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Mercoledì 01 Aprile 2020

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti del concerto di Louis Lortie

Primo appuntamento della Stagione Concertistica 2019-2020

Diritto di critica, le recensioni degli studenti del concerto di Louis Lortie

Il pianista Louis Lortie

CREMONA - Primo appuntamento della Stagione Concertistica 2019-2020 al Ponchielli. Ecco le recensioni del concerto di Louis Lortie degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a venerdì 13 dicembre.

GALBIATI GLORIA Giovedì 28 novembre è stata inaugurata, presso il Teatro Ponchielli di Cremona, la Stagione Concertistica 2019/20. Ospite della serata è stato il pianista franco-canadese Louis Lortie, testimonial Fazioli, il quale ha proposto un programma che ha fatto incontrare due compositori apparentemente distanti tra loro: il tedesco Ludwig van Beethoven e il francese Gabriel Fauré. A differenza di quanto previsto dal programma di sala, che proponeva l’esecuzione dei brani secondo un ordine cronologico, Lortie ha deciso di introdurre il récital con la Ballata op. 19 del compositore francese e con la beethoveniana Sonata op. 28, per poi proseguire con il Tema e variazioni op. 73 di Fauré e la Sonata op. 31 n. 3 di Beethoven. Lortie s’è dimostrato un interprete lucido ed equilibrato, dalla tecnica solida, impegnato a porgere con eleganza un pensiero musicale autentico. La cura del suono è parsa sempre raffinata, mai artificiosa, in particolare nella Ballata, in cui la narratività tipica del genere ballatistico è stata condotta tramite una pittura sonora ricca di sfumature, all’interno di una fluttuante dimensione lirica. Con l’Allegro che apre la Sonata op. 28 di Beethoven ci si sarebbe aspettati una deviazione caratteriale più pronunciata rispetto a quanto, invece, ha fatto Lortie, che ha scelto un tempo d’esecuzione piuttosto moderato, smorzando i forti contrasti caratteristici dell’espressività beethoveniana. Incantevole l’esecuzione del secondo tempo, che ha mantenuto il clima sognante dell’Allegro, per poi lasciare spazio alla vivace leggerezza dello Scherzo e del Rondò. A seguire, nella seconda parte, Tema e variazioni di Fauré, con un’esecuzione intensa e a tratti tormentata, ma sempre vigilata dal nobile controllo sonoro e tecnico del pianista. Infine, la Sonata op. 31 n. 3 ha rappresentato l’apice della serata: ai primi due tempi, resi con sobrietà e brio, hanno fatto seguito l’affascinante cantabilità del Minuetto ed un enfatico Presto con fuoco. Il pubblico in sala, purtroppo non troppo numeroso, ha applaudito a lungo l’interprete, che ha concesso due bis, omaggiando nuovamente Beethoven, di cui nel 2020 ricorrerà il 250° anno dalla nascita: il terzo tempo da Les Adieux (op. 81a) e l’Andante cantabile dall’op. 13. Il prossimo appuntamento sarà il 23 gennaio 2020 con Paolo Fresu, che omaggerà il leggendario jazzista Chet Baker.

RUSSO LUDOVICO EMANUELE  (I Classe Liceo Musicale A. Stradivari) La Stagione Concertistica 2019-2020 del Teatro Amilcare Ponchielli si apre all’insegna della rivoluzione musicale affidata al virtuosismo del pianista franco-canadese Louis Lortie, La sua esibizione offre una speciale anteprima dell’anno beethoveniano: nel 2020 ricorrerà il 250° anniversario della nascita del compositore che più di tutti ha saputo coniugare la propria interiorità all’esaltazione di una coscienza collettiva. Per il pubblico cremonese quello del maestro Lortie è un gradito ritorno. Il pianista ha eseguito la Sonata per pianoforte n. 15 in Re Mag. op. 28 “Pastorale” e la Sonata per pianoforte n. 18 in Mi Bemolle Mag. op.31, n. 3 “La Caccia” del compositore di Bonn dando una voce interpretativa decisamente diversa e inaspettata. Ne è venuto fuori un Beethoven “timido”, molto languido quasi tendente a svanire. Lortie però, accarezzando i tasti del Gran coda F278 della casa costruttrice di Sacile, incarnando la figura del filosofo del pianoforte, riesce a convincere la platea del Ponchielli. Lortie suona come se giocasse, trasmettendo un senso di libertà, soprattutto nei fraseggi. Egli affronta il grande Beethoven non come un virtuoso preoccupato di controllare ogni dettaglio pianistico e musicale, ma come il pianista che sente scorrere il virtuosismo nel suo sangue e che, quindi, può permettersi anche di deviare assumendosi i rischi di dipingere un compositore in modo diverso. In una Cremona velata dalla nebbia novembrina, Lortie è stato capace di intessere un meraviglioso dialogo tra un quieto Beethoven e un energico Faurè, accostando il genio riconosciuto di Beethoven a un meno noto Faurè. Due forme di pianismo distanti tra loro più di mezzo secolo, esercitate su strumenti molto diversi tra loro per fisionomia costruttiva e sonorità. Eppure Lortie ha saputo fare emergere il desiderio di innovazione e la ricerca di libertà compositiva ed espressiva comuni ad entrambi gli autori. Del francese, Lortie ha eseguito la Ballade in Fa Diesis Mag. op. 19 e Thème et Variations in Do Diesis Min. op. 73, frutti della stagione musicale di metà Ottocento, pervasi della grazia e della delicatezze timbriche e liriche che caratterizzano tutta l’opera di Gabriel Faurè. Il complesso cromatico che torna a più riprese, ci fa intravedere il cambiamento che di lì a poco investirà la storia della musica.

SERVENTI PERSEO Inaugurata la stagione concertistica 2019/20 al Teatro Ponchielli che ha ospitato il pianista franco–canadese Louis Lortie. Musicista eclettico e di fama internazionale, dalla ricca e titolata discografia, Lortie ha proposto un programma in cui ha sapientemente accostato al classico Beethoven l’innovativo Faurè, con particolare cura delle sonorità e alla ricerca della valorizzazione dei colori, grazie anche alla resa sonora del Grancoda Fazioli F278. Modificando il programma di sala, Lortie ha aperto la serata con la Ballade in fa diesis maggiore op. 19 di Faurè. L’interprete ha mostrato il carattere intimo e salottiero del pezzo non scevro da tentativi di nuove ricerche stilistiche. A seguire l’esecuzione della Sonata “Pastorale” di Beethoven resa da Lortie in modo asciutto e teso ad evidenziare il linguaggio essenziale del brano. Ancora Faurè in apertura della seconda parte della serata con l’esecuzione del Theme et variations op. 73. Lortie ha trattenuto il proprio virtuosismo pianistico per rendere chiara ed efficace l’ardita armonizzazione dell’autore francese. A chiudere la serata la Sonata op.31 n°3 “La Caccia” di Beethoven. All’intimità e leggerezza dei primi tre movimenti, segue l’irruento presto con fuoco reso dal pianista con trascinante entusiasmo ritmico che ha pienamente coinvolto il pubblico. Generosi gli applausi e numerose le richieste di bis. A suggello di una serata contraddistinta da pennellate di tinte musicali per quadri melodici perfetti, Lortie si è congedato dal pubblico con l’esecuzione delle note intrise di pathos dell’Andante cantabile della Sonata op.13 n°8 di Beethoven.

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06 Dicembre 2019