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Martedì 15 Ottobre 2019

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22 luglio 1979

Assassinato mentre paga il caffè il capo della squadra mobile di Palermo

È stato atteso in un bar a poche decine di metri da casa sua

Assassinato mentre paga il caffè il capo della squadra mobile di Palermo

Un killer gli ha scaricato addosso l'intero caricatore di una pistola calibro 7,65 • Tre colpi alla nuca e altrettanti all'addome • Lascia la moglie e tre figli giovanissimi • Le ipotesi: vendetta di trafficanti di droga (pare la più probabile), di una banda di rapinatori, esecuzione decisa da un «tribunale mafioso», terrorismo • Il funzionario si era particolarmente distinto nella lotta contro gli spacciatori dì stupefacenti

PALERMO, 21 - Sei colpi di pistola cal. 7,65, tre alla nuca e gli altri all'addome, hanno stroncato la vita del capo della Mobile Boris Giuliano: lo ha confermato l'autopsia eseguita nell'lstituto di Medicina Legale dal prof. Giaccone. La salma del funzionario è stata poi traslata nella sala delle riunioni della questura, dove è stata allestita la camera ardente. La bara è stata posta su un tavolo coperto da un drappo di velluto color cremisi e il corpo del vicequestore — abito scuro, camicia bianca e cravatta di maglia scura — con la testa reclinata sull'omero sinistro per nascondere lo scempio dei proiettili, è stato avvolto in un tulle bianco e trasparente.

Boris Giuliano, di 49 anni, capo della Squadra Mobile di Palermo, è stato ucciso alle 8,04 all'interno del bar «Lux» di via F. P. Di Blasi, ad una quarantina di metri dalla sua abitazione, in via Alfieri.

Un uomo dell'apparente età di 30 anni gli si è avvicinato alle spalle, mentre stava pagando alla cassa il caffè preso qualche istante prima, e gli ha sparato con una pistola automatica tutti i colpi contenuti nel caricatore.

Il sicario — pallidissimo, secondo quanto ha dichiarato un testimone — è poi fuggito a bordo di una «128» gialla che lo attendeva in strada con tre complici.

«Il dottor Giuliano — ha dichiarato all'appuntato di P. S. che ogni mattina lo andava a prendere con un'auto "civetta" — non usciva mai dalla sua abitazione se prima non si accertava della mia presenza e quasi mai andava a prendere il caffè nel bar in cui è stato ammazzato: se l'esecuzione in ogni caso era prevista per questa mattina, non c'è dubbio che anch'io sarei stato ucciso, visto che gli assassini erano in quattro».

Le prime ipotesi formulate nell'ambito delle indagini riguarderebbero quattro piste, di consistenza diversa ma tutte attentamente vagliate: vendetta di trafficanti di stupefacenti, vendetta di una banda di rapinatori, esecuzione decisa da un «tribunale» mafioso di pesante caratura, attentato terroristico.

18 Luglio 2019