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VIADANA/BORETTO

La storia. L'ex pontiere: "Una vita sul fiume"

50 anni fa la chiusura del manufatto sulle chiatte. Gialdini: si chiuse un'epoca, il cemento cancellò il mondo antico

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

21 Luglio 2017 - 08:43

La storia. L'ex pontiere: "Una vita sul fiume"

Romano Gialdini e il ponte in barche smantellato nel 1967

VIADANA/BORETTO - «Il 26 luglio del 1967 gli ultimi veicoli passarono da una parte all'altra del fiume ma già dal primo giorno di quel mese era stato aperto il ponte che vediamo oggi». Mezzo secolo esatto è passato dalla chiusura e successivo smantellamento del ponte in barche che univa le due sponde del Po fra Viadana e Boretto: evento che brilla ancora negli occhi di Romano Gialdini, ultimo testimone vivente dell'epopea dei pontieri che dal 1866 regolarono e custodirono la vita del manufatto. Il nonno Archimede era capo pontiere, il padre Dino altrettanto, lui fu in servizio dal 1962 al 1967. La chiusura del ponte di barche e l'apertura di quello in cemento segnano lo spartiacque della storia dei collegamenti fra l'Emilia Romagna e la Lombardia: un'accelerazione improvvisa, in tutti i sensi, che da allora in poi non ebbe più ritorno.

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