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Giovedì 29 Ottobre 2020

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Aida

Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Aida

CREMONA - Ecco le recensioni di Aida degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a venerdì 13 dicembre.

ACCA ALESSIO - Cremona, la sera del 16 Ottobre. Probabilmente l’appuntamento più atteso del cartellone di quest’anno. Dopo mezzo secolo ritorna a trionfare sul palcoscenico del Teatro Amilcare Ponchielli uno dei massimi capolavori dell’opera italiana: la faraonica Aida di Giuseppe Verdi. Anche sul podio si ripresenta con piacere il giovane e meritevole direttore Francesco Ciluffo, che ha concluso la scorsa stagione lirica con il dittico La Voix Humaine e Cavalleria Rusticana. In buca, come per la prima rossiniana e anche per i prossimi eventi del cartellone, si riconferma lodevolmente l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che ha allietato il pubblico con il magico Preludio e con la ormai popolare Marcia Trionfale. L’orgoglioso Radamès, interpretato da Samuele Simoncini, ha entusiasmato l’intero teatro, generoso di meritati applausi, dopo essere emerso nell’incantevole aria Celeste Aida. Così come Maria Teresa Leva, interprete di Aida, è riuscita felicemente a conquistare il pubblico nella lacrimevole aria Oi cieli azzurri con la sua delicatezza scenica e musicale. Un connubio raggiunto non unicamente tra i personaggi come Aida e Radamès, ma tra l’intero cast degli interpreti, del corpo di ballo e della regia. Grazie ad un omaggio postumo al noto Franco Zeffirelli del regista Stefano Trespidi, riprende vita la cornice esotica che era nata nel 2001 con la rappresentazione storica della “Aidina” per centenario verdiano al prezioso Teatro Verdi di Busseto. “Dai tripodi d’oro s’innalza il fumo degli incensi”: così si legge dal libretto di Antonio Ghislanzoni e così è stato, sorprendendo inaspettatamente il pubblico grazie ad interventi olfattivi, oltre che uditivi e visivi, con trombe egizie e danze arabeggianti.
Se questa Aida al Ponchielli si è rivelata un successo, con tanto di sold out, si augura che anche quella in programma per la stagione di quest’anno al Teatro La Fenice di Venezia possa emergere vittoriosa con tutta la sua città messa in ginocchio dal disastro di questi giorni.

HOCKE FABIAN (III Liceo Musicale Stradivari) Ieri 15 novembre 2019 è tornata in scena a Cremona una strepitosa Aida con un allestimento che è un pezzo di storia dell’arte scenica italiana e un omaggio a uno dei più grandi registi italiani: si tratta infatti dello stesso allestimento ideato nel 2001 da Franco Zeffirelli per il piccolo Teatro di Busseto in occasione del centenario della morte del Maestro, con la regia e il riallestimento di Stefano Trespidi. “Sì, corre voce…!” Grazie a questo modernissimo espediente narrativo ci troviamo, appena apre il sipario, nel mezzo di un dialogo tra Radames, fiero condottiero egiziano e Ramfis, capo dei sacerdoti. Corre infatti voce che l’Etiope, ovvero Amonasro, re degli Etiopi e padre della schiava Aida, si stia preparando ad attaccare ancora l’Egitto proprio per liberare Aida. Egli però non sa che nel frattempo è scoccato l’amore tra Aida e il capo militare egiziano Radames che è a sua volta amato, ma invano, dalla figlia del faraone, la principessa Amneris. Si tratta quindi di una drammatica storia d’amore in cui i due protagonisti, Radames ed Aida, sono combattuti tra l’amore che provano l’uno per l’altro e l’amor di patria. Una volta alzato il sipario l’occhio è subito rapito da due grandi statue poste ognuna per lato del palcoscenico. Ritroveremo le stesse statue in quasi tutte le scene al chiuso, posizionate sempre in modo diverso. La maestosità dei monumenti tipici dell’antico Egitto è rappresentata in modo sorprendente considerato lo spazio ridotto. Le scene sono quasi tutte ambientate in spazi chiusi che ben riescono ad esprimere scenograficamente i drammi e le emozioni personali che vivono i protagonisti. In questo allestimento Zeffirelli e Trespidi narrano un’Aida intima, non mettono in scena la grandiosità o la dimensione guerresca dell’opera, ma si concentrano sui sentimenti, sull’aspetto psicologico dei personaggi. La sfilata del Trionfo è tutta immaginaria, ma in compenso la musica è esaltante, i piedi quasi non riescono a star fermi. Ed infine la tragica scena conclusiva. La storia ha emozionato così tanto che si spera davvero fino alla fine che qualcosa succeda (magari Trespidi ha voluto graziare Radames?). E invece no. I due amanti moriranno sepolti vivi, mentre Amneris si dispera nel tempio. Non è dunque l’amore a trionfare, ma la sofferenza che accomuna le due donne rivali. L’orchestra è diretta magistralmente dal giovane Maestro Francesco Cilluffo, attento e preparato che ha saputo cogliere le “citazioni” e i rimandi del Maestro Verdi ai grandi che lo hanno preceduto e le novità che il Maestro ha voluto lasciare in eredità. Il coro Operalombardia è diretto dal Maestro Diego Maccagnola che ha debuttato ieri sera. Buona la prima, come si suol dire! Maria Teresa Leva interpreta appassionatamente Aida. Vocalmente è una potenza, sovrasta il coro e l’orchestra negli assieme, ma sa essere anche morbida e leggera con dei filati sugli acuti da pelle d'oca! Samuele Simoncini interpreta Radames con un’ottima esecuzione vocale e una buona presenza scenica; Cristina Melis interpreta magnificamente l’indole gelosa e intuitiva di Amneris con un’esecuzione sia vocale che scenica fantastica. Benissimo anche Leon Kim interprete di Amonasro che si cala perfettamente nel ruolo di padre e di re Etiope. Buona e convincente anche l’esecuzione dei bassi Fabrizio Beggi interprete di Ramfis e Francesco Milanese, re d’Egitto. Cala il sipario e si torna a casa col cuore gonfio, la musica che continua a risuonare nelle orecchie e la certezza di aver assistito a piccolo grande capolavoro. 

MEDOLA MADDALENA  (III Liceo Artistico) Il 13 novembre il Teatro Ponchielli ha visto la realizzazione della prova generale dell’opera verdiana Aida con il medesimo allestimento di Franco Zeffirelli, nel 2001, nel piccolo teatro di Busseto. Lo spettacolo, diretto da Francesco Cilluffo, ha catapultato il pubblico in un’altra dimensione, come se Cremona si fosse tinta d’oriente tra i luoghi incantati delle terre d’Egitto, attraverso l’armonia degli strumenti e l’affiatamento delle voci del cast. Maria Teresa Leva, che ha interpretato Aida, principessa etiope, fatta schiava dagli egizi, è riuscita ad ammaliare gli spettatori con la sua voce dolce e sublime e con una forte presenza scenica. Durante l’opera si intuisce il conflitto interiore della giovane donna combattuta tra l’amore per la Patria e per il suo amato Radames. Samuele Simoncini, si è calato magistralmente nei panni di quest’ultimo, giovane guerriero al servizio del suo popolo. Rivale di Aida è Amneris di Cristina Melis, eccellente interprete della principessa d’Egitto, che con sottile intelligenza, astuzia e cattiveria, cerca in tutti i modi di conquistare il cuore di Radames. Impeccabili sono stati anche gli altri personaggi principali quali Francesco Milanese (il Faraone), Leon Kim (Amonasro), re degli Etiopi e Fabrizio Beggi (Ramfis il sacerdote). Nell’opera ritorna spesso il tema della manipolazione psicologica da parte di Amneris, che per ottenere i propri scopi, approfitta della debolezza psicologica di Aida, tormentata continuamente nell’animo da sentimenti contrastanti. Filo conduttore di tutta l’opera è la dolcezza di Aida, che scalfisce e sovrasta con delicatezza la potenza musicale e vocale di tutti gli altri personaggi, che accompagna i presenti in un mondo quasi onirico, grazie anche ad un inizio e un finale musicalmente leggero e soave. Lo spettacolo è stato molto apprezzato dal pubblico grazie all’abilità del cast e alla professionalità degli scenografi, che hanno saputo riprendere e ricreare le svariate ambientazioni in modo maestoso seppur in uno spazio ristretto e quasi cameristico.

POLI BEATRICE (III B Liceo Classico Manin) Un Ponchielli gremito ieri sera che, dopo più di 50 anni, ha accolto con grande entusiasmo e numerosi applausi l’Aida, terz’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi. Stefano Trespidi ha ripreso le scene ideate per il piccolo teatro di Busseto da Franco Zeffirelli in onore del centenario dalla morte del grande compositore, proponendo una scenografia ridimensionata, più intima, ma in grado di permettere al pubblico di immedesimarsi nei personaggi trovandosi talvolta combattuto su chi sostenere. Un esempio è la scena della marcia trionfale che propone dei sentimenti contrastanti: l’esultanza di tutti gli Egizi mentre salutano le proprie navi rivolgendo le spalle agli spettatori si contrappone alla grande disperazione di Aida, straziata per la sconfitta del proprio popolo. Le scenografie sono comunque molto elaborate e rappresentano in toto ricchezza e maestosità tipici dell’arte egizia. Due imponenti statue ai lati del palco, una scalinata centrale e un dipinto di due uomini rievocano il palazzo del re; un’atmosfera buia sui toni del blu sta a rappresentare la foresta in cui avviene l’incontro clandestino tra Aida e Radames; una struttura cubica dorata, decorata a bassorilievo e aperta verso la platea è la cripta in cui sono destinati a morire i due amanti; sono queste le scene che hanno portato l’Egitto verdiano a Cremona. Tradizionali i costumi di Anna Anni e ripresi da Lorena Marin: agli abiti dorati e decorati con pietre preziose degli Egizi si contrappongono quelli poveri con fantasie sui toni del rosso e del blu dello sconfitto popolo etiope. Una voce vellutata, compatta e dinamica per Maria Teresa Leva (Aida) che emerge soprattutto in “Cieli azzurri”; padronanza sul palco e ottima prestazione canora per Samuele Simoncini (Radames); Cristina Melis (Amneris) esprime magistralmente il dolore provocato dall’amore negato; buone anche le prove di Leon Kim (Amonasro), Fabrizio Beggi (Ramfis) e Francesco Milanese (Re d’Egitto). Il direttore Francesco Cilluffo dell’orchestra i Pomeriggi Musicali è stato in grado di gestire magistralmente anche le grandi scene d’insieme. Positiva anche la prova del coro “Opera Lombardia” preparato da Diego Maccagnola. Molto apprezzate le coreografie di Luc Bouy. L’Aida 2019 rimarrà per sempre nel cuore dei melomani cremonesi, nella speranza che non si debba attendere ancora mezzo secolo!

RAUNISI CECILIA Tutto esaurito al Ponchielli per Aida. Il pubblico cremonese affolla il teatro per la celebre opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni. L'opera venne commissionata a Verdi dal viceré d'Egitto, in occasione dell'apertura del Canale di Suez, nel 1870; venne rappresentata per la prima volta l'anno seguente, al Teatro Nazionale del Cairo, e da allora continua ad essere una delle opere liriche più apprezzate dal pubblico di tutto il mondo. Opera di grande sontuosità e fascino, certamente per la bellezza delle musiche, ma anche per la sua particolare ambientazione, viene in questa occasione encomiata dal pubblico oltre che per lo splendore e raffinatezza dei costumi, per la magnificenza degli allestimenti scenici, ideati da Franco Zeffirelli, ripresi da Stefano Trespidi. La scenografia, che è stata in realtà pensata per la rappresentazione al piccolissimo teatro di Busseto dotato di un palcoscenico lungo appena sette metri, rende magnificamente nella ben più grande area scenica del Ponchielli. A contribuire nel suscitare profonda suggestione sono i numerosi cambi scena che, seppur interrompendo la continuità dello spettacolo, agevolano nel tenere costanti l'interesse e l'attenzione dello spettatore. Buona la prova del direttore Francesco Cilluffo con l'Orchestra I Pomeriggi Musicali che pecca talvolta nell'assieme, ma si distingue per il suono particolarmente vellutato. Forse un po' troppo moderno il balletto del terzo atto, le cui movenze ricordano ben poco una danza tipicamente egizia. Convincenti sono le prestazioni del Coro Operalombardia e del cast vocale. Samuele Simoncini -Radamès-, dopo un inizio poco efficace, rende meglio nella seconda parte dell'opera, commuovendo il pubblico in un duetto finale carico di passione. Un grande plauso al mezzosoprano Cristina Melis -Amneris- dotata di un timbro più risonante e corposo rispetto la collega, il soprano Maria Teresa Leva -Aidache tuttavia tocca il pubblico per il suo elegante gusto espressivo e per la sua destrezza nel mantenere la voce limpida e brillante anche nei pianissimo sui registri più acuti. I lunghi applausi durante e alla conclusione dello spettacolo non lasciano dubbi sull'ampio apprezzamento del pubblico.

RUSSO SILVIA ANDREA  (IV Liceo Manin) Un’Aidina piccola piccola è quella proposta da Zeffirelli al teatrino di Busseto in occasione del primo centenario dalla scomparsa del Maestro Verdi. È con questo stesso allestimento che, a distanza di diciotto anni, Aida, certamente l’opera più maestosa del Cigno di Busseto, approda trionfante al Teatro Ponchielli, il 15 ed il 17 Novembre. Frutto della rivisitazione geniale del regista degli spettacoli più fastosi al mondo, il mito di Aida viene rievocato tra scenografie monumentali e dettagliatamente ricche, costumi intrisi del sapore egizio ed un quadro luci particolarmente incantevole. Il clima è quello di una fusione tra minuzioso realismo ed una patina di affascinante incanto. "Già da tempo coltivavo l’idea" confessa Zeffirelli "che con quest’opera colossale Verdi avesse in realtà inseguito una storia molto privata". Ecco che la delicata ma struggente avventura amorosa di Aida e Radames, nella propria genuina essenzialità, è il fulcro attorno al quale ruota la dimensione maestosa. In questa atmosfera volutamente in continuo bilico tra il ripiegamento intimo e l’abbandono al colossale, spicca la superlativa performance del soprano Maria Teresa Leva (Aida), la cui duttilità vocale e la notevole capacità interpretativa permettono di esplorare nel profondo ogni sfumatura del personaggio, uno dei più celebri della produzione verdiana. Al suo fianco Samuele Simoncini, il traditor Radames, applaudito già dopo il primo assolo “Se io quel guerrier fossi”, ed il mezzo soprano Cristina Melis, una passionale Amneris. Assolutamente degni di elogio anche Leon Kim (Amonasro) e Fabrizio Beggi. Quest’ultimo, nei panni del sacerdote Ramfis, arricchisce la messa in scena, con la propria interessante vocalità, di un’aura quasi sacrale. A dipingere la solennità della quale è pervasa l’opera contribuisce anche il coro Operalombardia, magistralmente diretto dal Maestro Diego Maccagnola. Nella conduzione dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali sale sul podio un formidabile Francesco Cilluffo. Unica pecca, in uno spettacolo suggestivo, i ripetuti cambi scena a sipario chiuso: sicuramente necessari, ma nocivi all’attenzione del pubblico. Un grande successo questa piccola ma maestosa Aida, che, con il suo fascino, è riuscita a sorprendere le aspettative dei cremonesi, dando espressione del genio immortale di Zeffirelli e Verdi.

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06 Dicembre 2019