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Sabato 21 Settembre 2019

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Sorelle Materassi

Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Sorelle Materassi

CREMONA - Sorelle Materassi al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a domenica 3 febbraio.

BAIGUERA GAIA 1 LICEO SCIENTIFICO - Lunedì 14 e Martedì 15 gennaio , al Teatro A. Ponchielli è andato in scena lo spettacolo “Sorelle Materassi”. La storia parla di due sorelle cinquantenni, Teresa e Carolina Materassi (interpretate da Lucia Poli e Milena Vukovic), che come lavoro fanno le ricamatrici e che grazie ad una vita basata di rinunce, riescono ad ottenere una condizione di prestigio nella società fiorentina. Nella loro stessa casa abita anche la sorella minore Giselda ( Marilù Prati), ritornata con le sorelle dopo un divorzio con il marito. Quando arriva il nipote Remo (Gabriele Anagni) l’equilibrio in casa Materassi si sconvolge. Remo è un ragazzo giovane, spiritoso e pieno di vita, figlio di una loro quarta sorella morta ad Ancona. Il giovane approfitta dell’affetto e delle cure che le zie più anziane gli rivolgono per soddisfare i suoi capricci, come per esempio comprarsi un’automobile nuova. L’unica che riesce a rendersi conto della situazione è Giselda, che tenta in tutti i modi di farlo capire alle due sorelle, ma i suoi avvertimenti rimangono inascoltati. Per soddisfare le richieste del nipote, Teresa e Carolina, spendono tutto il loro denaro fino a che si indebitano a tal punto da dover vendere la loro casa e i terreni circostanti ereditati dal padre. Accanto alle sorelle, con fedeltà, resta la governatrice Niobe (Sandra Garuglieri), simbolo della saggezza delle campagne toscane, innamorata di Remo. A fine recita, il ragazzo si sposa con una ragazza (Roberta Lucca) proveniente dall’America, ed è proprio li dove si reca dopo il matrimonio, lasciando tristi e sole le zie. La regia è di Geppy Gleijeses, che nella sua personale interpretazione diminuisce il numero dei personaggi. I rumori di sottofondo come il chiasso tipico della campagna, il rumore dell’automobile di Remo e il cicaleccio riescono a trasportare lo spettatore all’interno della sceneggiatura, in un borgo di campagna. Lo spettacolo è molto coinvolgente, soprattutto perché è ben strutturato quanto recitato. La vicenda da seguire non è complessa, anche se, come ogni spettacolo, richiede un certo tipo di concentrazione.

BELLINI CARLA 1C LICEO SCIENTIFICO ASELLI L’inverno. Che stagione affascinante. L’aria punge e il vento trafigge la pelle; gli uccelli cantano raramente e i fiori non sbocciano e non dipingono i campi con i loro colori brillanti e vivaci; il sole emette una luce fioca e di tanto in tanto scalda il cuore. Assomiglia alla storia raccontata Lunedì 14 e Martedì 15 Gennaio al Teatro Ponchielli da Aldo Palazzeschi intitolata: SORELLE MATERASSI. Un racconto che narra le vicende di tre sorelle che vivono nella piccola borghesia della toscana. In una nobile casa, rappresentata da una semplice ma essenziale scenografia, è ambientata la vita che due delle sorelle, Teresa (Lucia Poli) e Carolina (Milena Vukovic), conducono lavorando faticosamente per riuscire a mantenersi. La terza sorella, Giselda (Marilù Prati), non si dimostra disposta ad aiutare all’interno della famiglia, forse perché trattata diversamente dal nipote Remo (Gabriele Anagni), che si dimostra affettuoso solo con le altre due sorelle, anche se in alcuni momenti non perde l’occasione per far vedere chi è che comanda all’interno della famiglia, trattandole come due bambine piccole che non sono in grado di prendere decisioni da sole. Caratteri particolari ravvivano la storia che in alcuni punti sembra come messa in sospeso, appesa ad un filo senza più sapere che direzione prendere. Il racconto appare lento e privo di fatti radicali che ti lasciano a bocca aperta. Ma nonostante questo il sorriso, in qualche modo, torna sempre grazie all’ironia delle due sorelle con caratteri davvero contrastanti, che si muovono con sicurezza nello spazio a disposizione e ti trasmettono le sensazioni provate da loro grazie allo straordinario modo di recitare e calarsi nel personaggio. E qui mi ricollego al paragone con l’inverno: affascinante come il loro talento; non mancano gli scontri che difendono due ideali diversi (l’aria e il vento); le risate ogni tanto e la mancanza di qualche momento di tensione che ti faccia venir voglia di andare avanti a guardare (i fiori e gli uccelli). Ma forse è il mio carattere e il mio modo di vedere il mondo che mi porta a dire queste cose, perché in fondo la recensione serve a questo. Io la vedo così e tu?

CERUTI ELISA 5 GHISLERI - Il 14 gennaio al Teatro Ponchielli si è aperto il sipario su uno spettacolo divertente e coinvolgente “Sorelle Materassi” adattata da Ugo Chiti e con la regia di Geppy Gleijeses. La trama incalzante narra la storia di tre sorelle della borghesia fiorentina: Teresa, Caterina e Giselda, interpretate rispettivamente da tre colonne portanti del teatro italiano: Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati. Con la presenza di questi grandi nomi lo spettacolo è stato acclamato fin da prima del suo inizio e portava con sé aspettative molto alte, che sono state pienamente soddisfatte da un pubblico accogliente. La vicenda inizia con un sogno particolare fatto dalle due sorelle Teresa e Caterina le quali si occupano della famiglia lavorando come sarte della città perciò non sono mai riuscite a trovare marito. In compenso, si prendono cura del nipote Remo (Gabriele Anagni), figlio di una quarta sorella ormai morta da tempo, e ospitano nella loro casa la sorella più giovane, Giselda, dall’animo ribelle. Il racconto è incentrato sulla personalità e sul dialogo delle due sorelle scapole che non avendo nessun uomo da amare, concentrano il loro affetto sul nipote, perdonando tutti i suoi errori e sostenendolo anche dopo aver sperperato tutto il patrimonio di famiglia duramente guadagnato. Un altro personaggio criptico ed estremamente importante è quello della fedele governante Niobe (Sandra Garuglieri), punto di riferimento per le Sorelle Materassi sebbene soggiogata da Remo, accetta e copre i suoi misfatti. L’opera finisce con un matrimonio mal visto e l’abbandono della casa da parte di Giselda; i temi toccati sono legati alle vicende famigliari e a come superare le difficoltà restando uniti, insomma, nonostante questo sia uno spettacolo datato porta al suo interno valori estremamente moderni che toccano anche i giovani d’oggi. Lo scenario è statico, composto da una stanza principale dove si svolge l’intero atto, la quale è collegate a due stanze secondarie che conducono alle quinte. Lo sfondo è l’unico elemento “mobile”: infatti cambiando di colore dà l’idea del passare del tempo. In conclusione trovo che gli attori e la scenografia siano stati un perfetto connubio per passare una serata piacevolmente diversa.

GIADA CESURA - 3 C LICEO SCIENTIFICO G. ASELLI - Complesso di adorazione eccessiva verso il nipote, così potrebbe essere riassunta la trama della pièce teatrale “Sorelle Materassi”. L’ambientazione negli anni 20 è ben resa dai costumi e dalla musica sottostante, sorprende l’eccessiva cura nei piccoli gesti compiuti dalle sorelle: per apparecchiare un tavolo sono stati impiegati più di un paio di minuti. Il regista avrà sicuramente pensato a questo momento come un escamotage ma ritengo che in uno spettacolo teatrale momenti del genere non debbano occupare la scena per un così elevato lasso di tempo. La trama, di per sé molto dinamica e ricca di colpi di scena, ha una resa non ottimale al Ponchielli e l’atmosfera tarda a scaldarsi tra il pubblico. Merita certamente una citazione Milena Vukotic, qui Carolina Materassi, da tutti ricordata per aver interpretato la consorte del celeberrimo Ragionier Fantozzi. Donna dal grande spirito, pur essendo co-protagonista pare trascinare lo spettacolo grazie alla sua bravura e recitazione impeccabile, nonostante la più che rispettabile età. Nel ruolo delle altre due sorelle Teresa e Giselda troviamo due brillanti Lucia Poli e Marilù Prati. Un amore familiare che risulta a tratti fin troppo “amore” e poco da zie. La sfacciataggine del nipote, interpretato da un Gabriele Anagni in splendida forma, si nota fin dalla comparsa sulla scena: le richieste di denaro non si fanno attendere e le zie non sanno negare alcuna pretesa. La vicenda si chiude con una famiglia ridotta in miseria e alla quale in contrapposizione viene posto Remo in procinto di prendere in moglie una ricca fanciulla americana. Alla chiusura del sipario sorge un interrogativo: si è trattato di una parodia della tipica società dell’epoca, lo scopo era quindi divertire e far riflettere o semplicemente allietare la serata ai Cremonesi? La risposta non è ben chiara. Insomma una partenza non eccellente che si conclude senza infamia né lode.

COMEL FEDERICO-3 LICEO SCIENTIFICO - Una tripletta vincente quella che ha dato vita alle sere del 14 e del 15 gennaio al Teatro Ponchielli, la rappresentazione del capolavoro di Palazzeschi “Sorelle Materassi”. Una frizzante rappresentazione di un estratto di vita alquanto moderno in uno scenario di quotidianità fiorentina degli inizi del ‘900. La vicenda racconta di tre sorelle, Teresa, Carolina e Giselda, interpretate in modo egregio rispettivamente da Lucia Poli, l'amatissima Pina della televisione Italiana, Milena Vukotic e da Marilù Prati, le quali attitudini vengono messe alla prova dall'arrivo di Remo, nipote delle tre donne e figlio di una quarta sorella ormai scomparsa: ragazzo vivace, di bell'aspetto e fannullone. Il giovane, loro beniamino, utilizzerà a suo vantaggio la situazione concedendosi sfizi e fasti a spese delle tre zie, che sembra non aspettino altro che accontentare il fanciullo. La storia procede con episodi rappresentanti litigi e incomprensioni tra le tre sorelle che presentano visioni diverse dei loro comportamenti nei confronti del nuovo arrivato. In particolare Giselda, la minore d'età tra le donne, sarà l'unica ad accorgersi dell'impossibilità di condurre una vita tanto pesante al solo servizio di Remo, rimanendo comunque non ascoltata dalle sorelle che sembrano totalmente stregate. La pièce è stata ben reinterpretata, grazie anche all’utilizzo di una scenografia molto minimalista riempita da un tavolo, attorno al quale si svolgevano la maggior parte degli eventi, e da uno sfondo rappresentato con un arco e un muro dal quale entravano ed uscivano buona parte dei personaggi. Un teatro “preso” per 90 minuti testimonia la bravura delle attrici, dello sceneggiatore, Ugo Chiti e della regista, Geppy Gleijeses, nel riproporre in chiave interpretativa personale l'opera. 

CONFORTINI ANNA - E’ andato in scena il 15 gennaio, al Teatro Ponchielli “Sorelle Materassi” dal testo di Aldo Palazzeschi e adattato da Ugo Chiti. La rappresentazione tratta di una vicenda collocata agli inizi del Novecento nella campagna toscana. Si vedono come protagoniste due nobili sorelle senza marito, accomunate dalla passione del cucito. Le donne vivono in compagnia della domestica Niobe (Sandra Garuglieri), personaggio sereno e fedele, e della sorella più giovane Giselda (Marilù Prati), delusa dalla vita ma con una punta di speranza e serenità. Nell’opera si intersecano la responsabilità di Teresa (Lucia Poli), la maggiore, e il carattere più istintivo di Caterina (Milena Vukovic), che si godono la vecchiaia in una tranquillità totale. La rottura dell’equilibrio è data dall’arrivo di Remo (Gabriele Anagni), nipote adorato e stimato delle zie, che con la bellezza e l’allegria attira tutte le attenzioni. Basta poco per sperperare tutti i risparmi di Teresa e Carolina a causa dei capricci e delle continue spese del prediletto. Egli, vista la situazione, scapperà in America per sposarsi e la sorte delle zie sarà segnata dall’abbandono sia del nipote sia della sorella Giselda. All’interno della trama, in particolar modo nel finale, ci sono diverse dinamiche interessanti. Emerge il tema dell’abbandono, prima da parte di Remo e poi dalla terza sorella. La causa dell’allontanamento dei personaggi ne evidenzia il carattere: nel caso del nipote rimarca il suo attaccamento ai soldi ed una ricerca della felicità legata al denaro, nel caso di Giselda, si nota la speranza e la voglia di cambiare che emergono dalla sua malinconia. Non fa la differenza il tema opposto: quello della fedeltà, rappresentato dalla domestica Niobe, che a causa delle travagliate vicende resta con le sue padrone. La rappresentazione è stata chiara, facilmente comprensibile; si nota un’alternanza tra una vena d’ironia, in alcune battute, e un senso di monotonia legata alla vita delle signore prima dell’arrivo di Remo. Con la presenza del nipote, sul palco si crea un clima di dinamicità, e un insieme di emozioni quali la confusione, la rabbia, la speranza e l’inconsapevolezza delle zie. Il regista è riuscito a pieno a rendere il quadro generale di una storia legata al secolo scorso, ma avente situazioni e temi appartenenti anche ai giorni nostri.

COPPIARDI PIETRO- 3 LICEO SCIENTIFICO - Il 14 e il 15 Gennaio è andato in scena al Ponchielli lo spettacolo Sorelle Materassi, adattamento teatrale di Ugo Chiti dall’omonimo romanzo di Palazzeschi con Milena Vukotic e Lucia Poli. La trama è piuttosto semplice: tre sorelle (le Materassi del titolo) vivono nei pressi di Firenze una vita tranquilla: due di loro, Teresa e Carolina, sono nubili e lavorando come ricamatrici si sono ritagliate un posto nella piccola borghesia fiorentina di inizio Novecento confezionando corredi per le persone altolocate. La terza sorella, Giselda, separata dal marito, è scontrosa e poco disponibile, forse perché ha capito che le sorelle stanno andando incontro alla rovina. Remo infatti, un nipote giovane, bello e pieno di vita, piomba in casa Materassi sconvolgendo la loro vita tranquilla e spendendo più di quanto le zie guadagnino. Esse accontentano ogni suo capriccio poiché accecate dalla passione quasi morbosa che nutrono per lui. Remo si approfitta di loro fino a spingerle a ipotecare i loro beni e rinunciare al prestigio tanto duramente guadagnato, per sposare infine per interesse un’ereditiera americana e partire per il nuovo mondo, compromettendo in via definitiva i rapporti familiari. La regia, affidata a Geppy Gleijeses, ha saputo rendere con brillante comicità tutti i passaggi della pièce senza scadere nel banale o nello scontato. Particolarmente controverso il rapporto che le sorelle hanno con il nipote: una via di mezzo tra un’attaccamento materno e un’attrazione erotica. Proprio in virtù di questo affetto sacrificheranno loro stesse, i loro beni e il loro rapporto, proprio questo affetto farà loro perdere una sorella lasciandole illuse davanti all’amara realtà, anche se non perderanno mai l’ammirazione per Remo. Le protagoniste sono elegantemente delineate nella loro psicologia e interpretate con grandissima classe. La cameriera Niobe, personaggio comico che nasconde un dramma passato risulta un gradito tocco di colore all’interno della vicenda. La scenografia è semplice e pulita: una stanza con pochi arredi classici permette allo spettatore di concentrarsi sull’interiorità dei personaggi, la vera protagonista della storia. L’intera rappresentazione risulta infatti un misto di comicità e amarezza, un insieme di contrasti in perfetta armonia tra loro. Lo spettacolo è più che una commedia un dramma dai toni lenti e delicati. Molti applausi hanno chiuso la serata.

DONNINI REBECCA 5^B LICEO SCIENTIFICO ASELLI - È andato in scena al Ponchielli, lunedì 14 e martedì 15 gennaio, l’adattamento teatrale, a cura di Ugo Chiti, dell’omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi, le “Sorelle Materassi”. In esso l’autore narra la storia di due donne, Teresa (Lucia Poli) e Carolina (Milena Vukotic), le sorelle Materassi, che dopo aver sacrificato tutta la loro vita a lavorare, cucendo biancheria, per ripagare i debiti del padre, subiscono il fascino del giovane nipote Remo (Gabriele Anagni), figlio di un’altra sorella, morta, la cui vita dissoluta le spinge a spendere tutti i soldi accumulati con la loro attività riportandole alla situazione di miseria iniziale. Indifferente agli effetti che la presenza di Remo provoca sulle zie e sulla fedele domestica Niobe è invece la terza sorella, Giselda (Marilù Prati), accolta in casa dopo un matrimonio fallito, ma il cui odio, reciproco, verso le sorelle più anziane impedisce loro di darle ascolto, anche dopo la loro completa rovina. La pièce è stata, nel complesso, molto fedele al testo originale, sebbene le esigenze del mezzo di comunicazione abbiano comportato l’utilizzo di alcuni espedienti per riassumere parti estese del libro. Tra questi, il sogno di Carolina, la minore delle due sorelle, con cui si apre la rappresentazione e tramite il quale, dialogando con il Papa, lei e Teresa informano gli spettatori riguardo la loro difficile giovinezza e la loro completa dedizione al lavoro, che le ha portate all’isolamento quasi totale dalla vita esterna e dai rapporti umani. Lo spettacolo è ambientato quasi totalmente nella grande stanza in cui le Materassi svolgono il loro lavoro; la scenografia è piuttosto semplice ma efficace, e si concentra sulla figura di Remo adulto e sul processo del declino economico delle sorelle già in corso, lasciando che siano le parole dei personaggi stessi a rievocare gli avvenimenti precedenti. Ben riuscita è la caratterizzazione delle due sorelle, mentre di Remo la rappresentazione teatrale non ha saputo rendere l’atteggiamento consapevole e allo stesso tempo indifferente riguardo l’influenza esercitata sulle zie. È invece più attivo rispetto al romanzo il personaggio di Giselda che, in mancanza di un narratore esterno, assume un atteggiamento di critica molto più esplicito nei confronti dell’ostinazione delle sorelle a voler difendere Remo nonostante tutto.

D’ORIO MARTA – LICEO ANGUISSOLA - Una rappresentazione di carattere tragicomico: “Sorelle Materassi": inscenata le sere di lunedì 14 e martedì 15 gennaio al teatro Ponchielli di Cremona. Tratta dall'omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi narra delle vicende di tre sorelle, due anziane zitelle e una reietta dal marito, le quali vite verranno sconvolte dall'arrivo del figlio della quarta sorella defunta, il quale approfittando dell'amore e dell'affetto delle zie, sperpererà tutto il loro patrimonio, lasciandole sole e in rovina. In scena coinvolgenti attori come un affascinante Gabriele Anagni nel ruolo del nipote Remo, Lucia Poli e Milena Vukotic che impersonano Teresa e Carolina, le due abbindolabili sorelle devote al lavoro e Marilù Prati (Giselda), acida sorella addetta alla contabilità della casa e Sara Garuglieri (Niobe) nei panni dell’energica e fedele domestica. La scenografia minima ed essenziale, perfetta per un contesto campagnolo è arricchita da un cambiamento di luci che delinea la successione delle giornate. Aggiuntivamente sullo sfondo è presente un’enorme finestra dalla quale si può intravedere l'ombra di un maestoso ciliegio. Un inizio particolare incuriosisce e attira immediatamente l'attenzione del pubblico: un gioco di ombre ci mostra la prima scena, non direttamente collegata al resto dello spettacolo. Una buona rappresentazione, dovuta all’ottima rilettura del romanzo da parte di Ugo Chiti per la regia di Geppy Gleijeses e alla complicità tra gli attori. Solamente peccato per la mancanza di relazione fra i vari atti, un lasso di tempo indefinito che confonde lo spettatore facendo perdere continuità al racconto. Nonostante ciò, il teatro colmo, gli innumerevoli momenti di applausi e l’espressione soddisfatta del pubblico alla conclusione dello spettacolo, hanno svelato il successo ottenuto.

FARINA MARCO – 1 LICEO ASELLI - Lo spettacolo “Sorelle Materassi” andato in scena Lunedì 14 al teatro Ponchielli è riuscito a soddisfare il pubblico che ha dimostrato il proprio entusiasmo con un lungo applauso al termine dello spettacolo. Le sorelle Carolina, Teresa e Giselda, interpretate rispettivamente da Milena Vukotic, Lucia Poli e Marilù Prati, sono dovute ripartire dopo una dura caduta finanziaria, iniziando a cucire. L’elemento che crea molto scompiglio nella famiglia è Remo (Gabriele Anagni), un bel ragazzo che sfrutta le due sorelle Teresa e Carolina per ottenere ciò che gli fa comodo. Sono numerosi ed inutili i litigi che avvengono tra le due sorelle e la più piccola che cerca in tutti modi di far aprire gli occhi alle due zitelle. Molto spesso queste liti sono placati dalla serva Niobe (Sandra Garuglieri). Remo annuncia il matrimonio con Peggy (Roberta Lucca), un’ereditiera americana non ben vista da Carolina e Teresa. Quest’ ultime cercano fino all’ultimo di rovinare il matrimonio, ma la storia si conclude con l’addio di Giselda e con Niobe e le due sorelle che guardano rammaricate le foto del bel Remo. La bravura degli attori è considerevole perché sono riusciti a rendere leggera una storia che avrebbe potuto appesantire molto e avrebbe potuto annoiare soprattutto il pubblico più giovane. In particolare il ruolo di Carolina e Teresa è stato interpretato in modo molto naturale anche nel momento in cui bisognava dimostrare una sorta di amore nei confronti di Remo. La sorella più giovane, che tra le tre era quella più irrompente, è stata interpretata discretamente, forse è mancata un po’ di naturalezza nel momento in cui si arrabbiava e litigava con le zitelle. A compensare questo però sia Remo che la serva sono stati ben eseguiti, utilizzando quell’ironia che è servita per non stancare lo spettatore. La bravura degli attori si è vista nel fatto che sono stati bravi a saper alternare momenti un po’ più malinconici, con scene caratterizzate da una comicità leggera, che comunque è stata molto gradita. L’elemento che forse è stato gradito di più molto probabilmente è che tutte le battute e il linguaggio usato era comprensibile da tutti, anche dai più giovani.

FERRARI MATILDE – 1 LICEO SCIENTIFICO - Il 14 e 15 gennaio, al Teatro A. Ponchielli, si è svolto lo spettacolo “Sorelle Materassi”. La rappresentazione è tratta dal romanzo omonimo di Aldo Palazzeschi. Racconta di tre sorelle (Teresa, Carolina e Giselda) accomunate da un passato costellato di sacrifici e sofferenze, ed un presente sereno e monotono, accompagnate in questo ultimo tratto dalla domestica Niobe. Con l’ingresso del nipote Remo in famiglia, figlio di una quarta sorella defunta, gli equilibri familiari diventano sempre più instabili a causa dei suoi continui debiti, approfittandosi della benevolenza delle zie. Nonostante Giselda tenti di mostrare alle sorelle la tragica realtà a cui stanno andando incontro, esse ignorano i pregiudizi della donna. Remo finirà per portare la famiglia sul lastrico, per poi fuggire con una ricca borghese americana. Teresa, Carolina e Niobe rimarranno da sole nella loro casa di Firenze, ormai spoglia di ricordi e di beni materiali, imparando così a vivere nell’umiltà da loro disprezzata. Lo spettacolo rispetta pienamente gli usi e costumi dell’epoca che permettono di contestualizzare al meglio la trama del romanzo. Il linguaggio superato e le espressioni oggi ormai inusuali possono sembrare apparentemente di difficile comprensione, ma se ci si lascia coinvolgere dallo spettacolo, sarà la storia in sé ad aiutarci in questa impresa apparentemente ardua. I temi affrontati sono prettamente attuali: la subordinazione delle donne che sfocia quasi in una forma di violenza, il decadimento sociale, la debolezza degli equilibri familiari e i vizi incontrollati dell’uomo, il quale si lascia sopraffare dalla tentazione. Le veterane dello spettacolo Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati interpretano in modo impeccabile il proprio personaggio, calandosi pienamente nella parte e caratterizzandosi per una recitazione tragicomica, che consente agli spettatori di divertirsi e, allo stesso tempo, affrontare con serietà le tematiche affrontate. Uno spettacolo sicuramente imperdibile per un pubblico adulto. Potrebbe risultare meno accattivante per i giovani, a causa di uno scarso dinamismo. Forse la trasposizione ai tempi odierni avrebbe reso questo spettacolo indimenticabile e unico nel suo genere.

GANDOLFO MATILDE – LICEO SCIENTIFICO - Lo spettacolo “Sorelle Materassi”, tratto dall’omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi, è ambientato all’inizio del ‘900 nella città di Firenze. Le prime a entrare in scena sono Carolina e Teresa (Milena Vukovic e Lucia Poli), due di quattro sorelle rimaste orfane sin dall’infanzia. Essendo entrambe nubili, vivono insieme e per mantenersi cuciono corredi e biancheria per le donne altolocate. Con loro abita anche Giselda (Marilù Prati), la più giovane delle Materassi, che, al contrario delle sorelle, è cinica e cosciente della realtà dei fatti, a causa dell’abbandono da parte del marito. Le tre, insieme alla domestica Niobe (Sandra Garuglieri), accolgono il nipote Remo (Gabriele Anagni), figlio della deceduta sorella. Il giovane si concede ogni genere di vizio spendendo i soldi delle zie che, ammaliate dal suo fascino e dai suoi falsi elogi, gli concedono qualsiasi cosa. La sorella minore è l’unica a comprendere la vera natura del nipote e tenta di disilludere le sorelle ma esse, forse per crogiolarsi nelle loro fantasie, forse perché la ritengono perfida, la ignorano. Remo finisce per indebitarsi e costringe, con una buona dose di ipocrisia, Carolina e Teresa a ipotecare la casa e i beni ereditatati, causando loro grande dolore. Giselda decide di andarsene definitivamente perché stufa del nipote parassita e desiderosa di intraprendere una nuova vita, finché l’età glielo permette. La scenografia è semplice, ma curata: sullo sfondo è proiettata l’immagine di un imponente albero che, a seconda delle emozioni provate dai personaggi, muta d’aspetto coinvolgendo maggiormente il pubblico. Una particolarità dello spettacolo sono gli affascinanti momenti di silenzio, dove i soli gesti bastano per rendere esplicita la natura del personaggi e le loro intenzioni. Nella rappresentazione vengono trattati argomenti tutt’ora delicati, tra cui l’abuso femminile e i problemi economici, sdrammatizzati con battute ironiche, che uniscono dramma e commedia. La contrapposizione tra la tradizione e tutto ciò che è nuovo e moderno, la libertà dei giovani e i rimpianti di chi non lo è più, la falsità e l’indifferenza degli approfittatori e gli ingenui appagati dalle bugie di essi; questi sono i temi che vengono trattati dal regista Ugo Chiti in questa rivisitazione di “Sorelle Materassi”.

GENNARI MATILDE – 1 LICEO SCIENTIFICO - Al Teatro Ponchielli, Lunedì 14 e Martedì 15 gennaio, è andato in scena “Sorelle Materassi”. La regia di questo capolavoro, tratto e adattato da Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi, è a cura di Geppy Gleijeses. La scena si svolge a casa delle tre sorelle: un’enorme e suggestiva finestra, oltre i cui vetri si staglia un’imponente ciliegio su uno sfondo che segna lo scorrere impetuoso del tempo, rende il tutto suggestivo. Ambientato nei primi anni del ventesimo secolo, a Firenze, narra la vicenda di Teresa, Carolina e Giselda (Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati), tre sorelle che vivono in solitudine assieme a Niobe (Sandra Garuglieri), la devota domestica. Due donne nubili, abili sarte e ricamatrici, Teresa e Carolina hanno passato la loro vita chine sul lavoro per ripagare i debiti lasciati dal padre, e hanno raggiunto una certa agiatezza economica. La quotidianità, anche finanziaria, sembra tranquilla, ma viene poi minata dal giovane Remo (Gabriele Anagni), loro nipote, accolto dalle zie dopo la morte della madre, e cresciuto tra baci e vizi. Con la sua vita oziosa e mondana, Remo non perderà l’occasione per sperperare il piccolo patrimonio delle zie, che spendono tutti i loro risparmi per accontentare le esigenze del nipote. Quest’ultimo si sposerà con Peggy (Roberta Lucca), una ragazza americana e molto ricca, pronto poi per lasciare in miseria le tre donne fuggendo. Giselda, l’unica ad aver capito i piani di Remo, abbandona la scena, ma Teresa e Carolina sono costrette a vendere la casa e i loro beni. Le attrici riescono a rappresentare perfettamente i caratteri delle protagoniste: gli sforzi, senza successo, di Teresa per non farsi imbambolare dalle moine del nipote e l’ingenua dolcezza di Carolina che non riesce a trattenere nei confronti di Remo, rendendo più divertente e comica la vicenda. Un’altra attrice che ha colpito molto il pubblico è Sandra Garuglieri, nei panni di Niobe, che è considerata “buffa” per i suoi modi di fare genuini e spontanei. Quest’opera è drammatica, ma allo stesso tempo comica. L’opera si conclude con un lungo applauso in merito alle capacità degli attori.

GNISCI ELISA 4 LICEO D. MANIN - Leggerezza, malinconia, ingenuità e nostalgia sono gli ingredienti principali dell’amore incondizionato. Proprio come quello di Teresa e Carolina, due delle tre sorelle protagoniste dell’opera “Sorelle Materassi”, messa in scena il 14 e 15 gennaio al Teatro Ponchielli. Lo spettacolo, coordinato dal regista Geppy Gleijeses, parla di tre sorelle, Teresa, Carolina e Giselda, che dopo la morte della quarta sorella, accolgono in casa loro Remo, l’amato nipotino ormai orfano. Le prime due sorelle non hanno mai preso marito, cuciono per l’alta borghesia tutto il giorno e viziano Remo concedendogli qualsiasi cosa. Giselda, invece, ingannata e delusa dal marito, vede il nipote per quello che è: un approfittatore che porterà la famiglia in rovina, proprio come suo nonno. Impossibile non menzionare Niobe, la fedele domestica, che ama la vita condotta insieme alle padrone nonostante abbia subito tante delusioni. Durante tutto lo spettacolo ci si immedesima nelle due povere “Zité” e “Zicà”, come le chiama l’amato nipotino, che sono accecate dall’affetto per l’unico uomo della loro vita, nonostante Remo esageri sempre di più. Gli perdonano ogni guaio, ogni debito che procura loro. Il ragazzo, dal canto suo, se ne approfitta senza curarsi delle persone che l’hanno cresciuto e che lo stanno mantenendo. Alla fine, nonostante l’ultimo grande dolore procurato da Remo, Teresa, Carolina e Niobe, rimaste ormai sole nella grande casa, non smettono di venerare quel ragazzo che ha rubato i loro cuori. Un’opera piena di pathos e di temi sempre attuali. La leggerezza di alcune scene è in forte contrasto con la tristezza di altre. Soprattutto verso il finale, diventano via via più malinconiche e cupe tanto da far commuovere la platea. Le divine Milena Vukotic (Carolina) e Lucia Poli (Teresa) riescono ad esprimere tutta la stanchezza e la tristezza che i loro personaggi provano anche solo facendo gesti semplici come togliersi dei guanti o il cappello. Meravigliosa anche Marilù Prati (Giselda) che comunica tutta l’amarezza e la disperazione nel vedere le sorelle che si rovinano per un uomo, proprio come ha fatto lei. L’amore, quindi, è il padrone di questo classico che riesce ad essere attuale anche dopo quarant’anni dalla sua stesura definitiva.

GREGORI ELENA – 1 LICEO SCIENTIFICO - "Sorelle Materassi" è uno spettacolo teatrale andato in scena al Teatro Amilcare Ponchielli la sera del giorno 14 Gennaio 2019. Regista di questo spettacolo è Geppi Gleijeses, mentre la storia è tratta dal romanzo originale di Aldo Palazzeschi e adattata da Ugo Chiti. Le sorelle Materassi sono interpretate da Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati. Remo, il nipote che rappresenta un personaggio secondario, è invece interpretato da Gabriele Anagni. La trama racconta la vita delle sorelle Materassi, che in seguito alla morte avvenuta ad Ancona di una di loro accolgono nella casa suo figlio Remo che scombussola la loro vita e i loro ritmi quotidiani. Inoltre egli approfittando dell'affetto e delle cure delle zie spende più di quello che loro guadagnano facendo le ricamatrici, ma a quanto pare l'unica a rendersi conto di questo suo modo di fare è Giselda, la sorella minore. All'apertura del sipario si presenta davanti agli spettatori un tulle bianco su cui vengono proiettate le ombre di Carolina e Teresa intente a parlare al papa per chiedere la benedizione dei propri defunti. Nella maggior parte del tempo rimanente la scena presenta una sala della casa delle sorelle da cui, attraverso delle porte laterali, si accede ad altre stanze mentre dal fondale aperto si raggiunge il giardino.  Le vicende si svolgono soprattutto al centro della scena, dove è posizionato il grande tavolo di lavoro di Carolina e Teresa e proprio per questo penso che lo spazio potesse essere utilizzato in modo migliore. Nei dialoghi è emerso anche un pizzico di ironia che ha fatto divertire il pubblico, sia adulto che giovane e lo spettacolo ha sempre mantenuto il suo ritmo e la sua intensità facendo in modo che gli spettatori non dovessero mantenere un livello molto elevato di attenzione.

ILENIA IACCARINO 1 LICEO SCIENTIFICO - Il romanzo le “Sorelle Materassi”, scritto da Aldo Palazzeschi, uno scrittore e poeta, nato a Firenze da una famiglia di media borghesia e morto a Roma, la passione per la recitazione e il teatro la si nota fin da giovane, nel 1906 debutta con la compagnia di Virgilio Talli. L’opera è stata pubblicata nel 1934: la trama vede come protagoniste le tre sorelle: Carolina (Milena Vukovic), Teresa (Lucia Poli) e la sorella minore Giselda Materassi (Marilù Prati) con cui non hanno mai avuto un rapporto pacifico, convivono insieme alla loro fidata e anziana serva Niobe (Sandra Garuglieri). Ci troviamo in Toscana e le due sorelle sono ormai cinquantenni, trascorrono la loro vita a ricamare abiti per le signore fiorentine, ma in particolare a recuperare denaro, riuscendo perfino a riottenere i beni che il padre aveva consumato. Giselda vive con loro dopo una grande delusione d’amore, così ora non ha più fiducia nel genere maschile, disprezza, infatti, anche il nipote, Remo (Gabriele Anagni), il figlio della quarta sorella, Augusta, purtroppo morta insieme al marito. Remo, con i suoi modi gentili e raffinati conquista l’amore delle due sorelle Caterina e Teresa, quando accolgono in casa il ragazzo sono al settimo cielo, tanto è vero che desideravano molto un figlio e in lui vedono proprio questo, ma una volta adulto, disgraziatamente, non conserva questi tratti dolci del suo carattere, al contrario diventa arrogante e irrispettoso nei confronti delle due zie che chiama addirittura “scimmie ammaestrate”, oltre a disperdere tutti i denari che le due hanno accumulato con fatica. Remo si sposa con una ragazza americana, le sorelle non hanno più nulla: la casa e i loro averi sono stati venduti. Dopo tutto quello che il nipote, irresponsabile, fa nei confronti delle zie, esse continuano ad avere una spiccata predilezione verso Remo, conservando diverse sue foto. Lo spettacolo rappresentato al Teatro Ponchielli il 14 e 15 gennaio, riesce ad attirare l’attenzione di tutto il pubblico con il suo tocco di ironia. Le due sorelle divertono con modi spiritosi e piacevoli di interpretare i personaggi.

MANINI ELENA – 1 LICEO SCIENTIFICO - Luci, ombre e un’atmosfera di anni passati… è questa la situazione in cui ci si trova non appena comincia lo spettacolo teatrale “Sorelle Materassi” al Teatro A. Ponchielli messo in scena il 14 e 15 gennaio: una rappresentazione tratta dall'omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi con adattamento di Ugo Chiti e regia Geppy Gleijeses. Due sorelle, Teresa e Carolina Materassi (Lucia Poli e Milena Vukovic), insuperabili nel ricamare la biancheria per l'aristocrazia fiorentina, decidono di prendersi cura del nipote Remo (Gabriele Agagni) rimasto orfano, il quale non pensa ad altro che allo sfarzo di una bella vita e sembra non accorgersi dei sacrifici delle due zie. L'unica che sembra essersi veramente resa conto dell'indole di approfittatore del nipote è proprio la terza sorella, Giselda (Marilù Prati), ripudiata dal marito, la quale viene considerata negativamente a causa dei suoi tentativi di smascherare la vera personalità del ragazzo. Con una scenografia che pare appena uscita da una cartolina trovata nei vecchi cassetti della casa di una zia e attori dal grande talento, lo spettacolo è un ottimo intrattenimento per passare una serata in leggerezza e in compagnia. Del resto, la trama non richiede una particolare attenzione per essere compresa e il semplice contesto dell'inguaribile amore di due zie nei confronti di un nipote difficile e quasi “manipolatore” che abbraccia tutto lo spettacolo è reso piacevole e a tratti quasi divertente dagli straordinari attori che si muovono con grande naturalezza sul palco dando l'impressione di assistere non a uno spettacolo teatrale ma a normali situazioni casalinghe. Insomma, super consigliato lo spettacolo “Sorelle Materassi”, perfetta miscela tra drammatico e comico, proprio come afferma la regista nelle note di sala, e adatto a tutte le età: sia ai più giovani, come semplice rappresentazione di una storia reale, che ai più grandi, traendo riflessioni e analogie da uno spettacolo apparentemente superficiale.

MARIANI MIRIAM - La sera del 15 gennaio al Teatro Ponchielli è andato in scena dal romanzo di Aldo Palazzeschi “Sorelle Materassi”, adattato da Ugo Chiti. La storia narra di tre sorelle, Teresa, Carolina e Giselda, interpretate rispettivamente da Lucia Poli, Milena Vukovic e Marilù Prati, che vivono una vita tranquilla e isolata; le prime due sono nubili, abili sarte e ricamatrici; la terza sorella è delusa dalla vita e si contraddistingue dalle altre proprio grazie al suo atteggiamento scorbutico. La fedele domestica Niobe (Sandra Garuglieri) porta all’interno della casa un’ondata di ottimismo e serenità. Tutto all’interno della piccola famiglia è tranquillo fino a quando, a rompere la pace, subentra Remo (Gabriele Agagni), il nipote bello, spiritoso e scapestrato che anima la casa e cattura il cuore delle due zie nubili. Remo si rende conto di essere benaccetto e approfitta immediatamente della situazione riuscendo ad ottenere ogni soddisfazione a tutti i suoi capricci e desideri, fino ad arrivare a spendere più di quanto le zie guadagnano. Giselda è l’unica tra le sorelle a rendersi conto della situazione, ma tutte le sue lamentele restano ignorate; pian piano tutti i risparmi di una vita terminano e le sorelle Materassi si ritrovano con debiti ovunque. Remo, successivamente, lascia la casa delle zie e si fidanza con una ricca ragazza americana, torna in terra fiorentina per il matrimonio, dove svela alle ingenue zie che si sposa solo per interesse. Le zie mostrano una forte gelosia nei confronti del nipote e partecipano alle nozze con freddezza e rigidità, ma sono confortate all’idea di un ritorno del ragazzo. Dopo il matrimonio Remo parte e non torna più. Giselda era l’unica che aveva capito sin dall’inizio le intenzioni del nipote e rimane con le sorelle per carità, Teresa e Carolina sconfortate proseguono la loro vita nel ricordo di Remo nonostante il male che egli ha svolto nei loro confronti. Le prime battute del romanzo sono state scambiate con gli attori in ombra coperti da un telo bianco, quasi immobili, compivano pochi passi; dopodiché lo scenario si è aperto e gli attori erano dinamici e coinvolgenti. Le attrici interpretanti le sorelle sono state spettacolari, hanno saputo immedesimarsi e catturare l’attenzione dell’intero pubblico guadagnandosi numerosi applausi anche durante le battute.

MEOLA RAFFAELE – 3 GHISLERI Lunedì 14 gennaio e martedì 15 gennaio al Teatro Ponchielli è andato in scena lo spettacolo “Sorelle Materassi”. Un adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi con l’acuta regia di Geppy Gleijeses, l’efficace scenografia di Roberto Crea che con le luci di Luigi Ascione e le garbate musiche di Mario Incudine hanno reso la pièce veramente piacevole e gradita al numeroso pubblico presente. In scena due autentiche primedonne nel Teatro italiano. Milena Vukotic e Lucia Poli hanno guidato con la loro straordinaria interpretazione una compagnia di attori di ottimo livello tra cui emergono Marilù Prati, Sandra Garuglieri e i giovani Gabriele Anagni, Roberta Lucca, Luca Mandarini. Le tre sorelle Carolina, Teresa e Giselda Materassi con la fidata serva Niobe vivono a Converciano sobborgo di Firenze nei primi anni del Novecento. Teresa e Carolina sono due donne nubili, abilissime sarte e ricamatrici che vivono cucendo biancheria intima di lusso e abiti da sposa, Giselda invece è la sorella più giovane accolta dalle altre due poiché lasciata dal marito. L’abbandono da parte del consorte ha reso quest’ultima piena di risentimento e rancore. Le tre sorelle Materassi vivono tutte insieme con la simpatica, ottimista e saggia presenza della fedele Niobe che tranquillamente invecchia insieme alle sue padrone. Nella casa regnano serenità e tranquillità fino all’arrivo dell’affascinante nipote Remo, nato da una quarta sorella morta ad Ancona. Remo è un ventiduenne pieno di vita, spiritoso e al centro dell’attenzione costante delle tre donne, che assecondano ogni suo desiderio e capriccio. Giselda tuttavia si accorge che il giovane spende molto più di quanto esse guadagnino e cerca in tutti i modi di aprire gli occhi sulla reale situazione a Carolina e Teresa che sono completamente soggiogate e perse nei sorrisi languidi del furbo nipote. Talmente perse che accusano Giselda di essere sospettosa nei confronti di Remo in quanto diffidente e repressa verso la vita. Remo conosce Peggy e dopo averla sposata parte con la giovane per gli Stati Uniti. Le zie abbandonate dal nipote passano le giornate a rimirare con Niobe le sue fotografie in un nostalgico e ingenuo rimpianto. Spettacolo magnifico e divertente reso tale dalla maestria degli ottimi interpreti a cui il pubblico cremonese ha tributato applausi e consenso.

OHAZURUIKE ESTHER – 1 LICEO SCIENTIFICO ASELLI
Adattamento di Ugo Chiti del romanzo di Aldo Palazzeschi
Regia di Geppy Gleijeses
Scene di Roberto Crea luci Luigi Ascione
Costumi di Accademia del Costume e della Moda
Diretta da Andrea Viotti
Musiche di Mario Incudine
La storia, andata in scena al Teatro Ponchielli il 14 e 15 gennaio, racconta la vita di tre sorelle benestanti e di alto ceto sociale: Teresa, Carolina e Giselda interpretate da Milena Vukotic, Lucia Poli e Marilù Prati. Teresa e Carolina, due donne zitelle e di mezza età, si occupano del lavoro manuale del ricamo. Successivamente si aggiungerà anche la sorella più giovane, Giselda, che dopo esser stata accolta dalle sorelle, data la sua separazione dal marito, si occuperà della gestione delle entrate. L’equilibrio famigliare si sgretolerà all’arrivo di Remo, il nipote delle sorelle, che riuscirà a conquistare il cuore delle due più anziane, per potersene poi approfittare e soddisfare tutti i suoi voleri, spendendo molto del dovuto…. Onestamente ho trovato ottima la recitazione. Quasi era impercettibile che tutto ciò che avveniva sul palcoscenico era sola finzione. Ottimi anche i costumi, i quali presentavano alla perfezione il periodo in cui si svolgevano le azioni, stessa cosa per la scenografia. Insomma, un buon prodotto teatrale, dove la professionalità e la bravura di ognuno si presenta in ogni scena, partendo dai cambiamenti di luce che manifestano i diversi periodi temporali, arrivando a ogni singola emozione che gli attori riuscivano a trasmettere, quasi come fossi tu, spettatore, il protagonista della storia. La trama, però, non mi ha particolarmente colpito, mi sembrava quasi come un’altra infarinatura delle “tipiche” storie che ci si sentono raccontare spesso, dove tutto è quasi prevedibile, senza particolari momenti dinamici o in cui ti lasciano con il fiato sospeso. Infatti sono stata più avvolta dalla recitazione che dal racconto in sè. Spesso mi sono trovata a distogliere l’attenzione dalla storia, a distrarmi, e tutto ciò era dovuta alla trama. Consiglierei maggiormente questo spettacolo a chi è amante del “classico”, di storie non troppo moderne o innovative; a chi preferisce maggiormente godersi il passato rispetto al presente o al futuro. A chi, invece, preferisce storie più dinamiche, ricche di suspance o di momenti di spannung alternati a momenti di rottura della vicenda, sconsiglio questo spettacolo.

ORSI ILARIA - IV LICEO LINGUISTICO BEATA VERGINE - Coverciano, Firenze, inizio '900, qualche sedia, un tavolo e stoffe preziose da ricamare: questa la semplice scenografia che ha fatto da sfondo al brillante e coinvolgente spettacolo “Sorelle Materassi”, andato in scena lunedì 14 gennaio alle 20.30 al Teatro Ponchielli. Tratta dall’omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi, riadattata da Ugo Chiti e diretta da Geppy Gleijeses, la pièce narra la vicenda di tre sorelle: le nubili Teresa e Carolina, magistralmente interpretate da Lucia Poli e Milena Vukotic, sono due abili ricamatrici, dedite al lavoro; Giselda, delusa e sopraffatta dal dolore, vive con loro dopo il fallimento del matrimonio. Al pittoresco quadretto familiare si aggiunge la fedele domestica Niobe, impersonata da Sandra Garuglieri, la cui saggezza e il cui modo di fare affabile e disinvolto conquistano sin dall’inizio dello spettacolo la simpatia e l’affetto del pubblico. A sperperare i guadagni meritati con tanto sacrificio dalle zie è Remo, figlio della quarta sorella morta ad Ancona, il cui arrivo sconvolge la tranquilla vita di campagna delle sorelle Materassi: seducente ed affascinante, amante della bella vita, si fa benvolere dalle zie, pronte ad esaudire ogni sua richiesta. I costumi e il trucco della Firenze del ‘900, la recitazione brillante, accompagnata dal linguaggio toscano che sempre affascina, hanno convinto e messo d’accordo giovani e adulti, che per 90 minuti, trasportati dalla carica energica dei personaggi, si sono sentiti parte della scena. Ecco che, tra i battibecchi delle zie, le spese “folli” di Remo, le prelibatezze cucinate con amore da Niobe e le realiste ma inascoltate osservazioni di Giselda sull’atteggiamento del nipote, lo spettacolo continua tra gli applausi e i sorrisi del pubblico: è una storia che, facendo riflettere sui segreti della vita e sulle debolezze e fragilità umane che cedono a una travolgente passione d’amore, si rivela essere molto attuale. Una buona dose di ironia, infine, stempera quel senso di malinconia e solitudine che fa da sfondo alle vicende, rendendo l’opera gradevole. “Sorelle Materassi” è, dunque, uno spettacolo piacevole, adatto a tutti, da gustare in compagnia e “che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.

PENATI SABRINA - 3ART GHISLERI-BELTRAMI - Lunedì 14 gennaio al Teatro Ponchielli di Cremona è andato in scena Sorelle Materassi. Lo spettacolo, un adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi, è iniziato alle 20.30 ed è durato 90 minuti. Grazie alla regia di Geppy Gleijeses, alle scene di Roberto Crea, alle splendide luci di Luigi Ascione, ai realistici costumi dell’Accademia del Costume e della Moda diretta da Andrea Viotti e alle toccanti musiche di Mario Incudine è stato possibile assistere a quello spettacolo. In quei 90 minuti sul palcoscenico veniva rappresentata un pezzo di vita delle tre sorelle Materassi. Teresa è interpretata da Lucia Poli ed è la seconda sorella dopo la primogenita ormai defunta. Teresa è una grande lavoratrice, un’abile sarta in terra fiorentina, e si può dire lo stesso dell’altra sorella, Carolina, interpretata da Milena Vukotic. La terza sorella, nonché quella più giovane, è stata accolta da loro dopo essere stata lasciata dal marito. Giselda, interpretata da Marilù Prati, è un concentrato di amarezza, acidità e ironia. Queste tre sorelle vivono in una casa vicino Firenze con la domestica e amica di famiglia Niobe, interpretata da Sandra Garuglieri. Niobe è una donna vivace e molto in confidenza con Remo e i suoi amici. Teresa e Carolina vivono per pagare i debiti accumulati dal nipote Remo, figlio della sorella defunta. Remo è un giovane di 22 anni pieno di vita, di voglia di divertirsi e senza conoscere rischi o freni. Forse è per questo che pretende sempre di più fino a riempire di debiti le povere zie. Le quali sono talmente affascinate dal suo carisma e sono completamente accecate dal bene che gli vogliono, che lo perdonano sempre qualsiasi cosa lui faccia. Al contrario, Giselda, cerca di far capire alle due sorelle e a Niobe a che gioco sta giocando Remo. Ma senza successo. Il tempo passa e Remo sposa una giovane americana, Peggy, interpretata da Roberta Lucca. E così Peggy e Remo vanno a vivere la loro vita, senza zie e senza Niobe. Consiglio fortemente la visione di questo spettacolo a tutti perché in qualche modo riesce a far capire l’importanza della famiglia e che certe volte forse dovremmo essere più buoni e gentili. Non posso aggiungere nient’altro se non il mio invito a teatro.

PIETRALUNGA CAMILLA - Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati hanno messo in scena il 14 e 15 gennaio al Teatro “Ponchielli” lo spettacolo “Sorelle Materassi” tratto dall’omonimo romanzo del 1934 di Aldo Palazzeschi. Le famose attrici interpretano rispettivamente le sorelle Teresa, Carolina e Giselda. Le prime due sono definite “vecchie zitelle” dalla terza sorella accolta da loro dopo l’abbandono del marito. Teresa e Carolina racimolano un po’ di denaro ricamando corredi da sposa per la clientela fiorentina di primo Novecento. Le due sorelle hanno vissuto di rinunce nel culto ossessivo del loro lavoro a cui hanno sacrificato soddisfazioni e amori. Giselda ha un’indole diversa e si occupa di gestire le entrate di casa Materassi. I rapporti tra loro non sono idilliaci ma la saggezza e l’ottimismo della fedele serva Niobe affievolisce la tensione fra le sorelle. A spezzare la routine quotidiana arriva Remo, il nipote giovane e sfacciatamente pieno di vita che viene trattato dalle zie Teresa e Carolina come il figlio che non hanno mai avuto, accontentandolo in tutti i suoi capricci, sperperando in questo modo il patrimonio di casa. Teresa e Carolina sono infatti costrette a vendere tutti gli averi a causa delle somme spese per soddisfare il caro e furbo nipote. Remo lascia la casa delle zie e si fidanza con Peggy, una ricca ereditiera americana. Il ragazzo annuncia il grande evento alle donne rivelando tuttavia che il matrimonio è per puro interesse economico. Le zie partecipano riluttanti e gelose all’evento che vede poi la partenza definitiva dei due sposi. Teresa e Carolina povere e abbandonate sono costrette a cucire semplice biancheria per le donne di paese. Non è sparita però la loro venerazione per Remo, di cui custodiscono gelosamente una fotografia. Tra ironia e dramma, le impeccabili interpretazioni di Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati, Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini e Roberta Lucca hanno emozionato il numeroso pubblico presente con la bella regia di Geppy Glesijeses, la scenografia di Roberto Crea, le toccanti e gioiose musiche di Mario Incudine e i costumi di Accademia del Costume e della Moda diretta da Andrea Viotti.

PIRVU ROBERTA MICHELA – 3 ANGUISSOLA - La sera del 15 Gennaio 2019 il teatro Ponchielli di Cremona si trasforma nel sobborgo di Firenze Coverciano dove, nei primi secoli del XX secolo, vivono tre donne: Teresa (Lucia Poli), Carolina ( Milrna Vukotic) e Giselda (Marilù Prati), le quali sono sorelle. Le prime due sono donne nubili, la terza è stata accolta da loro dopo essere stata respinta dal marito, tutte e tre però vivono accecate da un amore senile per il nipote Remo (Gabriele Anagni), giovane fannullone chele porterà sul lastrico per poi abbandonarle. Lo spettacolo è un adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi e la regia è di Geppy Gleijeses. La rappresentazione ha avuto luogo dalle 20.30 per una durata complessiva di 90 minuti. Le sorelle Materassi sono abilissime ricamatrici cinquantenni, che grazie ai loro corredi, alla loro biancheria di lusso e una vita di rinunce, sono riuscite ad acquisire una posizione di prestigio presso la buona società fiorentina. La terza delle sorelle, ovvero Giselda, si lascia isolare e tormentare dai risentimenti. Il loro equilibrio viene interrotto da Remo, il figlio della quarta sorella morta ad Ancona, un giovane bello, pieno di vita e simpatia che approfitta delle zie rendendosi conto di essere l’oggetto di una predilezione, la quale verrà usata da esso per soddisfare 1 suoi capricci, sperperando più denarodi quanto le zie riescano a guadagnare. Giselda però è l'unica ad aver avvertito le sorelle, pur non essendo presa in considerazione da nessuno. La scenografia è composta principalmente da una stanza, dentro la quale si sono svolte tutte le vicende, che, insieme ai costumi, ricreavano alla perfezione lo stile dominante all'epoca dell'ambientazione. Altri fattori che hanno contribuito all'ambientazione sono stati ad esempio: la luce, fioca ed incentrata sugli attori, la musica, quasi impercepibile. Generalmente 1 costumi non variavano significativamente, eccetto durante 1 momenti più giocondi. Gli attori hanno curato molto le battute, la voce e il modo in cui non lasciavano trasparire alcuna emozione fuorché quelle dei personaggi. Attraverso tutte queste peculiarità 11 pubblico è stato particolarmente attratto e divertito dal momenti di svago e di canto alternati appunto a quelli più profondi e compunti. A mio parere è stata una rappresentazione molto riuscita anche per quanto riguarda il messaggio che l'autore ha voluto trasmettere al pubblico anche attraverso l'intento di far riflettere ma allo stesso tempo diverti. Ne consiglierei vivamente la visione.

ROSSETTI ALICE – LICEO SCIENTIFICO - Nel 2019 ci sono ancora persone capaci di commuoversi per l'arte? Soprattutto siamo ancora disposti a lasciarci in balia di questa? Martedì 15 gennaio è andato in scena al Teatro Ponchielli “Sorelle Materassi” con la regia di Geppy Gleijeses e tratto dal romanzo di Aldo Palazzeschi con adattamento di Ugo Chiti. Con la partecipazione di Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati nei panni delle sorelle Teresa, Carolina e Giselda. Questo spettacolo racconta la storia delle tre donne fiorentine che, in seguito alla morte della quarta sorella, si trovano a badare al figlio di questa, Remo. La trama si articola in colpi di scena con alternanza di momenti drammatici e comici. Grazie al personaggio della domestica Niobe viene introdotta anche la speranza e l'ottimismo nell'opera, la quale è nettamente in contrasto con il tormento di Giselda. L'interpretazione è di alto livello, come d'aspettativa. Capace di abbattere le porte del tempo e di coinvolgere lo spettatore in un vortice di emozioni. Agevolato dalla scenografia semplice ed efficace, tre mura e la quarta parete virtuale, dal diligente lavoro dei tecnici e dai minuziosi particolari dei vestiti. Lo spettacolo è stato capace di lanciare spunti di riflessione per la modernità della messa in scena. La recitazione degli attori è minuziosa e nessuna mimica facciale viene lasciata al caso. L’aspetto meno positivo è forse la storia quasi tragica, pesante in alcune situazioni. D'altrocanto gli attori sono riusciti a coinvolgere gli spettatori e a tenerli sulle spine fino alla chiusura del sipario. Questa rappresentazione vale la pena di essere vista, anche solo per la curiosità di assistere alla trasposizione scenica di un testo classico. È ancora possibile emozionarsi per il teatro? La risposta a questa mia domanda l'ho trovata nell'incontro con gli attori. Dopo averli aspettati fuori dai camerini ed essermi complimentata ho aspettato Milena. Nel suo abbraccio ho capito la risposta: il teatro ha ancora molto da dare a chi accetta la sfida di guardarsi e guardare in faccia.

ROSSI NICOLO’-1 C LIC LICEO ASELLI CREMONA - La sera del 14 gennaio è andata in scena al Teatro Ponchielli nell’ambito della stagione di Prosa “Le sorelle Materassi” nell’adattamento di Ugo Chiti tratto dall’omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi con la regia di Geppy Gleijeses. La storia ambientata nei primi anni del Novecento in un sobborgo vicino a Firenze, narra le vicende di tre sorelle – Teresa, Carolina e Giselda – le prime due, nubili e abili sarte, dedite per la maggior parte della loro esistenza alla produzione di corredi da sposa e biancheria di lusso per l’aristocrazia fiorentina mentre la terza, donna resa acida e incattivita a causa di un matrimonio fallito tendente all’isolamento e alla repulsione verso gli uomini. L’arrivo di Remo, giovane, vitale e inaffidabile nipote – figlio di una quarta sorella morta – finisce per spezzare la loro routine quotidiana. Sapendo di essere oggetto di venerazione esclusiva da parte di Teresa e Carolina, lo scaltro ragazzo ne approfitta al punto di veder soddisfatti tutti i suoi capricci finendo per dilapidare i risparmi di una vita fatta di sacrifici delle due zie e successivamente ad indebitarle e ad ipotecare casa e terreno ereditati dal padre, nonostante gli avvertimenti rimasti inascoltati di Giselda, l’unica delle sorelle ad aver capito la situazione. Remo rappresenta per Teresa e Carolina un lampo di botta di vita nel grigiore della loro esistenza al punto da renderle infatuate come giovani amanti per lo sposo promesso. Con un tale trasporto da perdonargli ogni comportamento, sopportando addirittura prima il suo girovagare per l’Italia ed il successivo matrimonio. La scena finale delle due sorelle – abbandonate anche da Giselda – intente a sfogliare l’album dei ricordi è il naturale epilogo: anche il solo rievocare i momenti passati con Remo le fa stare bene e le rasserena. Prima di riprendere la loro monotona quotidiana esistenza. Magistrali le interpretazioni di Lucia Poli nei panni di Teresa, Milena Vukotic in quelli di Carolina e Marilù Prati in quelli di Giselda, le prime due - che hanno superato entrambe le 75 primavere – ma sempre capaci di emozionare e di emozionarsi. Sapiente la regia di Geppy Gleijeses per questa opera che ad oggi superato le 200 repliche.

RUSSO SILVIA ANDREA – 3 LICEO CLASSICO MANIN - Teatro Ponchielli gremito, il 14 e il 15 Gennaio, per Sorelle Materassi, adattamento teatrale dell’omonimo e celeberrimo romanzo di Aldo Palazzeschi. Dirette da Geppy Gleijeses, delle formidabili Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati vestono i panni di Teresa, Carolina e Giselda, tre sorelle zitelle alle prese con un turbolento ma affascinante nipote. È una storia che si consuma per la maggior parte tra le mura di una vecchia casa nel sobborgo di una Firenze agli inizi del XX secolo, casa le cui pareti hanno il segno di un monotono scorrere del tempo. Tra litigi, cumuli di debiti ed estrema dipendenza dallo sfrontato Remo, la vita delle povere zie scorre in un continuo ammaliante gioco di incontri tra la velata malinconia di un solitario procedere dell’età e l’irresistibile e, talvolta, cieco amore per un nipote “succhia-soldi”. Ad accompagnare le tre zitelle, lungo la lenta strada della vecchiaia, è la domestica Niobe (Sandra Garuglieri), personaggio, talvolta troppo rasente la caricatura, ma portatrice di un popolaresco ottimismo. Quella raccontata ne Sorelle Materassi è la storia di una passione cieca che riesce ad ammutolire la presa di coscienza che, in cambio di un amore totale, si stanno ricevendo soltanto delusioni e poco affetto. È forse un ardore che cela il rimpianto di una giovinezza perduta, in una vita che passa, incurante di tutto. Emblematica è la scena del matrimonio di Remo, durante il quale Teresa e Carolina si presentano a loro volta vestite da sposa, sfoggiando con visibile rammarico un candore nunziale che, come un ossimoro, racchiude l’amaro per l’abbandono del caro nipote, la cui sfacciata vitalità era valsa da appiglio ad un ritorno ad una vivacità passata. Lodevole Gabriele Anagni (Remo) e apprezzatissima la coppia Poli-Vukotic, che ha lasciato trasparire una perfetta sintonia e grande veridicità interpretativa. Non sempre in perfetta armonia con le altre due sorelle, è parsa, invece, la Griselda impersonata da Marilù Prati, in certi momenti poco credibile e dissonante, se posta in relazione alla composta comicità delle colleghe. Un capolavoro teatrale, Le Sorelle Materassi, piacevole, fresco e sempre attuale, un invito, in veste comica, a riconoscere in ognuno le proprie “zie”: la nostra capacità di amare anche se non ricambiati.

SCANACAPRA ELISA – 1 LICEO SCIENTIFICO - SERATA DI PROSA AL TEATRO PONCHIELLI LUNEDÍ 14 GENNAIO 2019 ALLE ORE 20:30. IN SCENA LO SPETTACOLO “SORELLE MATERASSI” DELLA REGISTA GEPPY GLEIJESES, TRATTO DAL ROMANZO DI ALDO PALAZZESCHI E ADATTATO DA UGO CHITI. L’OPERA AMBIENTATA NEI PRIMI ANNI DEL XX SECOLO NARRA LA VICENDA DI TRE SORELLE (TERESA, CAROLINA E GISELDA) CHE VIVONO UNA VITA APPARENTEMENTE TRANQUILLA IN UN PICCOLO SOBBORGO DI FIRENZE. TERESA E CAROLINA SONO NUBILI MENTRE GISELDA RESPINTA DAL MARITO È TORNATA A VIVERE CON LORO. LE PRIME DUE SONO SARTE E RICAMATRICI E FANNO CON QUESTO LAVORO CORREDI DA SPOSA E ABBIGLIAMENTO PER RICCHI BORGHESI FIORENTINI. GISELDA INVECE VIVE DI RABBIA E TORMENTI CONTRO UNA VITA DI DELUSIONI. A COMPLETARE IL QUADRO FAMILIARE ENTRA IN SCENA UNA QUARTA DONNA, NIOBE, DOMESTICA DI CASA. A STRAVOLGERE L’EQUILIBRIO NELLE QUATTRO MURA DOMESTICHE ARRIVA IL NIPOTE REMO, FIGLIO DI UNA QUARTA SORELLA MORTA. BELLO, GIOVANE, SPAVALDO È COCCOLATO E VENERATO ED OGNI SUA RICHIESTA O CAPRICCIO VIENE ASSECONDATO. AL GIOVANE I SOLDI NON BASTANO MAI FINO AD ARRIVARE A SPENDERE PIÙ DI QUELLO CHE LE DUE ZIE GUADAGNANO NEL LORO LAVORO. SOLO GISELDA INTUISCE LA PERICOLOSITÀ DELLA SITUAZIONE MA È POCO ASCOLTATA. I DEBITI AUMENTANO SEMPRE DI PIÙ E ALLA FINE DOPO ESSERE RIMASTE SENZA RISPARMI SONO COSTRETTE A VENDERE CASA E TERRENI EREDITATI DAL PADRE. A TAL PROPOSITO RICORDO UNA VICENDA NELLA QUALE REMO RINCHIUDE TERESA E CAROLINA IN UNA PICCOLA CANTINA. VERRANNO LIBERATE SOLO DOPO AVER FIRMATO UN IMPORTANTE ASSEGNO A LUI INTESTATO PER UNO DEI SUOI TANTI ACQUISTI. QUESTA VICENDA È INTERPRETATA E DESCRITTA CON UNA SCENOGRAFIA SEMPLICE CON UN TAVOLO CENTRALE E DUE SEGGIOLE CON SULLO SFONDO UNA PARETE A RICHIAMARE LE MURA DI UNA STANZA. L’INIZIO DELLO SPETTACOLO È UN INSIEME DI GIOCHI DI OMBRE CHE PRECEDONO L’INGRESSO DELLE DUE PROTAGONISTE PRINCIPALI NASCOSTE DA UN TELO BIANCO, TERESA INTERPRETATA DA LUCIA POLI E CAROLINA DA MILENA VUKOTIC. MARILÙ PRATI È GISELDA MENTRE REMO È GABRIELE ANAGNI. NIOBE OVVERO SANDRA GARUGLIERI È L’ULTIMA INTERPRETE IMPORTANTE SEGUITA POI DA DUE FIGURE SECONDARIE LUCA MANDARINI INTERPRETA PALLE, AMICO DI REMO E ROBERTA LUCCA LA MOGLIE DI REMO NELLA FIGURA DI PEGGY. LA SERATA È STATA PIACEVOLE IN UN AMBIENTE ALLEGRO E SPENSIERATO. MOLTO BRAVI GLI ATTORI RICHIAMATI SUL PALCO DA CONTINUI E RIPETUTI LUNGHI APPLAUSI.

STOIAN ANDREA CLASSE 4'A SIA I.I.S. "GHISLERI" - Nelle serate del 14 e del 15 gennaio in un Teatro “Ponchielli” al completo è andato in scena con l’efficace adattamento di Ugo Chiti, “Sorelle Materassi” di Aldo Palazzeschi un classico della narrativa teatrale italiana. Il celebre testo vede protagoniste due mostri sacri del teatro, i cui nomi evocano rappresentazioni indimenticabili: Milena Vukotic e Lucia Poli, autentiche signore delle scene nella ormai lunga carriera artistica che le contraddistingue, nel ruolo rispettivamente delle sorelle Carolina e Teresa Materassi. Accanto a loro Marilù Prati per interpretare, con raffinata sapienza recitativa, la terza sorella Giselda. Le tre sorelle toscane entrano in dissidio per l’arrivo del bel nipote Remo interpretato da un vivace Gabriele Anagni. Remo approfitta della bontà di zi’ Tè e zi’ Cà, come lui chiama le zie Teresa e Carolina, con richieste di denaro che aumentano sempre più e non possono essere soddisfatte in quanto superano anche il ricavato del lavoro di sarte delle due donne. Le richieste di Remo non si placano, il giovane si spinge oltre, senza vergogna rinchiude le zie in uno sgabuzzino affinché si decidano ad esaudire le innumerevoli e interminabili sue pretese. “Prigioniere” del nipote, tra le sorelle nasce una discussione per il fatto che Giselda si era sin da subito accorta dei subdoli tentativi di Remo, mentre Teresa e Carolina, incantate dal fascino e dall’amore per il ragazzo, non le avevano mai dato retta. In un mix di accuse e ricatti, si inserisce la comicità di Niobe la serva di casa, interpretata da una allegra e simpatica Sandra Garuglieri. Nel finale della commedia il nipote Remo trova la sua anima gemella in Peggy impersonata dalla garbata Roberta Lucca. I due giovani si sposano e si trasferiscono negli Stati Uniti mentre le zie Carolina e Teresa con Niobe guardano e riguardano le foto dell’affascinante e furbo nipote. Una commedia fresca e briosa che ben descrive una borghesia del primo Novecento e che non sente affatto il tempo che passa dal 1934, anno della pubblicazione. Un plauso a tutta la compagnia: a Luca Mandarini nel ruolo del contadino Palle, alla splendida regia di Geppy Gleijeses con le scene di Roberto Crea, le luci di Luigi Ascione, con i costumi di Accademia del Costume e della Moda diretta da Andrea Viotti, con le musiche di Mario Incudine.

STRINGHINI LUCA 3^C LIC LICEO G. ASELLI - Lunedì 14 e martedì 15 gennaio è andato in scena al Teatro Ponchielli “Sorelle Materassi” dal romanzo di Aldo Palazzeschi con la regia di Geppi Gleijeses. La scena si apre in un modo un po’ spiazzante: un telo verticale su cui vengono proiettate le ombre delle sorelle Teresa e Carolina Materassi (Milena Vukotic e Lucia Poli) intente a “confessarsi” al papa, svelando alcune informazioni utili a comprendere meglio la trama: le due donne -così raccontano- sono figlie di un padre violento e dissipatore e lavorano instancabilmente come sarte per la borghesia della Firenze dell’inizio del XX secolo; entrambe nubili e ormai anziane, vivono assieme ad una terza sorella, Giselda (Marilù Prati), che le ha raggiunte dopo il fallimento del proprio matrimonio, alla domestica Niobe e all’affascinante Remo, figlio di una quarta sorella deceduta. L’intera vicenda si basa sull’amore di Teresa e Carolina nei confronti del nipote che, approfittando di questa situazione, sperpera il denaro guadagnato con fatica dalle zie; così le due donne sono costrette ad indebitarsi e ad ipotecare i loro possedimenti per soddisfare i continui e sempre più esigenti capricci di Remo (che si dimostra sempre più simile al nonno: violento e sperperatore di ricchezze). Infine, sposatosi con la figlia di un ricco imprenditore americano, il giovane abbandona le due donne per trasferirsi negli Stati Uniti. Poco tempo dopo la casa si svuota anche della presenza di Giselda che si sente insoddisfatta dalla vita e inascoltata: ha infatti ammonito più volte le sorelle a non credere all’apparente affetto del nipote, ma inutilmente. Rimangono dunque solamente Teresa e Carolina con la fedele Niobe, con il ricordo dell’affascinante Remo sempre nei loro pensieri. È una storia che fa soprattutto sorridere, ma che lascia anche gli spettatori con un velo di malinconia e lascia pensare se veramente chi si ha vicino o si dice proprio amico lo faccia per vero affetto o soltanto per interessi personali. Per quanto riguarda la recitazione, è stata brillante la performance degli attori, che si sono immedesimati pienamente i personaggi e sono stati molto applauditi dal pubblico.

RACHELE STRINGHINI, I CLIC, LICEO ASELLI - È uno spettacolo teatrale con la regia di Geppy Gleijeses e l’adattamento di Ugo Chiti e tratto dal romanzo di Aldo Palazzeschi, che si è svolto Lunedì 14 e Martedì 15 Gennaio presso il Teatro Ponchielli. Le principali protagoniste della commedia sono le sorelle Teresa, Carolina e Giselda Materassi, interpretate da Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati. Le prime due sono donne di mezzaetà che lavorano come ricamatrici, la terza, più giovane, vieni riaccolta in casa dopo il fallimento del suo matrimonio. Le sorelle hanno dovuto crescere il nipote Remo, dopo la morte della madre, sconvolgendo il loro equilibrio. In seguito a parecchie vicende il ragazzo si innamora perdutamente di un’americana e, dopo essersi sposato, va a vivere con lei. Remo spende molti degli averi delle proprie zie e Giselda è l’unica che se ne rende conto, ma non viene mai ascoltata e per questo litiga in molte occasioni con le altre due sorelle. Inizialmente Teresa e Carolina recitano nascoste da un tendone, e dietro di esso è presente con loro la figura del Papa; successivamente il palco si scopre agli occhi dei tanti spettatori. Lo spettacolo presenta momenti ironici e divertenti, che coinvolgono spesso gli spettatori accomodati in platea o nei palchetti, con numerose risate, alternati anche ad attimi di riflessione. La commedia è adatta sia per un pubblico adulto, sia per spettatori più giovani poiché si tratta di uno spettacolo non molto impegnativo, dal momento che la trama non è complicata, e i personaggi utilizzano un linguaggio semplice e di uso quotidiano. Le protagoniste sono state molto brave nelle loro interpretazioni, così come azzeccati erano i costumi e la scenografia realistica. Per gli appassionati di teatro e, in particolare, per gli amanti della prosa, si tratta di una delle migliori rappresentazioni teatrali in circolazione, che permette di trascorrere una piacevole serata caratterizzata da parecchio divertimento.

SUPERTI TOMMASO – 1 LICEO SCIENTIFICO - Lo spettacolo “Sorelle Materassi” è andato in scena il 14 e 15 gennaio al Teatro A. Ponchielli ed è tratto da un romanzo di Aldo Palazzeschi con la regia di Geppy Gleijeses. Ad interpretare Teresa Materassi è Lucia Poli, Carolina è Milena Vukotic, Giselda è Marilù Prati. La rappresentazione si è aperta con un grande telo bianco dietro il quale si trovavano Teresa e Carolina che parlavano al Papa e una fonte di luce, che permetteva di proiettare l’ombra delle figure sul grande telo e di ingrandirle tramite spostamenti; questa scena abbastanza suggestiva è durata circa 10 minuti. Una volta finita il telo sparisce e si scopre che in realtà era tutto un sogno, appurato ciò le attrici iniziano a lavorare come sarte e ci spiegano come sia stata la loro vita fino a quel momento, cioè un continuo lavorare senza trovare mai tempo per mettere su famiglia, ci dicono anche che una sorella, la più vecchia delle quattro era morta in giovane età e gli aveva lasciato un figlio, Remo, un po’ scapestrato e ruffiano. Le sorelle erano quattro, infatti poco dopo viene introdotta Giselda, la più giovane che si è era sposata e poi lasciata ma pur avendo avuto una vita più felice delle altre due è la più acida. Durante buona parte della vicenda le sorelle parlano del nipote Remo e cercano di risolvere i propri problemi, il tutto accompagnato dal loro lavoro infaticabile e gli interventi della domestica Niobe e di Remo che non esita a rinchiudere le due sorelle più anziane in uno sgabuzzino pur di fargli pagare dei debiti. La storia finisce con il matrimonio di Remo con una donna americana e la partenza della sorella minore. La scenografia è ben realizzata, è composta da delle mura con una grande entrata propri davanti allo spettatore da cui si vede un grande albero che viene illuminato da luci più forti o meno per far capire a chi guarda in che momento del giorno ci si trova, inoltre al centro del tutto si trova il tavolo usato come piano di lavoro e come tavolo da pranzo e dove comunque si svolgono le azioni di maggiore importanza. Secondo me questo spettacolo non è tanto adatto ad un pubblico giovane perché la trama potrebbe non essere capita come un po’ è successo a me. Comunque data l’ottima rappresentazione do allo spettacolo un voto di 7.

TRIACHINI ASIA FRANCISZKA - Le sorelle Materassi è una rappresentazione teatrale tratta dal romanzo di Aldo Palazzeschi, ambientato nella campagna fiorentina agli inizi del ‘900. Tre sorelle nubili vivono insieme all’amatissimo nipote, fannullone e vitaiolo, che le porterà economicamente sul lastrico per poi abbandonarle. Le tre sorelle sono rappresentate dalle attrici Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati. Le due sorelle Carolina e Teresa lavorano come ricamatrici per famiglie nobili e grazie alla loro vita ricca di rinunce, riescono ad acquistare una buona posizione all’interno della società fiorentina. L’equilibrio della loro famiglia viene sconvolto dall’arrivo del nipote Remo, figlio della quarta sorella morta, che approfitta della bontà e dell’ingenuità delle zie Carolina e Teresa per soddisfare ogni suo capriccio, spendendo di più di quanto le zie possano guadagnare. La terza sorella, Giselda è l’unica a vedere in modo obiettivo la situazione in cui loro vivevano a causa del nipote, ma i suoi avvertimenti non vengono ascoltati da nessuno. Remo, si rende conto di essere “venerato” a causa della sua bellezza e del suo fascino e approfitta della situazione ottenendo immediatamente ogni suo desiderio, come ad esempio una macchina. Piano piano le zie Carolina e Teresa spendono ogni loro risparmio e sono costrette a vendere le proprietà che sono state cedute a loro dal padre. Alla fine sono costrette dal nipote a firmare una cambiale con cui ipotecano tutti i loro averi. Successivamente Remo abbandonerà le zie e si sposerà con una ricca donna americana solamente per interesse. Teresa e Carolina riescono a sopravvivere grazie a piccoli lavori di sartoria. Giselda, l’unica ad avere capito lo sfruttamento da parte di Remo, abbandona la casa in seguito ad un litigio sul nipote. Rassegnate al fatto che Remo non tornerà mai più le due sorelle e Niobe vivono nel ricordo di Remo, con amore nonostante i suoi stratagemmi. L’opera teatrale è molto suggestiva e coinvolgente anche se molte scene, dal mio punto di vista, erano troppo ampie.

VACCARO MARTINA – 3 LICEO SCIENTIFICO - Lo spettacolo "Sorelle Materassi" è andato in scena il 14 gennaio al Teatro Ponchielli. L'adattamento di Ugo Chiti inspirato al romanzo di Aldo Palazzeschi viene rappresentato sul palco grazie all’interpretazione di Lucia Poli e Milena Vukotic, rispettivamente le protagoniste Teresa e Carolina. Grazie a grandissimi attrici e attori, la rappresentazione ha saputo intrattenere il pubblico senza alcuna difficoltà. Le vicende delle sorelle Materassi insieme al nipote Remo, giovane e pieno di vita, e alla simpaticissima Niobe hanno portato sul palco un po' di Toscana dei primi anni del XX secolo. La rappresentazione teatrale ha dato al pubblico una dose di ottimismo e grande saggezza senza però essere appesantito grazie alle divertenti e allegre protagoniste. Battute spiritose e scene, a volte, quasi "inverosimili" sono alternate da una sorta di malinconia nell'aria che avvolge le due sorelle quando vengono ingannate dal tanto amato nipotino. Teresa e Carolina, adulatrici del figlio della sorella morta, non riescono a comprendere che il nipote si stia approfittando dei loro soldi, nonostante gli inutili tentativi della terza sorella Giselda, che non riesce a far aprir loro gli occhi. La scenografia a dir poco sensazionale ha fatto immergere il pubblico a casa Materassi, proprietà piccolo. Le pareti semplici e l'arco ampio con un grandissimo albero nello sfondo insieme ad un tavolo e delle semplici sedie portavano l'occhio dello spettatore al centro della scena senza riuscire a distrarlo. Lo spettacolo, seppur con una trama poco articolata è tutt'altro che scontata grazie alla perfetta scenografia, ai bravissimi attori e ai giochi di parole che hanno saputo semplicemente intrattenere tutto il teatro.

VECCHIA LUCIA CLASSE TERZA B L.S. ANGUISSOLA - Lo spettacolo andato in scena il 14 e il 15 gennaio al Teatro Ponchielli di Cremona, è un adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi. La vicenda è ambientata nei primi anni ‘20 e narra di tre sorelle che trascorrono una vita appartata e tranquilla a Coverciano, un quartiere di Firenze. Teresa e Carolina, interpretate da Lucia Poli e Milena Vukotic, nubili e ormai anziane sono abili sarte e ricamatrici e vivono cucendo corredi da sposa e biancheria di lusso per la borghesia fiorentina; la sorella minore Giselda, interpretata da Marilù Prati, accolta in casa delle altre due dopo un matrimonio fallimentare, è arrabbiata e delusa dalla vita, ma soprattutto dagli uomini. Insieme alle tre sorelle vive una quarta donna: la fedele Niobe, la domestica ottimista e leggermente colorata di saggezza popolare. Gabriele Anagni interpreta il giovane nipote Remo, figlio di una sorella defunta, che entra nella vita delle quattro donne all’età di undici anni e la sconvolge completamente, interrompendo la tranquillità che vigeva nella casa. Il giovane, ormai grande, è affascinante, spregiudicato, pieno di vita e un po’ viziato dalle zie che gli vogliono molto bene; infatti gli ci vuole poco per approfittarsi del loro amore incondizionato e dei loro pochi risparmi. Nonostante i continui avvertimenti della sorella minore, unica donna in casa a non essere offuscata dal fascino del nipote, la famiglia si ritrova piena di debiti e costretta a vivere in povertà. Remo successivamente si sposa con una ragazza americana, abbandonando le donne, ma il tutto viene alleggerito da una nota di allegria. L’intero spettacolo gira intorno al dramma e all’ironia; in una dolorosa parodia della vita, l’autore gioca mettendo in ridicolo sia l’egoismo e la leggerezza di Remo, sia la vita piatta e monotona delle sorelle. La scenografia è sempre fissa, eccetto nella prima scena in cui si vede un sogno fatto da Carolina; Roberto Crea ricostruisce il salone della casa, serio e piuttosto freddo, con un grande arco che lascia intravedere un maestoso albero. Si ride e si sorride spesso assistendo allo spettacolo; questa vicenda di inizio Novecento sfiora gli aspetti tragici, prendendoli con leggerezza e colorandoli con un’ironia amara.

VENTURA SARA – 5 GHISLERI - Lunedì 14 gennaio è andato in scena, al teatro Ponchielli di Cremona, il romanzo di Aldo Palazzeschi Sorelle Materassi adattato da Ugo Chiti con la regia di Geppy Gleijeses. La vicenda è ambientata nei primi anni del XX secolo nel sobborgo di Firenze Coverciano dove le protagoniste Teresa, Carolina e Giselda, interpretate da Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati vivono una vita tranquilla lavorando come sarte per la borghesia fiorentina. Le tre sorelle vengono messe costantemente alla prova da Remo, figlio della sorella morta; il ragazzo con la sua bellezza e vitalità attira l’attenzione di molte donne delle quali approfitta e per soddisfare i suoi capricci si rivolge alle zie spendendo tutti i loro soldi. Per Teresa e Carolina, Remo rappresenta l’unico grande amore della vita, essendo nubili, e non perdono occasione per viziarlo e coccolarlo, ma crescendo si approfitta della loro bontà e del loro affetto. Le due zie perdonano tutto, così come Niobe, la fedele domestica che nasconde i capricci del ragazzo essendo anch’essa vittima del suo fascino da rubacuori. La scenografia è molto semplice, composta da una sala dalla quale si accede ad altre stanze, mentre di impatto visivo è il fondale aperto che porta al giardino. Lo spettacolo racconta il paradosso dei rapporti umani, composti da momenti tristi e rabbiosi e da momenti piacevoli e affettuosi; di come l’amore per una persona cara possa provocare grandi difficoltà e dolore ma anche di come i momenti piacevoli trascorsi insieme e il valore della famiglia siano in grado di dissolverli, perché anche dopo averle indebitate e abbandonate dopo il matrimonio, le zie erano pronte a supportare Remo nella sua decisione e perdonarlo per i suoi errori. Durante lo spettacolo è stato possibile notare il grande riscontro da parte del pubblico per la meravigliosa recitazione degli attori che hanno soddisfatto ampiamente le aspettative, considerando la presenza di grandi attrici che hanno interpretato i loro personaggi in modo esemplare.

VENTURINI IAN 1° C LIC. SCIENTIFICO - Lo spettacalo "Sorelle Materassi", nella versione teatrale di Ugo Chiti, della durata di circa novanta minuti, senza intervallo, è andato in scena al Teatro Ponchielli di Cremona il 14 Gennaio 2019. È tratto dall'omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi. La regia di Geppy Gleijeses e le scene di Roberto Creo. I costumi, disegnati e realizzati dalla Accademia del Costume e della Moda, risultano fedeli all'abbigliamento tipico dell'inizio del 1900, anni in cui la vicenda è ambientata. Il cast è composto da sette attori, tra cui Milena Vukovic, attrice di spicco nella nostra scena nazionale per i molteplici ruoli interpretati, uno fra tutti la mitica Pina, moglie del compianto Rag. Fantozzi di Paolo Villaggio. L'opera, ambientata in Toscana, nei pressi di Firenze, racconta la storia delle tre Sorelle Materassi, Carolina e Teresa, le più anziane e Giselda e del nipote Remo, orfano della quarta sorella e che per tale ragione si trova a vivere con le zie. Remo è un uomo senza scrupoli che si approfitta dell'amore incondizionato delle due zie più anziane per vivere la sua vita, scialacquando il loro patrimonio, frutto di un'esistenza dedita al lavoro, per soddisfare ogni suo capriccio. Solo la zia Giselda, già provata da un matrimonio fallito, risulta impermeabile al fascino del nipote, ma, malgrado gli avvertimenti alle sorelle maggiori, non viene mai ascoltata. Remo riesce, nel finale, a sposare una ricca ereditiera americana, Peggy e a trasferirsi in America. Anche Giselda se ne va. Restano, quindi, nella casa, le sorelle Carolina e Teresa, insieme alla governante Niobe, cadute ormai in miseria, ma sempre innamorate del loro nipote Remo. La rappresentazione si svolge al centro della scena, delimitata da pareti di colore scuro, così da mettere in evidenza gli attori, come se si trattasse di un dipinto nella sua cornice. I protagonisti, tutti, molto bravi, descrivono una situazione familiare quasi assurda, usando espressioni dialettali anche ironiche. L'autore, secondo me, mette in evidenza l'ingenuità delle Sorelle, individuando nella repressione dei loro sogni e nell'attaccamento al proprio lavoro, la causa vera delle loro disgrazie. Mi è piaciuto il modo in cui viene descritta l'esistenza di tre donne da una parte sconfitte, ma, dall'altra, mai rassegnate. Nonostante la trama dell'opera abbia anche dei risvolti tristi, l'autore sottolinea il poco valore di Remo e la devozione incondizionata delle zie, mettendoli quasi in ridicolo e creando anche momenti divertimenti e leggeri.

VUOTO PAOLO – 3 LICEO SCIENTIFICO - Le scorse sere ovvero il 14 e il 15 gennaio al teatro Ponchielli di Cremona è andata in scena la piece teatrale “Le sorelle Materassi”, magistralmente interpretata da tre attrici principali tra cui la famosa Milena Vukotic nel ruolo di una delle tre sorelle. Le altre due sorelle sono state interpretate altrettanto bene dalle talentuose Lucia Poli e Marilù Prati. La trama della commedia è molto nota, già vista anche in televisione, ma in questa interpretazione teatrale che scorre in maniera fluida e piacevole, Remo, il nipote delle sorelle, più che una simpatica canaglia risulta essere un farabutto che non solo si approfitta delle donne, ma che arriva persino a minacciarle e a rinchiuderle in cantina per ottenere ciò che vuole. Nonostante ciò le due sorelle adoranti continuano a scusarlo, a comprenderlo, ad accontentarlo, a perdonarlo. Emergono le presonalità forti e fragili allo stesso tempo di queste donne che la vita ha messo duramente alla prova negando loro l'amore: alle due sorelle che non si sono mai sposate, alla terza sorella che è stata abbandonata dal marito, alla domestica che ha dovuto rinunciare al sogno di avere una famiglia sua. I novanta minuti di durata della rappresentazione sono passati velocemente, senza che il pubblico avesse occasione di annoiarsi grazie alla sceneggiatura coinvolgente e alla grande capacità di recitazione degli attori. Molto bella, pur nella sua semplicità, anche la scenografia, magnifici i costumi. La commedia pur avendo una trama che può veicolare considerazioni morali, non fa trasparire nessun insegnamento, infatti risulta essere molto semplice e leggera e con uno scopo meramente ludico. Personalmente la piece mi ha divertito ed ho apprezzato molto la recitazione degli attori e ne consiglio la visione a tutti coloro che vogliono trascorrere una serata di svago.

27 Gennaio 2019