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Martedì 15 Ottobre 2019

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13 agosto 1985

Precipita Jumbo giapponese: aveva a bordo 524 persone

Precipita Jumbo giapponese: aveva a bordo 524 persone

Il velivolo, un Boeing 747 Jumbo della compagnia aerea «JAL», è precipitato in una zona montagnosa nella provincia di Nagano, mentre percorreva la rotta Tokyo-Osaka - Ha perso quota e si è incendiato dopo che il pilota aveva segnalato di avere problemi con un portello di coda - Forse due italiani fra le vittime - Probabilmente la sciagura passerà alla storia come il più grave disastro per un solo aereo fin qui verificatosi

TOKYO, 12. - Un Boeing 747 Jumbo della compagnia aerea giapponese «JAL» con 524 persone, in servizio di collegamento interno tra Tokyo e Osaka, è precipitato oggi in una zona montagnosa a 1.500 metri di altitudine nella provincia di Nagano, nel centro del Giappone, dopo che il pilota aveva segnalato di avere problemi con il portello destro di coda. Il velivolo, secondo alcuni testimoni avrebbe preso fuoco prima di cadere. Le squadre di soccorso, ad oltre sei ore dalla segnalazione del disastro, non avevano raggiunto ancora il luogo della sciagura perchè ostacolate dalla fitta vegetazione boschiva, dall'oscurità e dalla pioggia battente. Tutte le fonti di informazione giapponesi ritengono che quasi sicuramente non vi siano superstiti fra i rottami che, un'ora dopo la caduta dell'aereo, secondo una foto scattata da un elicottero militare, erano ancora in fiamme. Se l'ipotesi troverà conferma, quello di stasera sarà il più grave disastro della storia nel quale sia stato coinvolto un solo apparecchio. Il precedente risale al 1974, quando un «DC 10» delle linee turche precipitò vicino a Parigi e tutte le 346 persone a bordo morirono nella sciagura.

Il Boeing della «JAL» trasportava a pieno carico 15 membri di equipaggio e 509 passeggeri, in massima parte giapponesi che si recavano ai luoghi di origine per la commemorazione dei morti, che in Giappone ricorre nella settimana di ferragosto. Soltanto 21 viaggiatori erano stranieri ma le autorità non sono ancora riuscite a identificarne le nazionalità che nei collegamenti interni non sono richieste.
Tra le vittime dell'incidente figura però con certezza il cantante giapponese Kyu Sakamoto, lo ha reso noto a Tokyo un portavoce del cantante, precisando che Sakamoto (che aveva 43 anni) stava recandosi a Osaka per assistere all'inaugurazione dell'ufficio di un amico. Sembra anche che tra i passeggeri dell'aereo ci fossero due persone, di sesso maschile, italiane o di origine italiana.

L'aereo, con il numero di volo 123, era decollato per Osaka alle 18 locali dall'aeroporto nazionale di Haneda. Quaranta minuti dopo, a quanto hanno riferito fonti della «JAL» e della polizia, il pilota, Masahami Takahami, 49 anni ha trasmesso alla torre di controllo un messaggio urgente con il quale comunicava di aver problemi con la porta destra di coda e di perdere quota. Egli aggiungeva che avrebbe compiuto un atterraggio di emergenza sulla pista della base militare americana di Yokota, ad ovest di Tokyo.
Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto nella zona della base un «oggetto volante in fiamme», completamente privo di controllo, che si dirigeva verso Nagano.
Il «Jumbo» è scomparso dai radar e 20 minuti dopo le autorità di Nagano segnalavano che era caduto in una zona del monte Okura impervia e di difficile accesso per la sua folta vegetazione.

Tutto il territorio di Nagano, rinomato in Giappone per le sue bellezze naturali e le sue acque termali, è noto come le «Alpi giapponesi». Le forze di autodifesa hanno fatto levare in volo un elicottero dal quale è stata scattata una foto che ritrae i resti dell'aereo ancora in fumo e sparpagliati in un raggio di cinque chilometri.

09 Agosto 2019