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Lunedì 17 Giugno 2019

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26 maggio 1981

Crisi inevitabile: il governo Forlani si dimette

Craxi aveva deciso di non andare al vertice

il governo Forlani si dimette

Secondo il PSI il vertice di maggioranza si prefigurava come la sede dell'apertura di una «crisi guidata», con il rischio di soluzioni «pasticciate» - Il PSI non vuole farsi scavalcare dalla DC e punta alla presidenza del Consiglio - Sorpresi e imbarazzati PSDI e PRI - Il PSI è contrario ad un governo «Istituzionale» - Verso il pentapartito? - Le dichiarazioni di Piccoli e Longo

Quello che ieri appariva ancora un'ipotesi oggi è una realtà. La crisi del primo Governo Forlani è inevitabile. Già domani il Presidente del Consiglio, dopo un breve Consiglio dei Ministri rassegnerà le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Cosa accadrà in seguito non è, a questo punto, ipotizzabile.


Si sa, invece, come si è arrivati ad una simile, rapida conclusione. Forlani aveva convocato un vertice per questa sera. Doveva essere, nelle sue intenzioni, il modo per arrivare ad un rimpasto o a quella che in gergo viene chiamata una crisi «pilotata», ossia guidata dallo stesso Presidente del Consiglio dimissionario. Ma poco dopo le 10 di stamane Craxi ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di partecipare al previsto incontro tra i segretari dei quattro partiti di maggioranza.


Il motivo, secondo il portavoce del segretario socialista, il quale, assente da Roma, sarebbe addirittura fuori dall'Italia, è che il vertice si prefigurava come la sede dell'apertura di una crisi di Governo guidata e con il rischio di soluzioni «pasticciate». Forlani, secondo le stesse fonti, aveva già tutti gli elementi di giudizio per valutare complessivamente la situazione.

24 Maggio 2019