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CREMONA. IL NUOVO TESORO

Il Museo Diocesano: «La grande meraviglia nel cuore della città»

Intervista a don Gaiardi: «La sede vescovile si apre a tutti in un percorso catechistico e teologico»

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

11 Novembre 2021 - 05:30

Il Museo Diocesano: «La grande meraviglia nel cuore della città»

CREMONA - Un valore aggiunto per la città, di cui aiuterà a delineare l’identità inserito com’è, nell’immediato futuro, nei già consolidati itinerari storico-artistici atti a valorizzare i tanti luoghi di arte, fede e cultura del territorio e della diocesi. Ma anche e soprattutto un modo per educare alla fede e accrescere la conoscenza di un grande patrimonio — talvolta nascosto — di cui chiese, parrocchie, privati, collezionisti — sono stati fino ad ora attenti e preziosi custodi.

Il Museo diocesano realizzato all’interno del Palazzo vescovile grazie alla collaborazione tra la Diocesi di Cremona e la Fondazione Arvedi Buschini, sarà presentato ufficialmente domani in Cattedrale a partire dalle 16 in un pomeriggio di grande significato e di «grande soddisfazione, orgoglio e meraviglia», aggiunge don Gianluca Gaiardi incaricato diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, chiamato soltanto pochi giorni fa dalla Segreteria generale della CEI a far parte del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto.

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Don Gianluca Gaiardi

Cattedrale, Battistero, Museo verticale del Torrazzo. Con il Diocesano si completa un vero e proprio parco ecclesiale che ha pochi eguali.
«La piazza è il cuore della diocesi, e ne è anche l’anima, l’anima della nostra fede, la meraviglia del nostro territorio. Ecco che il Museo diocesano racconta il cuore della diocesi nel cuore della diocesi, racconta di tutto un territorio molto vasto che va da Rivolta d’Adda fino a Bozzolo, Sabbioneta e Viadana passando da piccoli e grandi centri. E mi piace pensare che oggi di quel territorio si racconti dove è la sede dell’apostolo, del Vescovo, non con l’obbiettivo di accentrare, al contrario di portare conoscenza anche ai più lontani. Senza dimenticare che la piazza è anche il centro della quotidianità e anche dell’interesse turistico: il Museo del Violino e l’archeologico sono a due passi, la Cattedrale dalla bellezza strepitosa sempre accessibile, il Battistero, il Torrazzo simbolo della città religiosa e laica con il suo affascinante Museo Verticale dedicato alla misurazione del tempo e alla creatività dell’uomo che da sempre ha cercato di misurarlo e «possederlo».

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Il vescovo di Cremona monsignor Antonio Napolioni

Chiuso al pubblico e finora inaccessibile se non eccezionalmente, oggi palazzo Vescovile si veste di un nuovo e importante ruolo.
«Già con Lafranconi e soprattutto con il suo successore Napolioni, si è fatta strada la consapevolezza che la sede vescovile non dovesse rimanere luogo chiuso e inaccessibile. La grande progettazione del Museo diocesano si sposa dunque in quest’ottica, andando a fare compagnia al Museo Verticale e al Museo diocesano del Battistero. In prima battuta apriremo 1.400 metri di spazio dei sotterranei, tengo a sottolineare non semplicemente cantine. Sono gli spazi di servizio di quando a cavallo fra Sette e Ottocento l’edificio progettato da Faustino Rodi per il vescovo Omobono Offredi aveva una configurazione architettonica assai diversa dall’attuale, funzionale ad ospitare un gran numero di persone fra cappellani, segretari, monsignori. Si estendeva fino all’attuale piazza Padella e contava una cascinetta, fienili, stalle, scuderie e il deposito delle carrozze. Il percorso museale e museografico esalta la bellezza del contenuto ma anche il contenitore di cui racconta la storia passata, di un vissuto domestico e quotidiano».

La seconda fase del progetto, finanziato in parte da Fondazione Cariplo ci accompagna invece al piano nobile del palazzo.
«La progettualità di continuità e completamento passerà attraverso la Galleria dei Vescovi, agli antichi uffici, alla sala rotonda e alla Bolognini, all’archivio. Spazi riqualificati ad utilizzo didattico e catechistico, per accogliere mostre temporanee, per dare finalmente una adeguata sistemazione ai grandi arazzi della Cattedrale».

Quale percorso museale avete predisposto?
«Non cronologico. Scritte bibliche accompagneranno passo passo il visitatore in un percorso catechistico e teologico, perché è della Chiesa che il Museo diocesano vuole raccontare.

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