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Sabato 24 Ottobre 2020

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#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti del concerto della Württembergische Philharmonie di Reutlingen

#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Giselle

CREMONA - Ecco le recensioni del concerto della Württembergische Philharmonie di Reutlingen degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a lunedì 10 febbraio.

ACCA ALESSIO - Con un programma totalmente dedicato al 250º anniversario dalla nascita di Ludwig van Beethoven, giovedì 30 gennaio debutta al Teatro Ponchielli la sensazionale Württembergische Philharmonie Reutlingen diretta da Fawzi Haimor. Un ulteriore debutto è quello del pianista Giuseppe Guarrera, “pupillo” di Daniel Baremboim, considerato uno tra i massimi interpreti della letteratura beethoveniana. Il programma si apre con la prima delle quattro ouverture del Fidelio: la Leonora ha immerso il pubblico nello stile del compositore mettendo in luce l’ottima collaborazione tra la bacchetta del direttore e, in particolare per l’incipit di questo brano, la sezione degli archi. Un gran levare perfettamente sincronizzato tra i due che dà vita ad un attacco pulito e dotato di una morbidezza che è il comune denominatore della serata musicale. Ottimo è il dosaggio delle dinamiche, soprattutto nei fp tanto amati dal compositore. Finale forse un po’ ingessato che ha reso il pubblico titubante ad applaudire. Al centro del programma si presenta un capolavoro del repertorio pianistico: il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra. Il saluto confidenziale tra il pianista siciliano e il direttore americano preludia la felice collaborazione tra l’orchestra e il pianoforte: del primo movimento è rispettata l’indicazione agogica, in modo tale da rendere intellegibile ogni passaggio virtuosistico eseguito dal tocco di Guarrera. L’anomalo incipit del secondo movimento dato dal pianoforte solo ha subito avvolto il pubblico in un’ipnotica atmosfera. Il Rondò sorprendente per l’attacco in pp. Unica nota dolente: le cadenze che per la loro durata distraggono il pubblico in sala, un pubblico famelico di una risoluzione che nell’attesa l’ha dovuta cercare attorno a sé, con altri sensi, e non con udito. Ciò nonostante il solista riceve un sonoro e lungo applauso che lo richiama sul palcoscenico cremonese per ben tre volte. In chiusura è posta la rivoluzionaria “Eroica”, la terza sinfonia di Beethoven. L’orchestra continua a non deludere mettendo in luce tutti i suoi punti forti. Ottima è l’intera sezione dei fiati; piccolo errore per il primo oboe che ha anticipato un attacco nella apocalittica Marcia Funebre. Nello Scherzo il tempo staccato da Himor è eccellente e non accenna a cedere. La coda è un successo dove l’intera orchestra svetta con tutte le sue infinite capacità ed entusiasmo.

HOCKE FABIAN - Giovedì 30 gennaio si è svolto al teatro Ponchielli il concerto dedicato interamente a Beethoven per il 250 anniversario dalla sua nascita. Si è esibita la Württembergische Philarmonie Reutlingen, orchestra tedesca conosciuta e apprezzata a livello internazionale, diretta dallo statunitense Fawzi Haimor, suo direttore dalla stagione 2017/18. Al piano il giovane e talentuoso Giuseppe Guarrera. La serata si è aperta con l’Overture “Leonore” n.1 op. 138, scritta da Bethoveen per il Fidelio, unica sua opera. Bethoveen scrisse ben quattro versioni dell’overture. Quella chiamata oggi Leonore No. 1 è stata eseguita per la prima volta postuma e questo ci dà un’idea delle tormentate vicende creative del Fidelio. Successivamente è stato eseguito il Concerto n.4 per pianoforte e orchestra in sol maggiore, eseguito solo due volte mentre il Compositore era in vita. Bethoveen scrisse questa composizione ispirandosi al mito della ninfa Euridice e mette in scena, nel secondo movimento, un dialogo tra il pianoforte - che rappresenta il marito di Euridice, Orfeo - e l'orchestra, ovvero le divinità degli inferi. Ed infine la sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”, scritta da Bethoveen per celebrare Napoleone, prima che si autoproclamasse imperatore, cosa che mandò su tutte le furie il Compositore (questo spiega probabilmente la mancata intitolazione della sinfonia a Napoleone). L’interpretazione da parte del direttore Fawzi Haimor mi ha, purtroppo, coinvolto poco emotivamente e poco percepibile è stato anche dialogo tra il pianoforte e l’orchestra. Il pianista Giuseppe Guarrera, formatosi a Berlino nell’Accademia fondata da Daniel Barenboim, ha dimostrato una tecnica eccellente a discapito però – mi è parso - della creatività e della personalità. Durante l’esecuzione della terza sinfonia si sono sentiti un paio di errori che tuttavia, per fortuna, non hanno disturbato l’ascolto complessivo. Peccato. Questa volta è un “nì”.

SERVENTI PERSEO - Nonostante l’attesa, non soddisfa appieno il concerto del 30 gennaio al Teatro Ponchielli di cremona che ha visto come protagonista la Wurttembergische Philharmonie Reutlingen che, per una frazione di secondo, ha proiettato in sala un raggio di luce proveniente da uno strumento a fiato. Un lampo abbagliante di un riflettore, un segno curioso che mi ha fatto pensare che, a volte, un’orchestra, oltre a dare voce alla musica, ha il potere di ammiccare e brillare di luce propria. Purtroppo i limiti della compagine orchestrale sono emersi già nell’esecuzione dell’ouverture “Leonore” n. 1 op. 138, la prima delle quattro composte da Beethoven per l’opera “Fidelio”, in particolare nel finale, caratterizzato da un crescendo rossiniano ante litteram ricco di molteplici insidie esecutive. L’autentica piacevole sorpresa della serata è venuta, invece, dall’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 di Beethoven da parte del giovane pianista siciliano Giuseppe Guerrera, che si è perfezionato a Berlino presso la Barenboim -Said Akademie. Dotato di solida tecnica pianistica, Guerrera ha saputo cesellare la difficile partitura, caratterizzata da una variegata veste armonica e da un’ampia gamma espressiva, in un continuo dialogo con l’orchestra, talvolta serrato e a volte intriso di intima cantabilità. Il pubblico lo ha applaudito con il calore e l’affetto di solito riservati ai grandi esecutori, proprio a sottolineare la maturità espressiva di questo giovane interprete. Nella seconda parte della serata l’Orchestra tedesca, guidata dal Maestro Fawzi Haimar, dal gesto direttoriale non sempre preciso, ha eseguito la Sinfonia n. 3 op. 55 ”Eroica“. L’esecuzione di questa opera sublime e complessa del genio di Bonn ha sofferto di alcune incertezze esecutive, unite a scelte interpretative non sempre condivisibili, che hanno messo in mostra le difficoltà, soprattutto di assieme, da parte dell’orchestra. La serata è terminata senza richieste di bis da parte del pubblico.

03 Febbraio 2020