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Giovedì 29 Ottobre 2020

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#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Se questo è Levi

#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Se questo è Levi

CREMONA - Ecco le recensioni di Se questo è Levi degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a sabato 22 febbraio.

PASQUA ANDREA - “Se questo è Levi” è una produzione teatrale, divisa in 3 parti, interpretata da Andrea Argenteri e con la regia di Luigi de Angelis debuttata circa 2 anni fa. Io ho assistito alla prima parte dello spettacolo il 7/2/2020 Se questo è un uomo. La rappresentazione è molto particolare ed interessante, perchè non si svolge sul palco, bensì in una piccola saletta/studio privato dove l’attore siede in un angolo, ad una scrivania colma di dettagli personali e risponde alle domande di un’intervistatrice virtuale. La trama, se così si può definire, è questa, molto semplice: un Primo Levi, sulla sessantina, risponde a numerose domande che gli vengono poste attraverso un laptop. Nonostante possa sembrare surreale, una volta in scena, non sembra nemmeno di essere in uno spettacolo, ma sembra di partecipare ad un’intervista vera e propria. Chi conosce Levi, sa che il personaggio scrittore è rappresentato straordinariamente, la cura per ogni singolo dettaglio, movimento, mimica, tono di voce, cadenza è maniacale e stupefacente; l’attore, si vede, ha fatto uno studio profondissimo di Levi, che è assolutamente necessario quando vuole “diventare” Levi, anche grazie alla tecnica del remote acting (particolare tecnica di ricerca e restituzione teatrale attraverso materiali video, registrazioni vocali di un determinato personaggio). Quest’opera, oltre che essere molto godibile, è anche istruttiva, trattando temi forti, come l’esperienza di Levi nei campi di concentramento, la sua opinione sui lager sovietici, ma anche più leggeri come alcune storie della sua vita personale o punti di vista generali sul mondo. Lo spettatore quindi, può venire a conoscenza di cose nuove oltre le pubblicazioni, estratte da alcune interviste (che Argenteri replica in maniera esemplare). Personalmente trovo questa opera semplicemente affascinante nella sua semplicità: a primo impatto può sembrare blanda, vuota, smorta, ma è tutt’altro. L’interpretazione, i temi trattati, l’immersività che propone questo spettacolo sono più unici che rari, e trovo che sia veramente una gemma che regala molto, chiedendo poco. Consiglio vivamente questo spettacolo se si vuole sapere di più, comprendere e conoscere Primo Levi.

RUSSO SILVIA ANDREA - I SOMMERSI E I SALVATI. "Si può ottenere, secondo lei, l’annullamento dell’umanità dell’uomo?" È con la spinosa domanda posta da un bambino che si apre, nella sera del 9 Febbraio, I Sommersi ed i Salvati. Terzo ed ultimo capitolo, al Ponchielli, del trittico itinerante Se questo è Levi, la messa in scena-non messa in scena verte attorno all’omonimo saggio dello storico sopravvissuto ad Auschwitz. Su un palcoscenico atipico, contemporaneamente platea e luogo d’azione, un pubblico snaturato dalla mera funzione di spettatore si ritrova a conversare con il celebre scrittore piemontese. A prendere le sembianze di quest’ultimo, sulle orme di una totale metamorfosi, è il premio Ubu Andrea Argentieri: nell’attore torna a vivere non solo l’anima di Primo, ma la parola stessa, con il proprio suono, la propria forma, il proprio messaggio. È una magistrale e maniacale trasformazione, più che un’interpretazione, un processo rievocativo all’interno del quale l’artista gioca unicamente il ruolo di veicolo. Linea guida dell’inusuale esperienza dialogica di Se Questo è Levi sono documenti e materiali audiovisivi originali, dai quali il pubblico, in bilico incosciente tra personaggio e realtà, tra ieri ed oggi, attinge le domande da porre all’interprete-Levi e dal quale quest’ultimo recupera le risposte. In una meticolosa ricostruzione di verità, nella realizzazione di un superbo ritratto storico ed umano si concentra l’intensità di una voce destinata a non spegnersi. Letteralmente. Vari sono i temi discussi da Levi, su incitazione del pubblico: il problema della memoria, i ricordi dei lager, il rapporto dell’autore con la scrittura, la sofferta disumanità. Scorci di vita vissuta si alternano a considerazioni posteriori, all’acquisizione di consapevolezza del peso della storia. Nell’incarnazione di Primo si fondono, così, passato e presente, allineati da un filo conduttore di tragica attualità. "Lei pensa che siano ancora possibili le atrocità dei lager?" Con la raffinata regia di Luigi de Angelis, I Sommersi ed i Salvati, tremendamente vacillante tra realtà e finzione, tra spettacolo e non spettacolo, tra illusione e disillusione teatrale, riporta in vita un tassello di una storia mai troppo passata. Una storia che trova risonanza nel presente, come il personaggio di Levi.

15 Febbraio 2020