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Domenica 27 Settembre 2020

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31 ottobre 1961

È morto Luigi Einaudi

È morto Luigi Einaudi

L'illustre statista si è spento serenamente a Roma, all'età di 87 anni, stroncato da una broncopolmonite

Il sen. Luigi Einaudi è morto nella clinica Sanatrix dove era stato ricoverato il 16 ottobre per una insufficienza cardiovascolare. Negli ultimi giorni le sue condizioni sembravano nettamente migliorate.

Al momento della morte erano al suo capezzale la moglie Donna Ida e le due nuore. Poco dopo è giunto alla clinica anche il figlio, editore Giulio. Gli altri due figli sono a Milano e negli Stati Uniti.

Come è noto, Luigi Einaudi era giunto a Roma da Dogliani circa quindici giorni fa. Lo statista è deceduto improvvisamente. La crisi cardiorespiratoria che lo aveva costretto al ricovero, era stata pressoché eliminata grazie ad una cura tempestiva di digitale, riposo assoluto e dieta alimentare. Ma ieri sera, improvvisamente, è subentrata una complicazione: una broncopolmonite per cui, nonostante i disperati tentativi dei medici, non si è riusciti a fermare la velocità del respiro, che ha raggiunto atti più forti del battito del polso. «La morte è sopraggiunta serenamente» ha dichiarato il prof. Pozzi. «Più che al sorgere della malattia, essa è dovuta all'età. A 87 anni finiti, nessun medicinale può giovare quando vi sia uno stato generale di salute non molto soddisfacente».

I funerali di Einaudi partiranno dal Senato, dove la salma sarà esposta. La salma sarà trasportata nella basilica di Santa Maria degli Angeli, dove si svolgerà il rito funebre. Quindi le spoglie del'ex Presidente della Repubblica verranno traslate a Dogliani.

Einaudi si pone fra gli uomini che più hanno dato all'Italia. Non ha dato soltanto l'intelligenza e la dottrina, in lui eccellenti, ha dato insieme e forse al disopra l'esempio della vita, di un modo di vivere mai inseparato, come raramente avviene, dall'operare dello spirito. Nessun distacco, in lui, fra l'insegnare e il vivere. Nessuno di quei contrasti, purtroppo frequenti e penosi fra la parola e l'opera. È stato uno degli ultimi grandi servitori della Patria.

Il suo servizio della Patria, cominciato rulla cattedra e sulle colonne del giornale, ebbe la ventura di seguitare in una sfera politica che per lui fu al disopra della polemica, al disopra del partito, al di sopra di ogni interesse particolare. Anche i suoi sette anni di Presidenza della prima Repubblica italiana sono stati tutta una lezione tutto un insegnamento di dignità, di correttezza che si spera non sarà mai dimenticato Il suo compito era difficile. Questo sincero monarchico portò al Quirinale anzitutto, e costantemente, il medesimo senso e il medesimo genio e zelo del servizio che lo aveva sempre identificato, in ogni ora, in ogni atto con la devozione al Paese.

30 Ottobre 2019