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Domenica 20 Ottobre 2019

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4 ottobre 1960

La visita a Cremona del Capo dello Stato Gronchi per il convegno sull'idrovia

Una data decisiva nella storia della navigazione fluviale

La visita a Cremona del Capo dello Stato Gronchi per il convegno sull'idrovia

Dopo 500 anni sul Po di Cremona la più grande e pittoresca "parata fluviale"

Alle 12,35 il corteo presidenziale  è giunto sul bacino, il Capo dello Stato è sceso dalla macchina, e ha percorso a piedi, accompagnato dal Sindaco e dal Presidente della Deputazione Provinciale, l'intero fronte della tribuna, fatto segno all'applauso caloroso e all'omaggio degli invitati, tutti sorti in piedi.

Il Presidente si è assiso sulla poltrona centrale con ai lati il Sindaco, e il Vescovo, il giudice Costituzionale avv. Cappi. Su un tavolo, presso il seggio presidenziale, era l'artistico cofano, squisita realizzazione di artigiani cremonesi destinato a custodia della bandiera del «Cremona I» della S.N.I. Il Sindaco, ha detto:

«Signor Presidente, è per me motivo di orgoglio e di commozione sottolineare con alcune parole il significato della consegna della bandiera al natante «Cremona» che, varato l'11 giugno scorso, rappresenta la più grande unità fluviale del genere ed è a ragione considerata come la ammiraglia della flotta commerciale cremonese.

«Oggi è il giorno in cui le antiche realtà della navigazione del Po si ripresentano concretamente alla nostra attenzione, qui sulle sponde del gran fiume dove si svolsero fasi gloriose di traffici sin dall'epoca romana, quando Cremona era collegata per via d'acqua con una linea regolare con Bisanzio e dove, tra l'anno 715 ed il 1630, i cremonesi ebbero un porto di importanza europea con una Corporazione, nel Rinascimento, di 15 mila navaroli per commerci economici spintisi, già nel Medio Evo, ai Pirenei, nelle Fiandre e sul Danubio.

«Oggi si dà voce ai pionieri ed ai tecnici che dall'epoca napoleonica ai nostri giorni si batterono per la ripresa della navigazione del Po e si concretano pure le premesse di una rinascita economica che, nel quadro dell'idrovia Venezia-Cremona-Milano-Locarno rischiarano di nuove e feconde imprese di progresso la vita delle genti padane attraverso i secoli impegnate a trarre dal gran fiume i motivi di una benefica attività produttiva e sociale.

«Quale miglior simbolo, del passato e dell'avvenire, delle speranze e delle certezze, che la bandiera ora solennemente affidata alla cisterna «Cremona»? Si esprime oggi l'auspicio della rinascita padana.

«Anche la consegna della bandiera al natante «Cremona» segna il concreto avvio all'opera gigantesca che oggi finalmente porta, alle affratellate genti padane, il sorriso di una promessa di fecondo progresso, il canto di una pace di positiva intesa, il sublime anelito di una giustizia operosa. Porti, questo drappo benedetto, dalla pianura al mare, il nostro vaticinio e possa, questa bandiera, testimoniare sempre di fronte al presente e di fronte all'avvenire, gli ideali della libertà, della pace e del progresso sociale».

03 Ottobre 2019