il network

Sabato 24 Ottobre 2020

Altre notizie da questa sezione

Blog


INIZIATIVE

#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Tempo di Chet

#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Pinocchio

CREMONA - Ecco le recensioni di Tempo di Chet degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. In questo caso è arrivato solo il lavoro di Emanuele Ludovico Russo e non è stato attivato il sondaggio per votare la critica preferita.

RUSSO LUDOVICO EMANUELE – Con il nuovo anno la stagione concertistica chiama a Cremona il virtuoso musicista sardo Paolo Fresu. Lo spettacolo/concerto narra della vita di Chet Baker: la personificazione della musica Jazz. Chet è la prova più evidente di quanto dolore, gioia, passionalità e ragione non possano scindersi dal Jazz. “L’angelo dalla faccia sporca” riusciva a far parlare la tromba, a farla piangere, raramente ridere, ma di certo a farla vivere. È una impresa difficile raccontare il Jazz senza che la parola prevalga sulla musica; quasi impossibile spiegare il colore del suono o il fremito di una nota rotta, l’esistenza di un vuoto o la speranza di una attesa, eppure Paolo Fresu alla tromba, Marco Bardoscia al contrabbasso e Dino Rubino al pianoforte, insieme agli attori hanno provato a portare sul palco del Ponchielli Chet Baker, il suo tormento e la sua musica. Colto da una flebile luce che spezza le ombre del palcoscenico, trasformato in uno Jazz club, Paolo Fresu si rannicchia su se stesso, quasi in cerca di protezione e di difesa, posizione che prova ad avvicinarlo al grande Chet. Gli occhi rivolti verso il basso, nello sguardo si racchiude quella follia; il tormento dell’uomo che potrebbe avere tutto e che tutto, invece, distrugge, viene fuori, nota dopo nota, ora dalla sua tromba, ora dal suo flicorno. La lunga narrazione, offerta dagli attori del Teatro Stabile di Bolzano ha permesso agli spettatori di vivere un pezzo di storia della musica: dalla nascita del mito di Chet fino alla disastrosa carambola nel baratro dell’autodistruzione. Tra quadri di vita, lacerati dai terremoti esistenziali, è emersa la genialità dell’artista. La sensazione che è prevalsa è quella che Chet Baker venisse ogni volta riafferrato dalla propria creatività musicale, così come, sul palco del Ponchielli, le musiche originali e i brani dell’artista, attraverso la tromba di Fresu, lo hanno riportato alla realtà e all’attenzione del pubblico cremonese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

28 Gennaio 2020