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DA CASALMAGGIORE ALLA CINA

'Natale lontano, che nostalgia'

Lo studente del Romani ha inviato al giornale un messaggio

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

25 Dicembre 2014 - 11:52

'Natale lontano, che nostalgia'

Fabio Ruberti (nel riquadro) con i compagni nella città di Lanzhou

CASALMAGGIORE — «In questi giorni che precedono il Natale, ricorrenza che qui in Cina non si festeggia, sento molto la nostalgia dell’Italia. Stasera cenerò con gli altri ragazzi europei che studiano con me, ma non ci sarà la stessa atmosfera natalizia di una vigilia trascorsa con la mia famiglia». Queste parole ci giungono da Lanzhou, la città cinese a 1500 chilometri da Pechino dove Fabio Ruberti, studente sedicenne dell’Istituto Romani, si è trasferito dallo scorso agosto per vivere un’avventura di studio lunga un anno. Un’esperienza che il ragazzo sta vivendo, nostalgia a parte, con grande entusiasmo.

«Ogni giorno scopro qualcosa di nuovo, se fossi rimasto in Italia non avrei mai avuto questa possibilità. La famiglia Wang, che mi ospita, si preoccupa per me, mi sostiene nei momenti di sconforto (veramente pochi per ora) e mi aiuta a viaggiare per il Paese», continua il giovane. «La scuola che frequento è la migliore della regione: noi stranieri seguiamo le lezione di tutte le materie in cinese nonostante sia veramente difficile da capire, ma ci serve per imparare la pronuncia. Nel tempo libero esco con i miei amici stranieri e cinesi e la sera studio: mi sto preparando per un esame, che sosterrò all’inizio di gennaio, di conoscenza della lingua cinese terzo livello». Fabio è entusiasta anche della cucina: «Qui il cibo è davvero buono, primo tra tutti il piatto tipico di Lanzhou: i ‘niu rou mian’, tagliatelle in brodo con carne di bufalo».

Il giovane si tiene in contatto con i genitori e la sorella telefonicamente. «Ci sentiamo una volta la settimana e per ora non sento la loro mancanza, almeno non troppo, perché sono sempre tanto impegnato. Invito tutti ragazzi miei coetanei a buttarsi in un’esperienza come la mia, faticosa ma appagante. Mi sta rendendo maturo, indipendente e, soprattutto, cittadino del mondo».

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