e che impongono in Lombardia ospitalità per il 4,15% del totale di profughi‎ accreditati in Italia. I media hanno evidenziato che, nella applicazione dell'emergenza le Prefetture passano sulla testa dei Comuni. La cosa grave é che questa ferita dei livelli locali caratterizza anche l'Azienda Sanitaria Locale che, a Mantova,non dice nulla al Sindaco, se non ad una settimana di distanza e solo dietro specifica richiesta del Comune. Ed invece di gridare a Maroni che suoi sottoposti bypassano i Conuni‎, se la prendono con questi, colpevoli solo di voler esercitare le loro funzioni di controllo. Non potendo battere il cavallo si continua a battere la sella".

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