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Mercoledì 28 Ottobre 2020

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CREMONA

Beata Vergine: un 6 maggio diverso dal solito

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CREMONA (6 maggio 2020) - “Di doman non c’è certezza” cantava Lorenzo il Magnifico nel lontano 1490: ebbene sì, ce ne siamo accorti anche noi, che, ormai da diverse settimane, viviamo una realtà precaria e fragile, fatta di interrogativi e dubbi.

Ci sono, però, avvenimenti che non possono essere cancellati né dimenticati, che vincono il tempo e qualsiasi nemico. Uno di questi è l’anniversario della nostra scuola, il Collegio della Beata Vergine fondato il 6 maggio 1610, ogni anno festeggiato da Madri, studenti e insegnanti.

È tradizione, il 6 maggio di ogni anno, riunirsi nella Chiesa di Sant’Agostino per la celebrazione.

Ricordo con piacere e nostalgia la chiesa gremita di Suore, insegnanti e studenti, dai più piccoli ai maturandi. Ciò che mi ha sempre colpito è la partecipazione di ex-studenti ed ex-insegnanti, che, con la loro presenza, mostrano affetto e riconoscenza alla scuola in cui sono cresciuti e in cui si sono formati. Un luogo nel quale si è accolti, ascoltati ed educati è un luogo cui ci si affeziona e che non si vuol lasciare.

È questo il motivo del “successo” del progetto di Madre Lucia Perotti, quello di dar vita a una scuola, in cui le giovani generazioni potessero formarsi come studenti e crescere come persone, pronte ad affrontare il mondo con responsabilità e coraggio, indispensabili sempre, ma ora più che mai.

Sarà un 6 maggio diverso, quello di quest’anno, che viviamo, però, con lo stesso spirito di sempre, anzi, ancora con più convinzione: la preziosità dell’istruzione e della formazione sta nella libertà che esse ci donano.

Madre Lucia aveva sfidato una società in cui alla donna erano concessi ben pochi diritti. Spesso oggi si considera l’istruzione solo come un dovere, qualcosa di scontato, e, raramente, come un diritto, riconosciuto anche dalla nostra Costituzione. Uno dei pochi aspetti positivi che possiamo cogliere dal tragico momento che stiamo attraversando è proprio la consapevolezza dell’importanza della scuola, fatta non solo di compiti e interrogazioni, ma di persone che intrecciano relazioni e che si confrontano. In un’intervista letta recentemente si afferma che “la ripartenza non potrà avvenire se non riparte l’uomo prima che il consumatore”: la nostra vita non è fatta solo da una serie interminabile di bisogni da soddisfare (per fortuna, altrimenti la nostra vita sarebbe davvero un “pendolo che oscilla tra il dolore e la noia”!), ma di relazioni, dialoghi, speranze e anche del piacere della cultura.

Questo 6 maggio ripropone lo stesso progetto educativo, reso vivo dallo spirito di amore, fede e fiducia, che ci permette di cogliere e di godere dello spirito che tiene viva la proposta educativa.

06 Maggio 2020