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Lo svincolo ''Spino d'Adda Ovest'' penalizza le attività produttive

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

12 Dicembre 2013 - 11:09

Lo svincolo ''Spino d'Adda Ovest'' penalizza le attività produttive

giorno dopo giorno aumenta sempre di più
il senso di frustrazione, rabbia e abbandono
da parte dei cittadini di Spino d’Adda, in
particolare di quegli imprenditori con attività
produttive insediate in prossimità del
futuro ‘Svincolo Spino d’Adda Ovest’. Uno
svincolo concepito in modo scellerato e fuori
da ogni schema di buon senso in quanto
impedisce qualsiasi accesso diretto alla suddetta
area ai mezzi provenienti da Milano,
facendo svanire con uno schiocco di dita la
storia produttiva e di servizi fornita da
quell’area, rendendo praticamente inutilizzabili
gli immobili frutto di investimento e
sacrifici di due generazioni.
Fino alla rettifica del progetto avvenuta nel
2006 (...) il contestato svincolo consisteva in
un cavalcavia che dava la possibilità di uscire
e accedere alla nuova Paullese per i mezzi
provenienti sia da Milano che da Crema, e
limitava l’impatto inevitabile che la nuova
sede stradale avrebbe portato su tutta la zona
produttiva e di servizi della zona Ovest
del paese. Ai cittadini non è ancora chiara la
responsabilità dello stralcio del cavalcavia
dal progetto.
I cittadini chiedono chiarezza alla vecchia
giunta comunale guidata dall’ex sindaco
Rancati e alla giunta provinciale diCremona
ai tempi guidata dal presidente Torchio,
e vice-presieduta da Agostino Alloni. Chiedono
risposte che riescano a spiegare queste
scellerate decisioni, che tra pochi mesi, in
base al progetto realizzativo distruggeranno
un’intera zona produttiva, e isoleranno
una parte del paese.
Sollecitano inoltre le attuali giunte comunali
e provinciali ad adoperarsi affinché
nessuna soluzione e possibilità, anche di revisione
progettuale, venga lasciata inesplorata.
Il momento delle soluzioni è adesso, ogni
pezza futura farà sicuramente acqua.
Per come è stato concepito lo svincolo attuale
non lascia molte possibilità. Si apprezza
sicuramente la buona volontà e trasparenza,
ma è evidente a tutti che i tentativi del
sindaco Riccaboni e dell’ingegnere Rebecchi
della Provincia di Cremona di trovare
palliativi ad una situazione irrimediabile,
rischiano di essere inutili. La realizzazione
di una variante, che dopo un bel giro nelle
‘foreste’ dell’Adda si riaggancia con sottopasso
in prossimità di via Pioppo, fa storcere
il naso; una variante che vorrebbe offrire
un accesso diretto (eufemismo) a Spino
Ovest da chi arriva a Milano, ma che nasce
già con i presupposti di essere una calamita
(leggasi calamità!) per discariche abusive e
criminalità (spaccio, prostituzione). Per i
residenti della zona sarà un’avventura tornare
nella propria abitazione. L’i mp a tt o
dal punto di vista sociale ed economico non
sarà di poco conto.
Sembra decisamente migliore l’ipotesi di
riuscire a ricavare un punto d’accesso/usci -
ta all’area Ovest, in prossimità di via Argine/
Benzinaio Tamoil, dove la Paullese ritorna
ad essere ad una corsia per senso di
marcia. In questo modo i mezzi da/verso
Milano potrebbero raggiungere la zona in
modo simile a quanto avviene oggi.
Gli imprenditori coinvolti si augurano e sollecitano
l’amministrazione comunale e l’in -
gegner Rebecchi a trovare un compromesso
e una soluzione che rendano possibile la realizzazione
di quest’ultima ipotesi. (...) Sarà
comunque una soluzione temporanea.
Quando sarà raddoppiato tutto il tratto della
Paullese, il problema attuale si riproporrà
in modo definitivo e irreparabile se nel frattempo
non si concentreranno tutti gli sforzi
per riuscire a riottenere quel cavalcavia
cancellato dai progetti qualche anno fa.
E’ inaccettabile che le scelte di una scellerata
e miope politica ricadano sui cittadini, soprattutto
in un periodo di crisi come quello
che stiamo affrontando; come è altrettanto
inaccettabile la chiusura a qualsiasi ipotesi
di revisione di un progetto che agli occhi di
tutti risulta sbagliato, solo per non aver il coraggio
di rimettere sul tavolo le carte e rinviare
anche di qualche mese il termine di
u n’opera che così come è stata concepita
porterà solo disagi e nessun vantaggio.
Marco Degli Angeli
(Spino d’Adda)
Giorno dopo giorno aumenta sempre di piùil senso di frustrazione, rabbia e abbandono da parte dei cittadini di Spino d’Adda, in particolare di quegli imprenditori con attività produttive insediate in prossimità del futuro ‘Svincolo Spino d’Adda Ovest’. Uno svincolo concepito in modo scellerato e fuorida ogni schema di buon senso in quanto impedisce qualsiasi accesso diretto alla suddetta area ai mezzi provenienti da Milano, facendo svanire con uno schiocco di dita la storia produttiva e di servizi fornita da quell’area, rendendo praticamente inutilizzabili gli immobili frutto di investimento e sacrifici di due generazioni. Fino alla rettifica del progetto avvenuta nel 2006 (...) il contestato svincolo consisteva in un cavalcavia che dava la possibilità di uscire e accedere alla nuova Paullese per i mezzi provenienti sia da Milano che da Crema, e limitava l’impatto inevitabile che la nuova sede stradale avrebbe portato su tutta la zona produttiva e di servizi della zona Ovest del paese. Ai cittadini non è ancora chiara la responsabilità dello stralcio del cavalcavia dal progetto. I cittadini chiedono chiarezza alla vecchia giunta comunale guidata dall’ex sindaco Rancati e alla giunta provinciale di Cremona ai tempi guidata dal presidente Torchio, e vice-presieduta da Agostino Alloni. Chiedono risposte che riescano a spiegare queste scellerate decisioni, che tra pochi mesi, in base al progetto realizzativo distruggeranno un’intera zona produttiva, e isoleranno una parte del paese. Sollecitano inoltre le attuali giunte comunali e provinciali ad adoperarsi affinché nessuna soluzione e possibilità, anche di revisione progettuale, venga lasciata inesplorata.Il momento delle soluzioni è adesso, ogni pezza futura farà sicuramente acqua. Per come è stato concepito lo svincolo attuale non lascia molte possibilità. Si apprezza sicuramente la buona volontà e trasparenza, ma è evidente a tutti che i tentativi del sindaco Riccaboni e dell’ingegnere Rebecchi della Provincia di Cremona di trovare palliativi ad una situazione irrimediabile, rischiano di essere inutili. 

La realizzazione di una variante, che dopo un bel giro nelle ‘foreste’ dell’Adda si riaggancia con sottopasso in prossimità di via Pioppo, fa storcereil naso; una variante che vorrebbe offrire un accesso diretto (eufemismo) a Spino Ovest da chi arriva a Milano, ma che nasce già con i presupposti di essere una calamita (leggasi calamità!) per discariche abusive e criminalità (spaccio, prostituzione). Per i residenti della zona sarà un’avventura tornare nella propria abitazione. L’impatto dal punto di vista sociale ed economico non sarà di poco conto. Sembra decisamente migliore l’ipotesi di riuscire a ricavare un punto d’accesso/uscita all’area Ovest, in prossimità di via Argine/Benzinaio Tamoil, dove la Paullese ritorna ad essere ad una corsia per senso di marcia. In questo modo i mezzi da/versoMilano potrebbero raggiungere la zona in modo simile a quanto avviene oggi. Gli imprenditori coinvolti si augurano e sollecitano l’amministrazione comunale e l’ingegner Rebecchi a trovare un compromesso e una soluzione che rendano possibile la realizzazione di quest’ultima ipotesi. (...) Sarà comunque una soluzione temporanea. Quando sarà raddoppiato tutto il tratto della Paullese, il problema attuale si riproporrà in modo definitivo e irreparabile se nel frattemponon si concentreranno tutti gli sforzi per riuscire a riottenere quel cavalcavia cancellato dai progetti qualche anno fa. E’ inaccettabile che le scelte di una scellerata e miope politica ricadano sui cittadini, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo affrontando; come è altrettanto inaccettabile la chiusura a qualsiasi ipotesi di revisione di un progetto che agli occhi di tutti risulta sbagliato, solo per non aver il coraggio di rimettere sul tavolo le carte e rinviare anche di qualche mese il termine di un’opera che così come è stata concepita porterà solo disagi e nessun vantaggio.

Marco Degli Angeli

(Spino d’Adda)

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