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Domenica 17 Novembre 2019

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di La sirena

Diritto di critica, le recensioni degli studenti di La sirena

CREMONA - La sirena al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a martedì 9 aprile.

RUSSO SILVIA ANDREA - 3° C LICEO CLASSICO D. MANIN - Tra il 1956 ed il 1957, Giuseppe Tomasi di Lampedusa dà alla luce un piccolo capolavoro: Lighea, racconto dal quale è tratto lo spettacolo La Sirena, adattato, diretto ed interpretato dal celebre attore Luca Zingaretti e messo in scena al Teatro Ponchielli nelle serate del 19 e 20 Marzo. Nel raccontare quella che è stata definita “una favola per adulti” Zingaretti si serve solo di un accompagnamento musicale (eseguito dal vivo da Fabio Ceccarelli) e della propria mirabile capacità di evocare, grazie alla parola, atmosfere, immagini, sensazioni. Ecco che presta voce a più volti, passando da un personaggio ad un altro e conferendo ad ognuno giusto rilievo e personalità. In primo istante è Paolo Corbera, giovane siciliano laureato in Giurisprudenza che, in una Torino del 1938, incontra Rosario La Ciura, siciliano a sua volta e senatore. In un secondo momento, Zingaretti diviene proprio quest’ultimo, il più grande ellenista del tempo. In un continuo alternarsi di battute, i due uomini spaziano dalla riflessione sulla Sicilia di inizio ‘900 alla letteratura, dall’arte alle abitudini di vita arrivando così, in un clima di strana familiarità, ad evocare l’immagine della sirena. Lighea. Zingaretti si sofferma in modo particolare sulla descrizione di tale creatura figlia della mitologia greca ed incastonata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa in un racconto dall’intrigante, ed a tratti inquietante, sapore conteso tra il vero ed il surreale. Come le sirene di Omero sono personificazione della seduzione tentatrice, anche Lighea viene dipinta come simbolo di un irresistibile desiderio erotico. È attorno a questa figura in bilico tra uomo e animale che si sviluppa una trama stratificata che vede miscelarsi il realistico incontro dei due protagonisti alla fantastica avventura amorosa di un giovane Rosario con la sirena. Una storia nella storia, una racconto di amicizia, di magnetica attrazione sensuale, di una promessa d’amore che attraversa gli anni. Spettacolo spoglio di ogni sfarzo, essenziale nei tratti scenografici, ricco, tuttavia, di significato e denso di emozioni. Un’ora di palpabile meraviglia, di puro gioco di contatti tra pubblico, attore, personaggi ed autore. Breve ma intenso.

SCAGLIA ELEONORA CL 3A LICEO ARTISTICO A. STRADIVARI - Il Ponchielli, nella sera di martedì 19 marzo, ha applaudito Luca Zingaretti, l’attore romano che tutti conoscono nel ruolo del “Commissario Montalbano”. L’artista ha portato in scena, “La sirena” monologo tratto dal racconto “Lighea” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e ne ha curato l’adattamento e la regia. Su un palco completamente spoglio e buio, si fa strada il suono inconfondibile e nostalgico di una fisarmonica che anticipa l’entrata in scena di Zingaretti e ci trasporta nella Torino del 1938. I protagonisti, due uomini entrambi siciliani, si incontrano per la prima volta in un caffè in via Po. Paolo Corbèra, palermitano, donnaiolo, laureato in giurisprudenza, lavora per il giornale “La Stampa”. Rosario La Ciura, settantacinquenne, illustre ellenista e orgoglioso di conoscere il greco antico, è un senatore in pensione. Tra riflessioni sagge e battute taglienti i due uomini entrano in confidenza trovandosi a parlare della loro terra: la Sicilia. Emerge così la nostalgia per il calore che quel luogo sa dare, i doni che sa offrire e i paesaggi che sanno stupire. Nonostante l’atteggiamento scontroso e graffiante del senatore nei confronti del giornalista, tra i due si instaura un rapporto di amicizia che spinge La Ciura a rivelare un ricordo intimo e allo stesso tempo lontano: l’incontro con una giovane sirena della quale il senatore rimarrà per sempre innamorato. Realtà o fantasia?? Possiamo solo dire che questi due elementi si mescolano mirabilmente senza mai entrare in conflitto. Luca Zingaretti ha saputo interpretare, in maniera impeccabile, i due personaggi dalle molteplici sfaccettature modulandone la voce, cambiandone il ritmo e il calore. I brevi intermezzi musicali scritti dal Maestro Germano Mezzochetti ed eseguiti da Fabio Ceccarelli hanno ritmato, come in un libro, il passaggio tra un capitolo e l’altro del racconto. Al termine del monologo il pubblico, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, si è lasciato andare in un caloroso e prolungato applauso. Zingaretti conclude la serata dedicando a tutte le donne presenti una tra le più importanti poesie di Eugenio Montale: “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”, poesia che secondo l’attore, ogni uomo dovrebbe dedicare alla propria donna.

STOIAN ANDREA – 4 GHISLERI - Nelle serate di martedì 19 e mercoledì 20 marzo, il Teatro “Ponchielli” ha proposto, per l’ottima stagione di prosa in via di conclusione, “La sirena” tratto dal racconto fantastico “Lighea” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo spettacolo dell’autore siciliano ha visto protagonista uno straordinario Luca Zingaretti. La vicenda, ambientata nel 1938 a Torino, narra di un incontro apparentemente casuale in un caffè tra due siciliani: Corbera giovane giornalista che si ritrova privo di orgoglio dopo essere stato abbandonato da due ragazze o tote, come vengono da lui nominate, quando avevano scoperto la sua duplice relazione. L’altro è il senatore La Ciura ex professore di letteratura greca. La lettura di Zingaretti segue due diversi piani narrativi: il primo narra l’incontro tra il giovane Corbera e il professore La Ciura, il secondo in cui si descrive un dettaglio della vita dell’anziano signore ossia l’amore fra quest’ultimo e la sirena Lighea, figlia di Calliope. La vicenda si conclude con la misteriosa morte dell’ex professore che, dopo aver lasciato la Sicilia, si getta dalla nave che lo sta portando in continente per tornare a Torino. Il suo corpo non sarà mai ritrovato. Zingaretti attraverso la sua intensa esperienza interpretativa riesce a personificare alla perfezione entrambi i personaggi del racconto con cambi di intonazione e caratterizzando al meglio i protagonisti. Terminato il racconto, l’attore romano ha regalato a tutte le signore presenti la bella lettura di “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” poesia eccelsa di Eugenio Montale. Il numeroso pubblico ha ringraziato con calorosi e ripetuti applausi la suggestiva drammaturgia di Zingaretti accompagnato in scena dal Maestro Fabio Ceccarelli che ha eseguito dal vivo le musiche composte da Germano Mazzocchetti.

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02 Aprile 2019