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17 agosto 1951

Il più triste Ferragosto della Val Venosta

Le salme d 23 vittime estratte finora dall'autocorriera

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

17 Agosto 2020 - 07:00

Il più triste Ferragosto della Val Venosta

RESIA, 16. — Non passò  mai un simile Ferragosto la gente di questa valle Venosta che era sempre piena di turisti per il passo che portava comodamente in Austria e in Svizzera.

La sciagura della corriera precipitata nel lago ha steso un pesante velo di tristezza e mai si erano vedute scene così strazianti di dolore, man mano che, ieri ed oggi, venivano estratte le salme delle vittime.

Uno spettacolo commovente: sulla banchina che costeggia il lago nel luogo ove avvenne la disgrazia, una fila di alpini, carabinieri e  agenti costituiva un cordone d'ordine: davanti a loro, sul lungo spiazzo ghiaioso largo quattro metri, un mucchio di bare per adulti e per bambini aspettavano il pietoso carico: un gruppo di persone vestite di nero, stavano raccolte presso un autocarro sulla cui piattaforma un giudice istruttore era pronto a ricevere le testimonianze di identificazione; dietro il cordone degli agenti, oltre la fila dei paracarri, si snodava la strada: un continuo passaggio di automobili e comitive, in stridente contrasto.

Sul lago, da ieri mattina, apparvero due piccole imbarcazioni. Una di esse portava il palombaro Bruno Soncina, da Desenzano, l'unico palombaro di acqua dolce che pare esista in Italia: indossato lo scafandro l'uomo si immerse impugnando la cima di una fune: si vedeva questa stilare sul bordo della barca insieme col tubo di gomma per l'ossigeno. Dopo alcuni lunghi minuti, si vide la corda passare dagli uomini della prima barca a quelli della seconda e poco dopo affiorare una forma che semigalleggiava, con i capelli e le vesti che ondeggiavano inerti. La salma venne adagiata sulla barca e trasportata a riva: sulla scarpata era stata costruita una scaletta dalla quale venne calata una bara. I vigili del fuoco composero nel feretro la salina e la bara venne quindi portata sulla strada, mentre dal gruppo dei familiari delle vittime partivano grida strazianti e singhiozzi. Così, questa tragica litania di grida si ripetè ieri 19 volte ed oggi quattro, man mano che venivano ripescate le vittime: scene d'angoscia collettiva avvennero quando le vittime erano dei bambini e scendeva allora dalia scaletta una bara bianca.

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