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Aksak Project
Le note oltre il Mediterraneo

Presentato dal vivo al Museo Civico il nuovo splendido Cd ‘Trebisonda’ Viaggio carico di emozioni per la formazione arricchita di forti personalità

Daniele Duchi

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lromani@laprovinciadicremona.it

25 Maggio 2017 - 13:24

Aksak ProjectLe note oltre il Mediterraneo

A chi non è mai capitato, o capita spesso, di desiderare - anche per pochi istanti e solo mentalmente - di abbandonare la routine della quotidianità, chiudere gli occhi e lasciarsi andare ad un viaggio onirico che conduca in porti che sembrano lontani ma invece più vicini di quanto si possa immaginare, conoscere culture diverse dalle nostre, assaporare odori e colori ancora sconosciuti. Insomma, perdere completamente la trebisonda e ritrovarsi lontano dal solito tran tran di tutti i giorni. Naturalmente per fare questo occorre essere presi per mano da una adeguata colonna sonora, e a questo pensa ormai da vent'anni l'Aksak Project, nato dalla voglia di contaminazioni continue di uno dei musicisti più innovativi e preparati di 'casa nostra'. Parliamo del compositore, arrangiatore e pluristrumentista Achille Meazzi (con grande padronanza si alterna a chitarra, oud, saz-baglama, santur, harmonium indiano e cello), artista a tutto tondo - è anche un apprezzato pittore -, storico ideatore del progetto Aksak, ovvero un affascinante viaggio nella World Music (se proprio vogliamo dare un'etichetta) che ha preso il via dai luoghi cari al mar Mediterraneo e alle culture dell'Occidente d'Europa e del Medio Oriente che si affacciano in questo catino multietnico, per poi varcare sull'abbrivio del 'buon vento' le colonne d'Ercole e raggiungere luoghi ancora più lontani, come il Nord Europa, l'Africa, l'Asia, l'America Latina. E da ogni meta visitata, Aksak ha saputo cogliere le rispettive tradizioni musicali, fondendole tra loro con grande maestria, riproponendole ad un pubblico che ogni volta rimane estasiato dalla passione e dalle emozioni che vengono trasmesse. E' successo ancora, nella stellata notte di domenica 21 maggio, all'interno del cortile del museo civico Ala Ponzone in occasione della Notte dei Musei; data fissata per presentare in prima nazionale il nuovo album di Aksak Project, al quale non a caso è stato dato il nome Trebisonda. Che, usando le parole di Meazzi, «è un viaggio che parte, va e si muove simultaneamente in più direzioni, verso latitudini differenti a incontrare nuove musiche, altri saperi e rinnovati orizzonti emozionali. Sino a fondersi e confondersi, per dare corpo e struttura a un progetto sincero e originale». E le emozioni sono scorse come onde del mare impetuoso, grazie all'apporto di Achille Meazzi e dei suoi vecchi e nuovi compagni di viaggio. Già, perché in questo attraversare mondi diversi tra loro, non solo le sonorità degli Aksak hanno mutato sapore e si sono arricchite di nuove profumate spezie; l'approdo e l'incontro continuo con nuove musiche ha portato anche ad un rinnovamento del nucleo storico del gruppo, dove all'apporto irrinunciabile delle percussioni di Alberto Venturini, del violino di Eloisa Manero e dei fiati di Nicola Mantovani, si sono fusi in un tutt'uno perfetto la magica tromba di Gianni Satta (tra i più importanti trombettisti del jazz italiano al pari, tra gli altri, di Enrico Rava, Paolo Fresu e Fabrizio Bosso), il basso di Alessandro Cassani (pupillo di Franco Cerri) e la splendida voce di Camilla Barbarito (cantante e performer della scena misicale milanese), new entry che ha incantato la platea con la sua performance innovativa e penetrante. Come avviene da lungo tempo, sul palco è transitato anche un amico ed estimatore degli Aksak, l'architetto-vocalist Marco Turati, cantante della storica rock band Diskanto che, con grande passione e coinvolgimento emotivo, presta la propria voce in alcuni brani. Alla realizzazione del disco Trebisonda ha partecipato anche il pianista jazz cremonese Roberto Cipelli (co-fondatore dello storico quintetto di Paolo Fresu), assente in occasione del concerto perché lontano da Cremona per impegni professionali. Una serata indimenticabile, come sempre accade quando sul palco salgono gli Aksak Project, un tuffo nel «mare che unisce i Paesi che separa» (dall'aforisma del poeta Alexander Pope, che Meazzi e compagni hanno trasformato in un brano carico di sfumature e significato), un abbraccio musicale che valica i confini del mondo e offre una carica interiore che non ha eguali.
Il Cd si può trovare presso il negozio Disc Jockey di via Bordigallo oppure ai concerti del gruppo o contattando la pagina Fb degli Aksak Project.
Durante la serata al museo c’è anche stata la proiezione del mapping realizzato dall’artista Marino Zanetti.

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