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CALVATONE-TORNATA

Vivaisti in ginocchio per la neve

Centinaia di piante ko. Grande preoccupazione nelle aziende del settore: da verificare le condizioni per lo stato di calamità

Davide Bazzani

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cfrancio@laprovinciacr.it

10 Febbraio 2015 - 13:15

Vivaisti in ginocchio  per  la neve

Alcuni ombrai abbattuti della Emmegarden di Calvatone

TORNATA-CALVATONE — «Tutto il comparto vivaistico ha subito dei danni pesantissimi immediati a causa della nevicata di giovedì e venerdì. E, purtroppo, ne subirà ancora sempre in seguito allo stesso evento atmosferico». Mario Bislenghi di Tornata, consigliere della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi (settore legno), socio dei Vivai Cooperativi di Canneto sull’Oglio, si fa portavoce di uno stato d’animo diffuso nel settore delle colture arboree, cioè una grande preoccupazione sia per l’oggi che per il ‘domani’. «Conduco un’azienda di 30 ettari, di cui una metà a vivai e l’altra a cereali. La neve mi ha abbattuto in campo aperto 500 tra ligustri, querce, olmi e altre varietà con foglie secche. Il danno ammonterà a 10mila euro. In un momento di crisi come questo, che purtroppo si trascina da ormai 3 o 4 anni, è una ‘botta’ notevole, a partire dalla perdita del mercato. Con il gelo (lunedì 9 febbraio si è arrivati a meno dieci gradi centigradi, nda) poi avremo altre ‘sorprese’: alcune specie saranno da tagliare». Non basta: «Con la neve, le lepri, ma anche le nutrie, vanno a caccia di cibo e mangiano la corteccia» (siamo testimoni diretti, durante il giro nei campi fatto con Bislenghi, dell’apparizione di due lepri nei pressi del suo appezzamento nell’arco di pochi minuti). Insomma, danni su danni e campagna ‘bloccata’. «Purtroppo non siamo sostenuti, il nostro è un settore non considerato, forse perché circoscritto, ma questo non significa che non sia importante. Penso al mio collega Simone Peschera di Torre de’ Picenardi, pure socio dei Vivai Cooperativi. Ha avuto guasti enormi dalla grandinata di due anni fa, ma non è stato aiutato». Un’altra azienda ‘bastonata’ dalla nevicata, specializzata in piante ornamentali e forestali, è la ‘Emmegarden’ di Davide Pazzini di Calvatone, posta in fregio alla strada provinciale 10, nei pressi dell’incrocio per Tornata. «La neve ha distrutto 2887 metri quadrati di ombrai, con quanto c’era sotto, e 467 di serre chiuse con la plastica», racconta Pazzini. «I danni? Ammonteranno a circa 200mila euro». Le coperture assicurative? «No, non si riesce ad averle». Altri ‘tunnel’ sono caduti in vari punti: ad esempio, presso l’azienda cerealicola di Francesco e Alberto Fiorini di Calvatone. Sotto le coperture è rimasto il fieno. «Adesso dovremo smantellare tutto per liberarlo». E bisognerà sistemare tutte le strutture. Altri soldi da tirare fuori: 15mila euro pare un’ipotesi credibile.

Medesimo guaio all’azienda di Matteo Anghinoni, sempre a Calvatone: «Sono rimasti sotto alcuni mezzi». Altre aziende hanno subito la stessa sorte. Pare indispensabile, a questo punto, verificare le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite.

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