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Sabato 24 Ottobre 2020

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#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Cenerentola

#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Cenerentola

CREMONA - Ecco le recensioni di Cenerentola degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a lunedì 17 febbraio.

MERLI NICOLE - “Sii gentile e coraggiosa” sono le parole pronunciate dalla madre ormai scomparsa che riecheggiano nel cuore di Cenerentola, protagonista di una delle fiabe più amate da adulti e bambini ora portata sul palcoscenico del Ponchielli dal Nuovo balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini. La 'Cenerentola' di Jiří Bubeniček con la partitura di Sergej Prokof’ev si distacca dalla versione popolare di Perrault ed è interpretata in chiave moderna secondo la riscrittura del racconto fatta nel 1800 dai Fratelli Grimm. Veronica Galdo, abbandonate le punte e indossate scarpe da ginnastica dorate, ha saputo interpretare meravigliosamente Cenerentola, mettendo in risalto grazie ai suoi movimenti dolci e puliti la fragilità interiore e il patimento di una ragazza disprezzata dalla matrigna e dalle sorellastre e trattata da serva, trasmettendoci l’idea di una giovane donna che nasconde dietro al suo coraggio e alla sua determinazione dolore e desiderio di essere amata. Cerca la propria felicità facendosi strada tra l’oppressione dei famigliari e quel senso di inadeguatezza che la trattiene dal rivelare la sua identità al principe (Roberto Doveri), temendo di non essere abbastanza. Non è una principessa. È solo una ragazza. Una ragazza che ha paura di mostrarsi come quella che è veramente, ma che, spinta dalla ferma volontà di coronare il suo sogno d’amore, si rivelerà in tutta se stessa spogliandosi del bel vestito da ballo e vestendosi con stracci sporchi di cenere. Originale e inaspettata è stata l’interpretazione della fata madrina, impersonata da una coppia di “uccellini”in abiti sgargianti e illuminati da una moltitudine di paillettes colorate (Aldo Nolli e Niccolò Poggini). Grazie al loro costume sfavillante e alla tecnica impeccabile non sono passati certo inosservati. Caratterizzato dall'espressione arcigna, dal portamento altero ma che lascia trapelare dalla sua serietà e fierezza anche tratti comici è il trio composto dalle sorellastre (Matilde di Ciolo e Aisha Narciso), infantili e capricciose, e dalla matrigna (Lisa Cadeddu), che danza tra il caos di cuscini sparsi per terra e interviene nei litigi delle figlie. La loro competitività raggiunge l’apice in occasione del ballo: sono disposte a tutto pur di ottenere l’attenzione del principe, che invece sembra non avere occhi che per la sconosciuta vestita di bianco, che cerca tra la folla e con cui balla in un duetto di un’emozione travolgente. Uno spettacolo coinvolgente e appassionante come questo merita di concludersi con “e vissero per sempre felici e contenti”.

PASQUETTI SOFIA - È stata una “Cenerentola” fuori dagli schemi quella portata sul palco del Teatro Ponchielli l’1 Febbraio 2020, spettacolo curato dal coreografo e regista Jiří Bubeniček della talentuosa compagnia “Nuovo Balletto di Toscana”, composta esclusivamente da giovani danzatori e guidata da Cristina Bozzolini. La scelta è stata quella mettere in scena un balletto ispirato alla riscrittura dei fratelli Grimm, in cui sono stati sostituiti gli elementi più tradizionali della fiaba con elementi più significativi e metaforici, mantenendo però la trama e i personaggi principali, come le sorellastre, interpretate da Matilde Di Ciolo e Aisha Narciso, la matrigna, il cui ruolo è stato assegnato a Lisa Cadeddu o il principe, interpretato da Roberto Doveri. Diversamente dalle aspettative, Cenerentola, interpretata da Veronica Galdo, non appare come la tradizionale principessa dai lunghi capelli biondi, ma al contrario, come una semplice ragazza che al posto della classica scarpetta di cristallo, indossa un paio di sneakers dorate, che fungono da filo conduttore per tutta l’esecuzione e viene presentata comunque come un personaggio forte, determinato e gentile. Le musiche che hanno accompagnato l’esecuzione sono quelle composte da Segej Prokof’ev, utilizzate però per interpretare coreografie di stampo contemporaneo, eseguite con grande professionalità dai ballerini. Seppur con qualche piccola imprecisione, i 15 danzatori hanno dimostrato una grande tecnica e capacità interpretativa, sottolineata in alcune scene da piccole parti recitate, catturando per tutta la durata dello spettacolo l’attenzione del pubblico, non troppo numeroso in sala. Ciò che però ha reso unica l’interpretazione è stato il dualismo tra il colore, sottolineato dai costumi dei ballerini e dalla scenografia realizzata con drappi di tessuti e stoffe colorate e l’oscurità dei momenti di dolore e fatica che la protagonista ha dovuto sopportare, circondata però da due figure sfavillanti e dinamiche, che entravano ed uscivano dalla scena, aiutando Cenerentola a trovare la propria strada verso la felicità. Come dice Bubeniček, Cenerentola crede talmente tanto ai sogni, da realizzarli ed è proprio nella scena finale che, in un’ atmosfera magica e incantevole, ciò accade per davvero.

POLI BEATRICE - Una fanciulla docile e buona, ma al contempo coraggiosa e determinata che vive nel desiderio di realizzare i propri sogni: questa è la Cenerentola portata in scena dal coreografo Jiri Bubenicek e rappresentata al Ponchielli. Il Nuovo Balletto di Toscana (diretto da Cristina Bozzolini) ci presenta una Cenerentola nuova, rivisitata in chiave moderna. Cenerentola è forte, decisa a non sottostare più a matrigna e sorellastre, altruista memore dei consigli della madre ormai scomparsa. Bubenicek si è ispirato alla storia dei fratelli Grimm, dunque accantoniamo topolini, zucca, fata madrina e persino le scarpette di cristallo che dominano l’immaginario collettivo. Questa è una storia cruda e realistica che permette sia di immedesimarsi nella protagonista, provando le sue stesse emozioni, sia di entrare nella psicologia degli altri personaggi. Questa dinamicità della trama è rafforzata dalla scenografia di Bubenicek coadiuvato da Nadina Cojocaru, in continuo movimento: drappi che corrono sul palco, nappe calate dal soffitto, cuscini dai colori sgargianti, palloni argentati lanciati da un’estremità all’altra della scena. Per il gran ballo troviamo questa vivacità contrapposta a momenti drammatici e tristi, in cui sul palco rimane solo Cenerentola (Veronica Galdo) che, in una coreografia caratterizzata dalla fluidità dei movimenti, crea nuvole di cenere, come se volesse estraniarsi dalle sensazioni negative che soffocano la sua vita. I costumi della Cojocaro sono caratterizzati da colori molto allegri per le sorellastre e per tutti coloro che partecipano al ballo, per il Principe un’improbabile maglia rossa a frange e dulcis in fundo per Cenerentola un abito di tulle sui toni del beige e scarpe da ginnastica dorate. La compagnia si è esibita sulle note di Sergej Prokofev in coreografie di danza moderna e contemporanea con influenze provenienti dal mondo classico. Veronica Galdo è emersa per le proprie capacità interpretative e precisione dei passi; Roberto Doveri (principe) per morbidezza dei movimenti; Matilde di Ciolo, Aisha Narciso e Lisa Cadeddu (sorellastre e matrigna) per la comicità delle proprie espressioni. Il Nuovo Balletto di Toscana, anche grazie alla grande espressività dei danzatori e all’unione nei momenti d’insieme, ha lasciato il segno nel cuore del pubblico, che ha apprezzato con numerosi applausi.

10 Febbraio 2020