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"Ho letto il Corano e mi sono convertito"

Leonardo Plizzari, 23 anni, è nato e cresciuto nel quartiere delle 'Quade'

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

23 Novembre 2014 - 11:43

"Ho letto il Corano e mi sono convertito"

Leonardo Plizzari

CREMA - «Sì, ho letto il Corano e mi sono convertito all’Islam». A parlare è Leonardo Plizzari , cremasco di 23 anni, nato nel quartiere di Castelnuovo (le Quade per tanti cremaschi) e da un anno residente — insieme alla moglie — a Offanengo, dove lavora come gommista. E’ il primo cremasco che ha lasciato la sua ‘vecchia’ fede e non ne fa mistero. Ha sposato una ragazza di origini marocchine «che non si copre con il velo», prega cinque volte al giorno, non mangia carne di maiale e non beve alcolici, lavora e ha conservato le sue amicizie.

«Non vedo il problema», esordisce. Leonardo si è convertito all’islamismo tre anni fa: «dopo aver conosciuto mia moglie — racconta —, originaria del Marocco, mi sono accostato alla lettura del Corano e ne sono rimasto affascinato — non solo per ragioni spirituali, specifica — ma perché incuriosito dai ‘miracoli scientifici’ raccontati dai versetti: il Big Bang, la vita che nasce dall’acqua, le montagne che tengono unita la terra». Un avvicinamento graduale, che si trasforma ben presto in un credo religioso.

Cosa dell’Islam più spirituale l’ha invece convinta alla conversione? «Ho sempre creduto in Dio e nell’opportunità di fare del proprio meglio per migliorare il mondo e la vita di chi ci sta accanto. L’Islam ti insegna questo, ad amare nella diversità, a non giudicare gli altri».

Accade così che un ragazzo cresciuto nato e cresciuto a Crema — città da mesi divisa rispetto alla scelta di realizzare un luogo di preghiera islamico — si trovi a raccontare il Corano. Come hanno reagito la sua famiglia e gli amici alla notizia? E in ambito lavorativo, ha trovato resistenze? «La mia scelta è stata oggetto di accese discussioni, in un primo momento. Ma ripeto, sempre perché senza conoscere una realtà è difficile comprendere tutti gli aspetti. La mia cerchia di amici non è cambiata, anche se non ho mai approfondito con loro le ragioni della scelta. Quanto al lavoro, non ho avuto problemi: in ogni caso, non impongo a nessuno il mio nuovo stile di vita. Sto seguendo un percorso che mi aiuti a entrare a piccoli passi, senza forzature, nella religione islamica e a sensibilizzare gli altri riguardo la mia spiritualità. Per ora, cerco di arrangiarmi come meglio posso e di pregare senza togliere spazio alle attività che mi competono. Allo stesso tempo, non voglio rinunciare al momento della preghiera. Prima della conversione già lavoravo, ma con mansioni più limitate. Ora devo trovare il giusto equilibrio tra lavoro e fede, senza che questo influisca sul mio rendimento. Chi lavora con me conosce la mia scelta e la rispetta, comunque ».

Il matrimonio di Leonardo si è svolto in forma civile e da poco il ragazzo ha cominciato a frequentare il centro islamico di via Mazzini, a pochi metri dall’ex cinema Vittoria. Come è cambiata la sua vita? «Ora frequento il centro culturale per le preghiere. Ascolto il sermone in arabo: non è prevista una versione italiana. Io sono l’unico o uno dei pochi cremaschi convertiti. Quindi mi faccio tradurre le parole del sermone da mia moglie o da altri fedeli. Prego cinque volte al giorno, ovunque mi trovi. Ogni preghiera dura dieci minuti, un quarto d’ora al massimo. Il Corano recita che ‘pregare è la funzione naturale dell’uomo, il motivo per il quale siamo stati creati’. Quanto alla quotidianità, ho semplicemente eliminato il vino e la carne di maiale dalla mia dieta abituale».

Cosa pensa delle reticenze di molti cremaschi sulla costruzione di una Musalla in città? Crede che la questione sia stata in qualche modo strumentalizzata? «Invito la gente a conoscere l’Islam prima di parlarne. Si impara ad amare Dio solo conoscendolo. Gli italiani ora hanno paura perché confondono i cattivi esempi visti in tv con la religione. Ma quello che sta accadendo nel mondo non ha nulla a che fare con ciò che il Corano insegna. Il nostro centro culturale è aperto a tutti, passate a trovarci. Io sono entrato per la prima volta da cittadino italiano e sono stato accolto nel migliore dei modi. Sono certo che a tutti sarà riservata la stessa accoglienza. È un luogo di unione dove non si parla d’altro se non della Parola di Dio o di religione».

Plizzari è intervenuto anche lunedì sera, nella sala Ricevimenti del municipio, durante l’assemblea pubblica Musalla sì o no? alla presenza di un folto pubblico. «Una testimonianza breve. L’atmosfera era troppo caotica e non sono riuscito ad esprimermi al meglio. Aggiungo solo questo: spesso la diffidenza nasce dalla paura delle differenze. Conosciamoci e andiamo oltre».

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Commenti all'articolo

  • dangne

    25 Novembre 2014 - 15:58

    Cosa non si fa per far sesso.....

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