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Lite tra genitori in palestra:
solo tra 2 cremaschi e 2 cremonesi

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12 Maggio 2013 - 11:59

Abbiamo lasciato passare un po’ di tempo per far sbollire tutta l’attenzione mediatica che si è puntata sull’avvenimento della «lite tra genitori in palestra». Sono stati letti resoconti su alcuni giornali a dir poco «fantasiosi», non c’è stato nessun «tutti contro tutti» ma la lite è stata di due cremaschi contro due cremonesi, con gli altri genitori che hanno tentato di dividerli senza riuscirci. Si riconosce la gravità del fatto generato da un gesto istintivo di stizza, nonché irresponsabile, di cui l’autore si è prontamente scusato, ma da questo a far passare l’Esperia tutta — dirigenti, allenatori ed atlete — per dei facinorosi, come letto su alcuni social network, ce ne corre, e questa «fama» ce la porteremo appresso per lungo tempo. Non aiuta la definizione pubblicata da alcuni giornali della partita di ritorno come «la partita della riconciliazione» alla quale però è stato aggiunto «ma i cremonesi non si sono presentati». Non era certo questa la partita della riconciliazione ma ci teniamo a precisare che, come società, con il Crema Volley non siamo mai stati «nemici» ma solo avversari sportivi, e se i cremonesi non si sono presentati è stato solo perché in palestra non avrebbero potuto entrare. L’allenatore dell’Esperia al primo accenno di intemperanze verbali, si è preoccupato dell’incolumità delle ragazze come, del resto, la sua collega, portandole nello spogliatoio, ma questo per la Federazione di Pallavolo non conta niente perché, in mancanza di un dirigente federale, doveva colpire qualcuno. Le sanzioni comminate, pur se determinate dai regolamenti vigenti (?), non hanno nessun precedente a questi livelli. La «responsabilità oggettiva» invocata per determinare le sanzioni sembra un sistema sbrigativo e un po’ pilatesco per non individuare a fondo le rispettive responsabilità. Dirigenti e allenatori US Esperia (Cremona)
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