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MOTTA BALUFFI

Premoli liutaio autodidatta fa rinascere il 'verticale'

L'87enne stupisce con una nuova opera

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

27 Dicembre 2014 - 10:53

Premoli liutaio autodidatta fa rinascere il 'verticale'

Franco Premoli con il 'verticale'

MOTTA BALUFFI — La sua prima costruzione — un ricevitore radiofonico con rivelatore a cristallo di galena — risale al 1941. «Con quello ascoltavo di nascosto i bollettini di guerra trasmessi in onde corte da Radio Londra e Radio Firenze», dice. L’ultima — il ‘verticale’ — strumento musicale a corde (un tempo caricato su un carretto a ruote, tirato a mano o da un cavallo o da un asinello e portato per le vie dei paesi) — l’ha avviata nel 2010 ed è pressoché conclusa: «Devo solo fare l’accordatura», dice l’ingegnoso autore di questo ‘organetto da barberia’ in versione moderna: Franco Premoli, 87 anni, nato a Motta Baluffi da genitori agricoltori il 29 settembre 1927. Una ‘roccia’, con la mente sempre in ebollizione. «Già Leonardo da Vinci aveva ideato una macchina suonante — ricorda Premoli —, ma il verticale venne ideato da Giovanni Barbieri nel 1702. Raggiunse la massima diffusione nel 1800. Girando per le vie dei paesi suonava brani musicali come unica fonte di guadagno per il proprietario».

Il mottese, cui non difettano certo l’inventiva e la capacità manuale, ha realizzato tutta la meccanica in ferro, il mobile in legno con il pannello frontale traforato a mano, nel quale sono raffigurate due lire musicali circondate da note sparse. E senz’altro affascina osservare questo strumento a funzionamento manuale, azionato da una manovella che mette in moto i martellelletti, le sordine, il rullo millimetrato con i chiodi, programmabile per cinque brani: ‘Rosamunda’, ‘Piemontesina’, ‘L’uva fogarina’, ‘La campagnola’, ‘La sagra di Giarabub’. Premoli non è certo nuovo a imprese in campo musicale. Per passione è diventato liutaio autodidatta, realizzando violini di pregio ma anche una chitarra. «Mi sono documentato su testi di maestri per la scelta dei legni, delle vernici, delle forme e delle misure», spiega.

Con i suoi strumenti fu invitato a varie mostre mercato. Ma il suo curriculum è variegato: nel 1941 seguì un corso per trattoristi prendendo il patentino, due anni dopo iniziò a fare piccole riparazioni di orologi, nel 1956 prese la licenza del ministero delle Poste e Telecomunicazioni per riparazioni, nel 1958 diventò operatore cinematografico, nel 1969 iniziò a vendere elettrodomestici e televisori. Entrare nel suo laboratorio, pieno di vecchie radio e giradischi con puntine in ferro funzionanti, è come fare un vero e proprio tuffo nel passato.

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