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CREMONA

Beata Vergine tutta online: i 410 anni corrono sulla rete

La scuola, fondata 20 anni prima della peste del ’600, ha mobilitato l’intero corpo docenti e coinvolto i genitori, il nuovo modulo è un successo: 'Allontanamento sociale ma non didattico grazie a tecnologie e personale'

Beata Vergine tutta online I 410 anni corrono sulla rete

CREMONA (6 maggio 2020) - Quattrocentodieci anni di storia. La fondazione risale al 6 maggio 1610, vent’anni prima della peste che ha devastato il Nord Italia. Venti generazioni di cremonesi si sono succedute su quei banchi, in quelle aule, in quei refettori. Tutti spazi ora deserti. La scuola adesso è a distanza. E funziona. Anche in questa occasione la Beata Vergine è stata capace di sorprendere. Per i 410 anni dalla fondazione - spiegano i maestri Giuseppina Balestreri e Diego Pederneschi - da insegnanti, genitori e alunni sono arrivati gli auguri alle madri che, sulla scia del desiderio di Madre Lucia Perotti, la fondatrice, nonostante i molteplici ostacoli e le difficili sfide affrontate, sono ancora impegnate ad educare generazioni di ragazzi che in tutti questi anni hanno animato con le loro risate, le loro emozioni i corridoi della scuola. Oggi un’altra sfida: l’istituto è vuoto, silenzioso a causa di un nemico invisibile, ma l’allontanamento sociale non ha corrisposto a quello didattico, anzi, l’insegnamento ha preso strade alternative e stimolanti che si stanno rivelando vincenti, grazie alla tecnologia e al rinnovato impegno dei docenti, per le esigenze collettive e personali, non tralasciando l’aspetto più importante: quello umano. I genitori - proseguono i due maestri - sono stati più coinvolti entrando nel rapporto maestro-alunno, ciò ha portato ad un nuovo e saldo gruppo didattico che si è cimentato con lezioni live, divertenti esercizi personalizzati, canti su basi musicali, video tutorial sportivi, video interattivi in lingua inglese e tanto altro. In un momento così difficile questa nuova macro famiglia manda un messaggio positivo e si mostra pronta e fiduciosa ad affrontare i prossimi anni scolastici.

«È un’esperienza tutta nuova quella che conclude il quinquennio della mia classe. In questo periodo - spiega la maestra Chiara Bassi, quinta B - i ragazzi e le ragazze, appartenenti alla generazione dei nativi digitali, hanno sperimentato la potenza degli strumenti tecnologici, ma anche i loro limiti: la connessione scarsa, il PC da dividere col fratello, l’audio che va e viene. Inoltre bisogna considerare l’impegno grande dei genitori per essere al fianco dei loro figli in questo stravolgimento della quotidianità. Allora è solo questo la didattica a distanza? La vera didattica a distanza che stiamo vivendo è fatta della ricerca quotidiana di continuare ad essere io insegnante e loro alunni: è la perpetuazione di questo rapporto maestra-bambino, rapporto costruito nel tempo e nello spazio della nostra scuola, che rende possibile la didattica come scambio e crescita reciproca, anche in un contesto anomalo e imprevisto come questo. Questa didattica è fatta di messaggi, fotografie, disegni, filmati, lezioni (registrate o live), giochi interattivi, domande e risposte, dubbi e curiosità. Sarebbe semplicistico definire questa didattica come ‘deprivante’, sembra essere piuttosto un’esperienza complessa e ricca che ha ridefinito la nostra voglia di essere scuola».

«Passare dal registro elettronico alla lezione vera e propria non è stato facile, ma dopo lo smarrimento iniziale, ho pensato che fosse urgente trovare il modo migliore per non interrompere il filo che lega ogni maestra ai propri alunni», sottolinea l’altra maestra dell’ultimo anno di elementari, Maria Cristina Masi, quinta A.
«Così, di fatto, da più di un mese, organizzati in due gruppi, stiamo lavorando a distanza, insegnanti, bambini e anche genitori, la cui collaborazione è stata fondamentale per i collegamenti delle cosiddette live. Perciò, dopo aver acquisito competenze informatiche è stato possibile proseguire nel programma di quinta e consolidare quanto era già stato appreso.
Che gioia rivedere i bambini e sentire le loro voci che chiedono spiegazioni e raccontano delle loro esperienze e giochi fatti durante la quarantena coatta!
Credo che le live siano importanti non solo per proseguire nell’acquisizione dei contenuti, ma anche per la possibilità che danno di continuare a vivere una sorta di normalità e quando la malinconia si fa un po’ più forte, considerando che questo è l’ultimo periodo trascorso insieme, ci ripromettiamo di rivederci appena sarà possibile.
Pensando al prossimo anno scolastico, quando mi verranno affidati gli alunni di prima elementare e non so quali saranno le regole da rispettare, so per certo che la scuola Beata Vergine sarà in grado di affrontare un’ulteriore sfida».

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06 Maggio 2020